fatti e opinioni di attualità

Opinioni su fatti d'attualità che possono essere condivise o meno ma sicuramente di personaggi che parlano bene o male indifferentemente sia della classe politica di destra,di  centro o di sinistra , sia di "Vip" che converrebbe avere come amici anzichè nemici (editori compresi )

A testimonianza le tante cause civili in cui questi opinionisti da me apprezzati incorrono; il più delle volte ne escono vincitori .

Tutto per poter continuare a dire la loro,a tenere la testa alta.

Sempre presenti in questa sezione i pensieri di Costamagna,Grillo,Beha,Stella,Rizzo  accompagnati da altri più occasionali diciamo ,ma non meno importanti.

A Travaglio ,che io reputo il miglior giornalista italiano attuale tra coloro che trattano argomenti  di  "società" , è dedicata una sezione apposita con tutti i suoi ultimi articoli( http://oggi.jimdo.com/articoli-travaglio/ )

 

Luisella Costamagna

IL SALVAGENTE - LE PAROLE

Antipolitica (ven, 20 nov 2009)
Ricordate il libro "La casta" sui privilegi parlamentari? Bene, le classi dirigenti hanno fatto finta di nulla. E la protesta ora sembra cambiarsi in rassegnazione. (19-26/11/2009) Luisella Costamagna
>> leggi di più

Beppe Grillo

Blog di Beppe Grillo

Grecia oggi, Italia domani? (lun, 23 nov 2009)
Milani_debito.jpg La Grecia è sull'orlo della bancarotta. Non riesce più a vendere i suoi titoli di Stato nonostante gli alti interessi, offerti per vincere la concorrenza di titoli di Stati più solidi come Germania e Francia. Il debito pubblico è come un virus, si diffonde. Vi ricordate i tango bond? A giugno Francia, Germania e Italia avevano 122 miliardi di dollari di titoli greci. Il deficit 2009 per la Grecia è previsto in 12,9%, il più alto della UE. In Italia, nonostante le fanfare governative, il debito pubblico sta scalando l'Everest del default. A settembre sono stati raggiunti i 1.786,8 miliardi, +29,3 MILIARDI in un mese. Tremorti ci indebita per circa UN MILIARDO AL GIORNO. Fermatelo! Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it Commenti (22) | Commenti piu' votati | Scrivi | Invia il tuo video | Iscriviti | Autenticati | Invia ad un amico | | GrilloNews | La Settimana Ju Tarramutu
>> leggi di più

Il pranzo dei parlamentari (lun, 23 nov 2009)
Il salto del pranzo rende più agili. Si risparmia pure e si lavora di più."Gianfranco Rotondi 'La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l'armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa ritualità che... Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it Commenti (32) | Commenti piu' votati | Scrivi | Invia il tuo video | Iscriviti | Autenticati | Invia ad un amico | | GrilloNews | La Settimana Ju Tarramutu
>> leggi di più

Il primo Capo di Stato che parla ha fatto l'uovo (lun, 23 nov 2009)
passaparola_23-11-09.jpg Buongiorno a tutti. La giornata si apre con una bella intervista di Carlo Azeglio Ciampi a Repubblica, di cui però Repubblica, curiosamente, attutisce un po’ il peso, perché quest’intervista va tutta addosso all’attuale capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e chi l’ha rilasciata a Massimo Giannini? Il precedente capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi. Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it Commenti (539) | Commenti piu' votati | Scrivi | Invia il tuo video | Iscriviti | Autenticati | Invia ad un amico | | GrilloNews | La Settimana Ju Tarramutu
>> leggi di più

Il controllo del vicinato (dom, 22 nov 2009)
controllo_del_vicinato.jpg Il controllo delle strade con militari, carabinieri, poliziotti, truppe antisommossa, finanzieri, vigili, guardie municipali, guardie private, camionette, mitra, giubbotti anti proiettili, manganelli, caschi e le indimenticabili ronde non riesce più a garantire la sicurezza del cittadino. La Regione Lombardia è corsa ai ripari. L'assessore del Pdl Stefano Maullu ha introdotto il controllo del vicinato. A Milano, associazioni e amministratori di condominio potranno indicare eventuali sospetti alle forze dell’ordine. Saranno istituite: "Zone di Controllo del Vicinato" con appositi cartelli stradali. Si potrà finalmente mandare in galera il vicino di casa: il sogno di tutti gli italiani. Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it Commenti (123) | Commenti piu' votati | Scrivi | Invia il tuo video | Iscriviti | Autenticati | Invia ad un amico | | GrilloNews | La Settimana Ju Tarramutu
>> leggi di più

Roberto Morrione

Libera Informazione.org

Vendere i beni? Un errore (lun, 23 nov 2009)
Carlo Lucarelli, scrittore, da anni impegnato a divulgare sul grande schermo le tematiche riguardanti la mafia in Italia, ci concede una intervista sul tema caldo di questi giorni: i beni confiscati, che un emendamento alla finanziaria, già passato in Senato, mette a rischio. La possibile vendita sarebbe infatti la fine di una legge, la 109/96, che prevede il riuso sociale dei beni immobili confiscati alla mafia facendone un simbolo di rinascita per tutto un territorio.
>> leggi di più

Le mafie all'ombra del Duomo (lun, 23 nov 2009)
In Lombardia, in questi ultimi mesi, si rilancia da più parti e con toni sempre più ansiosi l’allarme mafie, in considerazione del naturale interesse delle cosche per le ingenti risorse previste per la realizzazione del prossimo Expo 2015. Uomini politici e opinion leader si dicono seriamente preoccupati della possibilità che le mafie si infiltrino negli appalti miliardari presto al via. Del resto, è ormai stato sancito in diverse sedi processuali del nostro paese il dato che individua uno dei business maggiori delle mafie proprio negli appalti pubblici.
>> leggi di più

A Ragusa un nuovo spazio sociale (lun, 23 nov 2009)
La nascita di spazi sociali entro sistemi urbani sottoposti, oramai, alla costante azione di una coattiva cementificazione, assume tutte le sembianze di un “vulnus” destinato a scompaginare programmi di pianificazione pluriennali. Il disagio prodotto dalle occupazioni è, dunque, palese, perlomeno stando alle più recenti reazioni indotte dalle “offese” arrecate da entità sociali quali il Collettivo “La Fabbrica” di Ragusa ed il Centro Popolare Occupato “Experia” di Catania, solo per citare episodi di cronaca regionale.
>> leggi di più

La Puglia libera il bene (lun, 23 nov 2009)
La sala conferenze della prefettura di Lecce ha assistito venerdì scorso al seminario formativo della Regione Puglia sul bando “Libera il bene”. A presentarlo il prefetto Mario Tafaro, l’assessore alla Trasparenza Guglielmo Minervini, il coordinatore regionale di Libera don Raffaele Bruno e Roberto Covolo dello staff di Bollenti spiriti, la branca dedicata alle politiche giovanili della Regione.
>> leggi di più

La solitudine dell'amministratore (ven, 20 nov 2009)
Nonostante ci sia di mezzo una minaccia all'interno del municipio, il fulcro della questione, la notizia, non deve rimanere questa. Ci tiene a sottolinearlo Gianni Speranza, sindaco di Lamezia Terme, oggetto nella giornata di ieri di un tentativo di aggressione. Il gesto è infatti sintomatico di una situazione molto pesante che il comune lametino sta vivendo in questi giorni.
>> leggi di più

Olivero Beha

italiopoli

Lettera al Sindaco di Trieste (lun, 23 nov 2009)
In seguito alla lettera aperta a Trieste ripresa su questo blog, ricevo e pubblico la lettera al sindaco di Trieste di Maurizio Fogar.
o.b. Mi rivolgo a Lei, signor Sindaco, perché trovo sinceramente inaccettabili le Sue affermazioni riportate mercoledì 18 novembre in prima di cronaca sul quotidiano locale, a corredo della notizia della Sua firma dell’ordinanza che vieta il traffico veicolare urbano per "smog". Noto anche che nelle zone interdette al traffico, sono inseriti pure i quartieri di Servola, Valmaura e Chiarbola. Notoriamente assai trafficati in ispecie quello di Servola dove tra le vie Pitacco, Giardini e Carpineto, o via De Jenner, si incolonna da sempre il maggior flusso cittadino di auto. Lei ha da oltre otto anni disatteso totalmente gli impegni assunti con gli elettori almeno per quanto riguarda la vicenda Ferriera con annessi e connessi, dalla Sertubi, all’ipermercato Torri d’Europa, alle vasche a cielo aperto del Depuratore fognario cittadino, all’Inceneritore, e solo per citarne alcuni. Potrebbe aiutarLa il rileggere quanto da Lei scritto nel Suo programma elettorale per le elezioni del 2001 o quanto di copiosamente pubblicato sulle Sue dichiarazioni dalla stampa locale. O forse potrebbe almeno ricordare quanto scritto di Suo pugno e controfirmato, assieme all’ex Presidente della Provincia Fabio Scocimarro, a casa di quest’ultimo, dopo il primo turno elettorale nel 2006, anche sul Suo impegno di convocare immediatamente un Referendum cittadino sull’installazione del progettato Rigassificatore. Comunque l’originale del documento è a Sua disposizione presso il Circolo Miani. Lei sa benissimo, come dovrebbero ricordarlo tutti gli assessori ed i consiglieri della Sua maggioranza, a partire dal 2001, che Lei, loro ricoprono quelle cariche, grazie esclusivamente all’appoggio ed al consenso elettorale ottenuto nei quartieri che vanno da San Vito-Campi Elisi fino al Comune di Muggia su questi impegni mai rispettati. E grazie al determinante consenso dell’elettorato della Lista Civica "La Tua Trieste", sorta su iniziativa dei Comitati di Quartiere, che nelle amministrative del 2001 ottenne oltre il 2% dei voti nella nostra provincia, molto più allora ad esempio di partiti tradizionali quali la Lega Nord, l’UDC, i Verdi tanto per citarne alcuni. Lei sa benissimo che ho rifiutato le Sue ricompense nell’ottobre 2001, eravamo in tre con Romano Pezzetta nel Suo ufficio di Sindaco per tre volte consecutive, chiedendo in cambio di costituire in Comune un gruppo di lavoro tecnico per monitoraggi seri e percorsi utili alla dismissione della Ferriera ed alla soluzione degli altri gravi problemi, a partire dalle migliaia di metri quadrati di Eternit che ricoprono tutti i capannoni dell’area portuale fino all’inquinamento causato dall’Italcementi. Rinunciando ad ogni prebenda offertami e chiedendo di destinare quei pochi o tanti quattrini a finanziare questo gruppo di lavoro. Lei in tutti questi anni ha detto mille volte almeno che "il cancro della Ferriera andava chiuso subito" ma ha volutamente omesso di fare quanto la legge, direi proprio, Le imponeva in quanto Ufficiale Sanitario del Comune di Trieste. Perfino il Suo compagno di partito, l’Assessore Regionale De Anna, glielo ha ricordato poco tempo fa dalle colonne del quotidiano locale. Io mi vergogno di avere oggi un Sindaco che rilascia dichiarazioni come quelle riportate il 18 novembre e Le ricordo, a smentita di tutte le scuse da Lei addotte in questi anni per non firmare l’ordinanza di sospensione produttiva dello stabilimento Ferriera, provvedimento che comunque per legge non avrebbe compromesso alcun posto di lavoro, quanto fatto nell’ordinanza n. 24 del 6 ottobre 2005 dal Sindaco di Piombino, la più recente dopo le precedenti analoghe ordinanze dei Sindaci di Genova e Taranto, nei confronti proprio della Lucchini – Severstal. Ordinanza che ha resistito pienamente ai ricorsi fatti dalla proprietà al TAR della Toscana, e di cui Le allego la sentenza di rigetto del 15 dicembre 2005 confermata poi dal Consiglio di Stato. Capisco che colpire il Circolo Miani, cercando pervicacemente di chiuderlo, sia molto più facile che assumersi le proprie responsabilità nei confronti degli affari di una multinazionale e delle aspettative totalmente deluse di tanti cittadini e lavoratori. Maurizio Fogar Trieste, 20 novembre 2009. Trieste, fermate quella fabbrica di Marco Travaglio Il Fatto Quotidiano, 15 novembre 2009 Articolo di Adriano Sofri Il Foglio, 24 ottobre 2009
>> leggi di più

Alessandro Gilioli

Piovono rane

Non interessa alla gente (lun, 23 nov 2009)
Il nuovo corso del Pd bersaniano sembra incentrato sul consueto postulato con cui ci hanno ammorbato per un quindicennio: quello secondo cui la Questione Berlusconi «non interessa alla gente», sicché bisogna parlare dei «veri problemi della gente», cioè lavoro, scuola, sanità e così via. A me sembra che il ragionamento – se di ragionamento si tratta [...]
>> leggi di più

Wow, il Lodo Ferrara (lun, 23 nov 2009)
In previsione della testimonianza di Gaspare Spatuzza su Dell’Utri e Berlusconi, Giuliano Ferrara propone di abolire il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. In effetti, nel casino di questi giorni, il lodo Ferrara almeno brilla per semplicità: basta abrogare tutti i reati di cui è (o rischia di essere) accusato il premier, e si arriva [...]
>> leggi di più

Salvapremier: FAQ (dom, 22 nov 2009)
Post della domenica, giusto se vi siete persi qualche passaggio. A che punto siamo con le leggi salvapremier? Abbastanza nel casino. Si sta procedendo su strade diverse. Da un lato la norma che dovrebbe abbreviare i processi, dall’altra l’idea di un nuovo Lodo Alfano per la alte cariche dello Stato, infine l’ipotesi (abbastanza tramontata) di reintrodurre semplicemente [...]
>> leggi di più

Continuate ad avere paura (dom, 22 nov 2009)
«Fare da sentinella nei quartieri delle città. Annotare targhe di macchine sospette, affacciarsi se un cane abbaia o se nei pressi dell’appartamento del vicino si aggira qualche faccia poco rassicurante, o denunciare la presenza di un clandestino nel vicinato La sperimentazione è partita a Caronno Pertusella, nel varesotto, nel cuore delle terre leghiste. Dove Gianfranco Caccia [...]
>> leggi di più

Troppa carne al fuoco (sab, 21 nov 2009)
Piergiorgio Paterlini per Piovonorane.it: 1) Papa Woytjla si autoflagellava per punire le tentazioni della carne. 2) La carne di Stefano Cucchi è stata flagellata a morte per punire il tossico che era in lui. 3) La carne di Brenda è stata bruciata, per punirla delle rivelazioni che avrebbe potuto fare sui peccati della carne di troppi potenti. 4) Piero [...]
>> leggi di più

Quel comunista di Al Gore (sab, 21 nov 2009)
Obiettivo del manganello di Feltri oggi, con un’intera pagina dedicata: Current tv, definita «santorismo satellitare, con accenni di travaglismo», piena di «antiberlusconismo incallito», con programmi «demagogici e a senso unico». Occhio, Tommaso!
>> leggi di più

Stella e Rizzo

La Deriva

Quel pasticciaccio brutto di «internet superveloce» (ven, 20 nov 2009)
Comprensibilmente irrita­to, l’attore Luca Barbareschi, oggi de­putato Pdl e vicepresidente della com­missione Comunicazioni non sa farse­ne una ragione: «Tutta questa storia è un mistero». Si riferisce alla decisione presa dal governo di congelare i finan­ziamenti (800 milioni di euro) per [...]
>> leggi di più

I costi di sms e carta d’identità elettronica (ven, 20 nov 2009)
Conduce Andrea Vianello (foto) per il quinto anno. Si parlerà della carta d’identità elettronica nell’ambito degli sprechi pubblici con Sergio Rizzo; di costi degli sms, di abusi sui bambini.PS: Abbiamo aggiunto numerosi articoli, dopo un periodo di "pausa". Godeteveli! [...]
>> leggi di più

Banca del Sud e le quindici poltrone da (non) spartire (ven, 20 nov 2009)
Dopo iniziali diffidenze, adesso la Banca del Mezzogiorno piace proprio a tutti: ultime in ordine di tempo a manifestare interesse, la Confindustria e la Lega delle cooperative. Nel consenso pressoché generale, a questo punto manca soltanto l' emendamento del governo [...]
>> leggi di più

Il Senato moltiplica le poltrone: più segretari che alla Camera (gio, 19 nov 2009)
E l’Italia dei Valori? Perché l’Italia dei Valori deve stare a bocca asciutta, se financo la Sudtiroler Volkspartei ha il suo senatore segretario d’aula? L’interrogativo tormentava i dipietristi da molti mesi, da quando, in occasione della votazione per eleggere i [...]
>> leggi di più

Quel patto (violato) contro Prodi (mer, 18 nov 2009)
«Mi ricordo che quando ero bambino si ammazzava il maiale», raccontò un giorno Clemente Mastella a Flora Lepore, di Chi: «Ognuno a casa, papà, mamma, cugini aveva il suo compito prestabilito. Fra i miei io ero "l' intellettuale". E così [...]
>> leggi di più

Cisl, piattaforma per il sindacato dei giornalisti (mar, 17 nov 2009)
Affermare che la Cisl, dopo il sindacato delle partite Iva, si è messa in testa di creare pure un sindacato dei giornalisti, equivale a provocare una smentita ufficiale. Ma ciò non vuol dire che se quel sindacato nascesse per iniziativa [...]
>> leggi di più

YouTube-Video

Lettera a The Guardian

Può un cane mordere la mano di chi gli porge da mangiare? No.

Cosa ci si poteva aspettare dall’editoria italiana che giusto ieri ha visto approvare, per il 2009 e 2010, 140 milioni di euro di finanziamenti pubblici in merito al mio appello pubblicato dall’Herald Tribune?

La stampa italiana è il cane a guinzaglio dei politici: abbaia a comando mentre i direttori di testata, i capo branco, gareggiano per chi riesce a compiacere meglio il proprio padrone. Si vergognino.

Silvio Berlusconi non ha affatto seppellito l’unica opposizione: l’Italia dei Valori, e sta utilizzando i riflettori del G8, che paga, per una propaganda a buon mercato. I suoi ospiti al G8 stanno facendo del loro meglio per evitare di essere coinvolti in qualche gaffe dell’impresentabile. E il loro obiettivo è uscire dal vertice con il minor danno possibile, non intaccando la loro immagine.

Ma finita la "festa G8" si spengneranno le luci e si tornerà alla realtà, a Termini Imerese, al nucleare in Veneto e Sicilia, al Lodo Alfano, al bavaglio alle intercettazioni, al -5% del Pil, alla stretta creditizia che soffoca le imprese.
I leader del G8 conoscono benissimo la biografia di Silvio Berlusconi, ben oltre la paginetta che gli è stata consegnata.

Riporto integralmente la lettera da me inviata, e pubblicata in parte nell'edizione cartacea, e per intero nel web, dal The Guardian, in cui rispondo all’affermazione del quotidiano inglese che si interrogava sul perché mai gli italiani assolvano sempre Silvio Berlusconi dalla sua inadeguatezza politica. Gli italiani, cara redazione, non riescono a scrollarsi di dosso un corruttore alla Presidenza del Consiglio poiché sono vittime di un enorme conflitto di interessi che, utilizzando soldi di Stato, ha portato in stallo l’informazione e la democrazia del Paese, addormentando le coscienze dei cittadini.

Testo della lettera:

"Cara redazione,
sono Antonio Di Pietro, deputato della XVI legislatura, presidente dell’Italia dei Valori ed ex magistrato che, negli anni ’90 di Tangentopoli, assicurò alla giustizia molti politici ed imprenditori corrotti. Oggi porto avanti quell’impegno e il rispetto delle istituzioni nell’Italia dei Valori, unico partito di minoranza che svolge il ruolo di opposizione politica, senza eccezioni e senza incertezze, a questo governo.
Mi scuso, a nome dell’Italia, con la redazione di The Guardian per la reazione prevedibile del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e del Ministro degli Esteri, Franco Frattini. The Guardian è un prestigioso giornale che svolge al meglio il suo lavoro e assolve al dovere di informare i cittadini. In Italia questo governo non è abituato al contraddittorio, né tanto meno a sentirsi dire la verità. Mentre sulla notizia della preparazione del G8 si può discutere, sul resto dell’articolo c’è poco da ribattere. Alle classifiche da voi riportate nell’articolo di ieri manca quella di Freedom House che assegna all’Italia il 73 esimo posto per libertà di stampa.
Il vero problema nel nostro Paese è quindi l’informazione, che oggi è in mano -nel più colossale conflitto di interessi mai visto in un paese occidentale- ad un solo uomo: il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Il controllo dei media da parte del signor Berlusconi è esercitato attraverso il primo gruppo editoriale italiano, La Mondadori, e sei televisioni: tre private in mano a Mediaset di sua proprietà, e tre pubbliche, La Rai, su cui esercita indirettamente e con rarissime eccezioni, l’influenza attraverso le nomine dello staff dirigenziale.
Il controllo dell’informazione gli consente di mantenere una posizione dominante e una fonte inesauribile di guadagni che consolidano il suo insediamento nelle istituzioni, attraverso un largo sistema clientelare. Questi guadagni in passato sono stati possibili soprattutto grazie al placet dei precedenti governi che non hanno voluto affrontare il conflitto di interessi. Oggi Silvio Berlusconi cede allo Stato italiano appena l’1% del fatturato per l’utilizzo delle concessioni delle frequenze radiotelevisive di Stato, su cui trasmette Mediaset.
Da quando si è insediato il governo di centrodestra le aziende pubbliche, come Eni e Poste, hanno dirottato ingenti investimenti pubblicitari dalle reti RAI a quelle private del Presidente del Consiglio italiano.
All’informazione si è aggiunta, con questo governo, la piaga delle riforme “incostituzionali”. La prima è stata la legge chiamata Lodo Alfano, voluta da Silvio Berlusconi e che lo rende improcessabile insieme ad altre tre cariche dello Stato.
Il signor Berlusconi ha subito fruito di questa legge in un processo che lo vede imputato di corruzione di un testimone. Grazie al Lodo Alfano, Berlusconi non può essere processato per corruzione, ma David Mills, suo avvocato ed ex-marito di un ministro del governo Blair, è stato condannato nel mese di febbraio a 4 anni e 6 mesi per falsa testimonianza. Il 6 ottobre i giudici della Corte Costituzionale si pronunceranno sulla costituzionalità del Lodo Alfano e, se il giudizio sarà negativo, Silvio Berlusconi sarà processato con l’accusa di corruzione di David Mills.
Concludo invitando The Guardian e la stampa estera a non spegnere i riflettori sull’Italia chiedendo loro di continuare a svolgere, come stanno facendo, l’importantissimo compito di informazione, ruolo che quasi tutti i nostri media hanno delegato vista l’impossibilità a svolgerlo.

Antonio Di Pietro

Roma 10/07/09"

YouTube-Video

"Criminalità, immigrazione clandestina, crisi, divorzio di berlusconi, inefficienza della pubblica amministrazione, processi a carico di berlusconi ,spesa pubblica eccessiva, tasse elevate, salari bassi, Milan che non vince lo scudetto, tutta colpa della sinistra. Abbiamo la sinistra più potente del mondo!“.

INTERESSANTE COMMENTO LETTO SUL WEB 25/05/09

INFLUENZA SUINA

si e' saputo della diffusione a partire da circa il 23 aprile ma evidentemente nell'aria c'era già qualcosa...... difficilmente e' una coincidenza l'annuncio qui sotto...

Mexico City (Messico), 9 marzo 2009 - Sanofi-aventis informa che oggi è stato raggiunto con le autorità messicane un accordo per la realizzazione in Messico di un impianto da 100 milioni di euro destinato alla produzione di vaccini antinfluenzali. L'annuncio è stato dato nel corso di una cerimonia alla presenza di Felipe Calderon, presidente del Messico, e Nicolas Sarkozy, presidente della Francia, a Mexico City per una visita di Stato. L'impianto sarà realizzato e gestito da sanofi pasteur, la divisione vaccinale del Gruppo sanofi-aventis, rappresentato alla cerimonia dal suo Direttore Generale Chris Viehbacher.
«Realizzando questo nuovo impianto, sanofi-aventis è orgogliosa di poter contribuire a consolidare l'infrastruttura sanitaria messicana ed è ansiosa di sostenere l'esemplare impegno del Messico per la salute pubblica tramite l'immunizzazione antinfluenzale e la preparazione a possibili pandemie» ha affermato Viehbacher. «Questo investimento testimonia l'approccio attento alle specificità di ogni Pese di sanofi-aventis alla salute globale. Lo stabilimento porterà benefici alla salute pubblica nel Messico e nell'intera regione latino-americana, nel contesto della preparazione a pandemie influenzali».
L'accordo è stato firmato dai rappresentanti di Birmex (Laboratorio de Biológicos y Reactivos de México) e sanofi-aventis alla presenza del Ministro della Salute messicano José Ángel Córdova Villalobos. In base ai termini dell'accordo, sanofi pasteur produrrà il vaccino antinfluenzale in collaborazione con Birmex, produttore messicano federale di vaccini. Birmex eseguirà alcune fasi della produzione e sarà responsabile della distribuzione al pubblico del vaccino antinfluenzale.

 

Barone Gabriele 06/05/09

accordo casa farmaceutica-governo messicano
Sanofi Aventis.pdf
Adobe Acrobat Dokument [82.3 KB]

CLEMENTINA FORLEO DISINNESCATA di Antonio Vulpio 02/05/09

 

Siamo un Paese meraviglioso, una delle più riuscite costruzioni geopolitiche alla rovescia. Solo da noi, per dirne una, è possibile, che tolgano la scorta al giudice Clementina Forleo e la mantengono ad Emilio Fede. In Italia, che per magistrati ammazzati è seconda soltanto alla Colombia, Forleo non ha la scorta, e nemmeno la più attenuata forma di protezione che si chiama tutela, mentre Fede ce l'ha.

Forleo e tanti altri magistrati a rischio, perché fanno bene e con onestà il proprio lavoro, non hanno nessuno che li protegge, mentre tanti altri magistrati e politici, a cui non serve, esibiscono questa forma di protezione come status symbol, come segno del potere.

Voi tutti sapete che Clementina Forleo è il giudice che si era occupata, quando era giudice per le indagini preliminari a Milano, delle scalate bancarie dei furbetti del quartierino Ricucci, Coppola, Fiorani, con la complicità dell'ex governatore della banca d'Italia Fazio, mentre Consorte, Latorre, Fassino e D'Alema da sinistra, Comincioli, Cicu e Grillo da destra.

Voi tutti sapete che in seguito a tutte queste vicende la Forleo è stata ingiustamente trasferita da Milano a Cremona. Ma non sapete però, e nessun giornale o TV ve lo ha raccontato e probabilmente non ve lo racconterà, che la presunta incompatibilità ambientale che le è costata il trasferimento, con una decisione del CSM che non ha nulla di giuridico ma sembra un referto medico visto che dice che la Forleo era emotiva, nasce il 6 giugno 2007 in una riunione “segreta” tenuta nella stanza di Anna Finocchiaro in Parlamento. In quella circostanza, testimonianza resa dall'ex parlamentare e magistrato di Cassazione Fernando Imposimato, si sono visti la stessa Finocchiaro, Mastella, Latorre, Guido Calvi (ex parlamentare e avvocato di D'Alema) e altre persone. Tra queste persone la più prudente sembrava essere Mastella, perché in quella circostanza si discuteva se predisporre o meno un'ispezione al Palazzo di Giustizia di Milano, ovviamente un'ispezione che avesse come obiettivo la Forleo, visto che certe telefonate che iniziavano ad essere trascritte preoccupavano diverse persone. Mastella è stato più prudente degli altri perché di fronte all'idea di predisporre un'ispezione avrebbe detto che era giusto attendere le determinazioni di altre e più alte cariche dello Stato. Tradotto dal politichese significava che Mastella riteneva che si potesse procedere soltanto con l'appoggio di altre figure istituzionali, un appello che non si è fatto attendere perché nella stessa giornata, 6 giugno 2007, è immediatamente arrivata una lettera, a firma del Presidente della Camera Bertinotti e del Presidente Senato Marini, che esprimeva la preoccupazione del Parlamento per queste telefonate sulle scalate bancarie.

L'ispezione poi viene eseguita e sappiamo tutti com'è andata a finire, ma in quell'estate caldissima del 2007 succedono altre cose: alla Forleo arrivano minacce, proiettili calibro 38, viene incendiato il raccolto dell'azienda agricola di famiglia in Puglia, e soprattutto che venga preannunciata la morte con una lettera anonima di entrambi i genitori della Forleo, cosa che avviene in uno strano incidente stradale nel quale i suoi genitori muoiono e il marito della stessa Forleo finisce addirittura in coma. Nello stesso periodo, la Forleo viene denunciata da un tenente dei carabinieri di Francavilla Fontana, comune popoloso della provincia di Brindisi in cui la Forleo è nata, per presunte offese nei confronti di questo tenente incaricato delle indagini sulla morte dei genitori del giudice. In questa vicenda accade un'altra cosa strana: a denunciarla, insieme al tenente dei carabinieri, è anche Alberto Santacaterina, pm della procura di Brindisi, che oggi, per questa vicenda, a sua volta denunciato dalla Forleo, è stato rinviato a giudizio a Potenza per abuso d'ufficio e falso ideologico.

Nonostante tutto questo e nonostante sia chiaro a tutti che con la Forleo sono in tanti a dover chiudere i conti, nonostante sia chiaro a tutti che sia stata disinnescata sul piano giudiziario adesso si vorrebbe annichilirla sul piano umano e personale, il 25 aprile arriva una telefonata da un maresciallo dei carabinieri che la informa di due provvedimenti. Non solo non si fa una notifica, come chiede la legge, personalmente nelle mani della Forleo, ma con una telefonata le si comunicano due cose: un provvedimento, a firma del prefetto di Milano Gianvalerio Lombardi, con il quale si revoca la tutela alla Forleo e si mantiene invece un servizio di vigilanza radiocomandata con l'abitazione di Milano; un altro provvedimento, che sembra contraddire il primo, con la quale il prefetto di Cremona, Bruno di Clarafond, comunica che non soltanto viene revocata la tutela ma viene mantenuto soltanto il servizio di sorveglianza radiocollegato con il tribunale di Cremona.

Tutto questo cosa significa? Che Clementina Forleo viene lasciata completamente sola, viene oscurata ogni informazione su ciò che la riguarda, oscurata ogni informazione su ciò che lega la necessaria protezione di questo magistrato, e abrogata ogni memoria recente e meno recente su tutte queste vicende che invece stanno producendo delle conseguenze incredibili e pericolose.

Perché non scriviamo al ministro dell'Interno Maroni, inondando il Ministero dell'Interno di mail, e chiediamo al ministro se non sia il caso di togliere la scorta a Vespa, a Fede, e a quei magistrati e politici a cui la scorta non serve assolutamente, e venga mantenuto il servizio di protezione per un magistrato come Clementina Forleo, soprattutto quando esce dal tribunale di Cremona e va in giro per l'Italia e magari torna nella sua Puglia nella quale sono diversi a non amarla e avere con lei dei conti in sospeso?

Poniamo questo semplice quesito, che possa valere anche per tutti quei magistrati e per tutte quelle persone che sono in prima linea e rischiano davvero senza alcuna scorta ne protezione da esibire come status symbol e segni del potere.

CONCERTO PRIMO MAGGIO 2009 

VASCO SEI GRANDE!!!!!!!!!!!!

"non credete a tutto quello che dicono in televisione e soprattutto ai telegiornali ...

MEDITATE GENTE  MEDITATE ... "

 

...E IO AGGIUNGEREI ATTENTI ANCHE A QUELLO CHE NON DICONO I TELEGIORNALI ....

YouTube-Video

ascoltare bene dal minuto 3:10

YouTube-Video

ANGELUCCI SI E' FATTO DA SE' di Antonio Borghesi IDV 27/04/09

 

In queste settimane si è parlato molto del terremoto che ha gravemente colpito l’Abruzzo e L’Aquila in particolare. Molti forse hanno già dimenticato che circa un anno fa l’Abruzzo era stato colpito da un “terremoto politico”, che aveva portato all’arresto del Presidente della Regione, Del Turco e di parecchi assessori e dirigenti. Si tratta della cosiddetta “Sanitopoli abruzzese”, una vicenda di corruzione in un desolante quadro di malcostume, di irregolarità amministrative, di raccomandazioni.

Nella poco edificante storia risulta implicata la famiglia Angelucci. Per altro nel mese di febbraio l'imprenditore delle cliniche, Giampaolo Angelucci, finisce agli arresti domiciliari, insieme ad altre 12 persone, tra cui alcuni funzionari della ASL di Frascati e altri della Regione Lazio, il direttore della Asl Roma H, nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla procura di Velletri per truffa e falso in danno delle Asl, per 170 milioni di euro. Le manette, invece, non sono scattate nei confronti di suo padre, Antonio, fondatore dell'impero economico che porta il suo nome, in quanto deputato del Popolo delle Libertà, per il quale la Procura ha chiesto alla Camera l'autorizzazione a procedere in base all'articolo 68 della Costituzione. Ebbene nei giorni scorsi, nell’assoluto silenzio dei mezzi di informazione, la Camera ha respinto la richiesta di procedere agli arresti domiciliari nei suoi confronti con 316 voti a favore, 30 contrari e 59 astenuti. Hanno votato per il suo arresto Italia dei Valori, i Radicali e qualche sparuto deputato del Pd. La stragrande maggioranza del Pd, il Pdl, la Lega Nord e l’Udc compatti hanno votato contro. E così ancora una volta il principio che “tutti sono uguali davanti alla legge” è stato fatto a pezzi e ridicolizzato per salvare un esponente della casta.

Ma chi è Antonio Angelucci? Dopo un’attività che lo vede iniziare come commesso di una farmacia e poi portantino presso l’Ospedale S.Camillo, lo troviamo improvvisamente imprenditore e proprietario di case di cura. Grazie all’appoggio di banchieri come Cesare Geronzi (proprio lui, quello che ha perso i requisiti di onorabilità per essere amministratore di banche!) diviene anche immobiliarista (compra il palazzo di Botteghe Oscure del ex Pci) ed editore (tra gli altri compra L’Unità ed è proprietario di Libero e de Il Riformista). Viene implicato nella vicenda del finanziamento illecito dell’allora Presidente della Puglia Raffaele Fitto (oggi Ministro per gli Affari regionali), per il quale il magistrato chiede l’arresto (anch’esso negato dalla Camera nella scorsa legislatura). E’ incredibile ma 200 mila euro vengono versati proprio attraverso “Libero”, che incassa milioni di euro dallo Stato come contributi all’editoria.

La famiglia Angelucci opera attraverso Tosinvest S.A., società residente in Lussemburgo, uno dei tanti paradisi fiscali che il governo dice di voler colpire. Tra i suoi dirigenti la società annovera anche il fratello del Presidente della Camera, Gianfranco Fini. Un vero “self made man”, di quelli che piacciono tanto a Berlusconi, e con tutti questi precedenti si capisce che Angelucci ha tutte le medaglie ed i requisiti per essere ammesso tra i “capitani coraggiosi”, “salvatori” di Alitalia. Ed infatti detiene circa il 7% di Cai.

ARTICOLO CONDIVISIBILE O MENO MA COMUNQUE INTERESSANTE inserito 18/4/09

"Ma io per il terremoto non do neanche un euro..."

Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo.
So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede.
Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.
Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera.

Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.
Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.
Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo.
Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese.
E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.
C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno?
Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente?
Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte.


Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è.
 

Io non lo do l'euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa?
A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.
Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata.
Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.
Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?
Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.
Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.
Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.
Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto.
Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.
Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.
Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico.
E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.
Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso.
Come la natura quando muove la terra, d’altronde.

Giacomo Di Girolamo

direttore del primo quotidiano marsalese indipendente online  www.marsala.it

TRAVAGLIO VINCE IL PREMIO "LIBERTA' DI STAMPA".IN GERMANIA inserito da Barone Gabriele 22/03/09

La Germania pare aver preso a cuore il destino degli italiani dissenzienti al Governo Berlusconi e così, dopo l'articolo su come i tedeschi vedono l'Italia di Berlusconi, ecco pronto un altro riconoscimento stavolta positivo al Paese. Il giornalista e scrittore Marco Travaglio ha vinto il Premio per la Libertà di Stampa assegnato dall'Associazione dei Giornalisti Tedeschi (DJV).

Ecco la traduzione dell'articolo originale, tratta dal sito italiadallestero.info.

Michael Konken, presidente federale della DJV, ha motivato la decisione dichiarando: “Assegnamo il premio a Marco Travaglio, un collega che si è contraddistinto per il coraggio critico e l’impegno dimostrato nel combattere per la libertà di stampa in Italia.”

Travaglio ha saputo denunciare pubblicamente i tentativi dei politici italiani, in particolare di Silvio Berlusconi, di influenzare il lavoro dei media e di ostacolare lo sviluppo di un giornalismo critico. Le critiche di Travaglio si sono orientate anche ai colleghi italiani con lo scopo di incoraggiarli a non sottomettersi alla censura. “Il premio della DJV per la libertà di stampa è il riconoscimento più adatto a Marco Travaglio,” ha dichiarato Konken. “Travaglio deve dare coraggio ai giornalisti italiani affinché possano svolgere la loro funzione di vigilanza e non cadano vittima di intimidazioni”.

Il premio della DJV per la libertà di stampa consiste in 7.500 Euro e sarà conferito a Marco Travaglio a Berlino alle 18:30 del 28 aprile 2009 presso il Palazzo della Bundespressekonferenz (ufficio stampa federale). I rappresentanti dei media sono invitati a partecipare alla cerimonia.

Con questo premio la DJV onora personalità o istituzioni che si impegnano in prima persona in battaglie per il mantenimento e la creazione della libertà di stampa. I precedente vincitori sono stati il giornalista serbo Miroslav Filipovic, la giornalista russa Olga Kitowa e la redazione del giornale “Berliner Zeitung”. Filipovic ha ricevuto il premio per aver scoperto i crimini di guerra serbi in Kosovo, Kitowa è stata premiata per la sua difficile battaglia contro la corruzione in Russia e la redazione del “Berliner Zeitung” per l’impegno dimostrato nel difendere la libertà di stampa in Germania e l’indipendenza editoriale da Mecom Group, la casa editrice che l’ha rilevata.

LO SCHEMA COLLAUDATO di Antonio Di Pietro febbr2009

In Italia oramai lo schema è collaudato: prima preparano il terreno mediaticamente, poi sfornano un provvedimento d’urgenza.
E’ avvenuto così, ad esempio, per la monnezza campana (che è ancora lì): il governo ha urlato all'emergenza, poi si è proposto come salvatore della Patria con il caro prezzo per gli italiani e per la loro salute, di sbloccare o avviare la costruzione di decine di inceneritori.
Sta succedendo con le intercettazioni: si snocciolano casi marginali, si pubblicano testi di intercettazioni irrilevanti, al limite del gossip, si scrivono due numeri su fantomatici costi (omettendone altri ben più importanti del beneficio per i cittadini), si urla all’indecenza e ne consegue un “necessario” bavaglio d’urgenza alle intercettazioni.

In queste ore sta accadendo con la violenza sulle donne, meglio se ad opera di extracomunitari, con il fine di varare soluzioni di grande eco mediatico, ma di scarsissima efficacia sul campo. Così come tutte le soluzioni adottate da questo governo, impronte ai bambini Rom comprese.
In Italia avvengono circa 13 stupri al giorno, uno su tre è compiuto da un extracomunitario, due su tre sono italiani. Avvengono maggiormente all’interno della coppia, ad opera di un fidanzato o del marito. Questo viene rimarcato con meno “insistenza”.
Il governo ha fallito sulla sicurezza con i militari nelle città e con tutte le altre "soluzioni spot" millantate in questi mesi. E sta aggravando questo fallimento anche sul campo giuridico, impedendo le intercettazioni, strumento fondamentale, a fronte di una denuncia da parte della vittima, per incastrare lo stupratore. Se, infatti, per intercettare ci dovranno essere “gravi indizi di colpevolezza”, di fatto sarà impossibile usarle per questo tipo di reato.
Tra le panacee di facciata rispunta anche l'allungamento dei tempi di prescrizione, proposta circoscritta, ovviamente, solo al reato di stupro. Ma il governo dimentica, anzi omette di ricordare ai cittadini, che questi tempi sono stati ridotti, senza troppi distinguo tra i reati, per evitare ora un processo, ora una condanna, per Silvio Berlusconi e per i suoi sodali.
Il carcere e la certezza della pena sono importanti per ogni reato, soprattutto per uno stupro, ma non saranno la soluzione al problema. Carcere e certezza della pena sì ma per tutti, stupratori d’importazione e nostrani, compresi quelli dediti al turismo sessuale, reato compiuto da migliaia di italiani.

Ma il governo Berlusconi cerca lo spot ad effetto ed è chiaro che non ha interesse a risolvere il problema, altrimenti non varerebbe mai un provvedimento che blocca le intercettazioni, anche nei confronti degli stupratori.

P.S.: riporto il titolo di una notizia di repubblica.it di oggi. Questo è il vero volto del governo in tema di sicurezza.

La polizia con le auto in garage "A Roma e Napoli 500 mezzi fermi"
Tagliati i fondi per la sicurezza, bloccata la manutenzione delle vetture
"Possiamo permetterci solo il rabbocco dell'olio e il cambio delle gomme"

ALTRI 400 MILIONI BRUCIATI di Silvana Mura IDV 26/2/09

Il 6 e 7 giugno 2009 gli Italiani saranno chiamati alle urne per eleggere i propri rappresentanti al Parlamento Europeo. Nella stessa data in tante province e comuni d’Italia si svolgeranno anche le elezioni amministrative.

Entro la fine di giugno si dovrà svolgere anche il referendum elettorale. Buon senso vorrebbe che anche questa consultazione si svolgesse nella stessa data delle precedenti. Invece non sarà così, ma per volere della Lega e del Pdl gli Italiani dovranno votare per il referendum il 15 di Giugno.

Il motivo? La Lega ha paura del referendum ed ha preteso che questo fosse relegato in una data in cui sarà difficile raggiungere il quorum. Questa scelta della Lega costerà agli italiani 400 milioni di euro che potevano essere risparmiati se il referendum fosse stato accorpato alle europee.

Una condotta assolutamente irresponsabile quella di Lega e Pdl, che in un momento in cui le famiglie stanno facendo grandi sacrifici a causa della più grave crisi economica del dopo guerra, si permette di gettare dalle finestra 400 milioni di euro che si potevano utilizzare in altra maniera.

Che credibilità possono avere due forze politiche che per i propri interessi di partito hanno il coraggio di effettuare un simile scempio? Come potranno da oggi andare a dire ai cittadini che per i servizi sociali non ci sono le risorse, che non bastano i soldi per i precari, che l’assistenza ai disabili costa troppo?

Si vergognino piuttosto. Ma questi 400 milioni che andranno in fumo per pagare le elezioni del referendum non potevano essere destinati ad incrementare quella Social Card che Lega e Pdl hanno inventato ma non hanno finanziato?

NUCLEARE LA STRATEGIA DEI PERDENTI di Costantini IDV 24/2/09

Ieri il Ministro dell'elettricita' iracheno Karim Wahid ha chiesto collaborazione alla Francia per la costruzione di centrali nucleari sul proprio territorio.

Oggi tocchera' a Berlusconi ed a Scajola, che firmeranno sempre con la Francia un accordo di cooperazione sull'energia nucleare.

Mentre gli Stati Uniti d'America si accingono ad abbandonare il nucleare e ad investire tutte le risorse disponibili sulle fonti rinnovabili e sul risparmio energetico, dando inizio ad un cambio di strategia che a breve sara' seguito dalla stragrande maggioanza dei paesi piu' industrializzati del mondo, Cina inclusa, Berlusconi costringe l'Italia e gli italiani a compiere una scelta diametralmente opposta, esattamente come l'Irak.

Diranno che servira' a restituire competitivita' alle imprese italiane, che negli anni hanno effettivamente pagato l'energia ad un prezzo superiore a quello pagato dalle imprese che producono in Paesi che hanno esercitato l'opzione nucleare.

Ma non diranno a nessuno che tra circa 10 anni, una volta completato il gigantesco affare legato alla costruzione delle centrali nucleari e prima ancora della loro entrata in funzione, ogni potenziale beneficio risultera' completamente azzerato.

Avremo semplicemente sostituito la nostra dipendenza dal petrolio con la dipendenza dall'uranio, il cui prezzo si e' decuplicato negli ultimi anni, a causa di una ormai cronica insufficenza delle estrazioni, che recentemente ha costretto gli stessi francesi a rifornirsi da vecchie testate nucleari sovietiche smantellate.

Avremo sottratto miliardi di euro agli investimenti sulle energie rinnovabili e sul risparmio energetico, che sulla base di valutazioni operate da esperti di tutto il mondo, generano per ogni miliardo di investimento pubblico due miliardi di investimento privato e determinano, rispetto allo stesso importo investito per la realizzazione di una centrale nucleare, la produzione del doppio di energia elettrica.

Avremo accumulato altri 10 anni di ritardo sulle nuove tecnologie rispetto a paesi come la Germania, il Giappone, gli Stati Uniti d'America e la stessa Cina, che hanno invece investito o che hanno deciso di investire seriamente sulle energie rinnovabili.

Avremo perduto l'unico beneficio che questi anni di sacrifici del nostro sistema produttivo ha lasciato in eredita' alle nuove generazioni: quello di non doversi fare carico dei costi giganteschi necessari per lo smaltimento delle scorie e lo smantellamento dei siti dei quali sono costretti a farsi carico i contribuenti francesi.

Avremo costretto le popolazioni dei territori che ospiteranno i siti a vivere nelle stesse condizioni dei cittadini francesi che negli ultimi anni hanno convissuto con una serie innumerevole di incidenti.

Il nucleare e' il passato; le energie rinnovabili ed il risparmio energetico sono il futuro.

E piuttosto che del futuro delle sole poche imprese amiche che parteciperanno all'immenso banchetto del nucleare in Italia, Berlusconi dovrebbe occuparsi, come Barak Obama, del futuro di tutto il paese.

Scrivi commento

2 in basso

  • #1

    Betta (lunedì, 23 marzo 2009 21:27)

    Ciao Gabriele,
    complimenti per il sito hai fatto proprio un bel lavoro.E' accurato e con tante informazioni utili, sarebbe piaciuto anche a mio padre.Continua così
    Betta

  • #2

    Gabriele (martedì, 07 aprile 2009 14:27)

    grazie Betta!
    di meglio non potevi scrivere.
    continua così anche tu

  • loading