fatti e opinioni di attualità

Opinioni su fatti d'attualità che possono essere condivise o meno ma sicuramente di personaggi che parlano bene o male indifferentemente sia della classe politica di destra,di  centro o di sinistra , sia di "Vip" che converrebbe avere come amici anzichè nemici (editori compresi )

A testimonianza le tante cause civili in cui questi opinionisti da me apprezzati incorrono; il più delle volte ne escono vincitori .

Tutto per poter continuare a dire la loro,a tenere la testa alta.

Sempre presenti in questa sezione i pensieri di Gomez,Costamagna,Grillo,Beha,Stella,Rizzo  accompagnati da altri più occasionali diciamo ,ma non meno importanti.

A Travaglio ,che io reputo il miglior giornalista italiano attuale tra coloro che trattano argomenti  di  "società" , è dedicata una sezione apposita con tutti i suoi ultimi articoli( http://oggi.jimdo.com/articoli-travaglio/ )

 


Peter Gomez

Peter Gomez – Il Fatto Quotidiano

La lezione di B. per portare tutti (i vecchi) alle urne (mer, 10 gen 2018)
Premessa: essere giovani non è un merito. È un accidente. A tutti capita di esserlo, così come a molti capita invece di diventare vecchi. Da un po’ di anni a questa parte però, gli anziani sono molto più numerosi dei giovani. In quasi tutta Europa si fanno sempre meno figli e sociologi ed economisti spiegano […] L'articolo La lezione di B. per portare tutti (i vecchi) alle urne proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Più soldi (ai soliti), la politica in lotta contro l’antisistema (mer, 03 gen 2018)
Arriva il 2018 e si moltiplicano i segnali che dimostrano come la grande crisi sia ormai alle nostre spalle. I migliori e più chiari giungono dalle istituzioni. Grazie alla nuova legge elettorale che quasi certamente impedirà ai movimenti antisistema di andare al governo, il sistema ricomincia pian piano a funzionare. In Sicilia Gianfranco Miccichè, il […] L'articolo Più soldi (ai soliti), la politica in lotta contro l’antisistema proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Buon 2018 da ilfattoquotidiano.it, restateci vicini anche quest’anno (lun, 01 gen 2018)
Cari navigatori, care navigatrici arrivati all’ottavo anno insieme non possiamo fare altro che ringraziarvi. La vostra partecipazione nel 2017 è stata straordinaria. Secondo Google Analytics viaggiamo a una media superiore al milione e 300mila browser unici al giorno, abbiamo aumentato gli utenti (+11,14%), le pagine viste (+6,3) e gli abbonati. I sostenitori de ilfattoquotidiano.it sono ormai […] L'articolo Buon 2018 da ilfattoquotidiano.it, restateci vicini anche quest’anno proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Stefano Esposito, pensaci tu: salvaci dai barbari (e pure dall’italiano) (mer, 27 dic 2017)
La sorpresa è giunta a fine legislatura. Quando tutto sembrava perduto, ecco la buona notizia: cinque anni di inciuci, di promesse di rinnovamento mancate, di speranze regolarmente tradite, una cosa positiva l’hanno prodotta. Per rendersene conto basta guardare alle straordinarie ultime 96 ore del senatore Dem, Stefano Esposito che, come si conviene ai campioni di […] L'articolo Stefano Esposito, pensaci tu: salvaci dai barbari (e pure dall’italiano) proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Luisella Costamagna – Il Fatto Quotidiano

Quanto ci piace Oprah: avercene anche in Italia (gio, 11 gen 2018)
Quanto è brava Oprah Winfrey. Ti distrai un attimo con Babbo Natale, San Silvestro e la Befana e ritrovi il mondo capovolto: la De Filippi americana (anche se il ruolo di Oprah lo rivendica la Parietti) candidata alla Casa Bianca contro Trump; le star di Hollywood che, per difendere le donne nel dopo Weinstein, si […] L'articolo Quanto ci piace Oprah: avercene anche in Italia proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Buon Natale ai terremotati senza un tetto (ven, 22 dic 2017)
Davvero vorrei essere più moderata, davvero vorrei non dover sempre usare parole forti ma, di fronte alla gestione del dopo terremoto in Centro Italia da parte dei governi Renzi e Gentiloni, come si fa a non dire vergogna? A cominciare dalle casette – vere fake news, altro che Putin – viste le tante promesse non […] L'articolo Buon Natale ai terremotati senza un tetto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Fake news russe, ma chi ci difende dalle italiane? (mar, 12 dic 2017)
“La campagna elettorale si giocherà sui social network. È guerra alle fake news”. A parte il fatto che mia madre manco sa cosa sono Facebook e Twitter e a malapena maneggia un telefonino. A parte il fatto che siamo un Paese anziano, non tutti hanno Internet e gli italiani si informano ancora all’80% con la […] L'articolo Fake news russe, ma chi ci difende dalle italiane? proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Vitalizi, Renzi si è rimangiato tutto (dom, 03 dic 2017)
“Aboliamo tutti i vitalizi. La politica torni a essere assolvimento di un dovere civico e non una forma di assicurazione economica”. Così Matteo Renzi nel suo programma per le primarie 2012. Parole chiare, nette, definitive. E, ça va sans dire, rimangiate. Al governo per 4 anni ha messo la fiducia su tutto, per convincere anche […] L'articolo Vitalizi, Renzi si è rimangiato tutto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Il Blog delle stelle

Volevo vaccinare mio figlio, ma... (mar, 16 gen 2018)
di Alessandro Di Battista Buongiorno a tutti sono qui in via Plinio, c'è mio figlio, la mia compagna, in questo quartiere di Roma che si chiama Prati. E questo è il presidio per le vaccinazioni pediatriche. Stamattina siamo venuti a fare i primi vaccini a nostro figlio e dato che si parla solo di vaccini obbligatori, non obbligatori, il Movimento 5 Stelle è contro, tutte queste fakenews, figuriamoci che sono qui a vaccinare mio figlio, vorrei soltanto presentarvi la realtà dei fatti: perché coloro che danno lezioni al MoVimento 5 Stelle hanno sventrato la sanità. Il presidio è aperto per vaccinarsi, senza prenotazione, dalle 7,30 alle 11,30, ma in realtà non ti vaccinano qui, non c'è personale, mancano le persone, ti devi prenotare. Se ti prenoti, la prima vaccinazione che puoi fare è a luglio. Cioè prenotando oggi... luglio. Allora cosa fanno le persone che non si sono prenotate? Vengono qui la mattina molto presto, alle 5,00, alle 6,00, alle 7,00, molto presto perché ogni giorno ne fanno 20. Dicono che ne fanno fino alle 11:30, cosa che non è vera. Ma io non ce l'ho con le persone che lavorano qui dentro, dovete vedere la situazione, è veramente da terzo mondo, veramente da terzo mondo è sconvolgente.E poi la Lorenzin di permette di attaccare i 5 Stelle? Questi hanno sventrato la sanità, hanno tolto quattrini, hanno reso impossibili alcune visite e molto difficili anche le vaccinazioni pediatriche, molto difficili e si permettono di dare lezioni al Movimento 5 Stelle! Questa è la realtà, uscendo dagli slogan e dalla campagna elettorale, la realtà sono genitori accampati, molti che sono qui da stamattina presto, alcuni prenotati presto ma a cui fanno i vaccini alla fine della mattinata. Non per responsabilità di coloro che ci lavorano, c'era una persona sola in tutta la sala, ma per responsabilità della politica che ha sventrato il Sistema Sanitario Nazionale, ha reso difficilissimo curarsi in questo Paese, e si permette di dare lezioni agli "inesperti" del MoVimento 5 Stelle. Buona giornata a tutti. Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it
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Reddito di cittadinanza, se al Pd non sanno fare i conti (mar, 16 gen 2018)
pdburedkca.jpg articolo tratto da lavoce.info Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alle dichiarazioni di Yoram Gutgeld sul reddito di cittadinanza proposto dal Movimento 5 Stelle. I partiti e la lotta alla povertà Siamo ormai nel pieno della campagna elettorale e il primo fact-checking del 2018 non poteva non prendere spunto da un tema trasversale alle proposte delle diverse forze politiche, ossia quello della lotta alla povertà. Sono tre le misure principali di cui si discute: il reddito di cittadinanza del Movimento 5 Stelle (di cui abbiamo già scritto in un fact-checking su Luigi Di Maio), il reddito di dignità proposto da Silvio Berlusconi (il cui costo per le casse pubbliche è stato stimato da Francesco Daveri e Massimo Baldini) e il reddito di inclusione ideato dal Partito democratico, che è già operativo. Benché la lotta alla povertà sia l’obiettivo comune, le forze politiche pensano di raggiungerlo attraverso strumenti assai diversi tra loro e che inevitabilmente vengono criticati da parte degli avversari, soprattutto per i costi e le coperture. Per esempio, Yoram Gutgeld, deputato Pd e commissario alla spending review, con una serie di tweet ha snocciolato conti piuttosto fantasiosi sul reddito di cittadinanza. Il commissario alla spending review questa volta fa un po’ di confusione sui numeri, ma soprattutto sulla platea degli eventuali beneficiari della misura. Confusione a dir la verità comune nel Partito democratico, se perfino il suo segretario ed ex presidente del Consiglio suggerisce una spesa ancora diversa (84 miliardi), sbagliando a sua volta. Prima di capire dove sbaglia Gutgeld, è forse utile ricapitolare brevemente il funzionamento del reddito di cittadinanza, visto che è scritto in un disegno di legge depositato, a differenza della proposta sul reddito di dignità che per il momento non è ancora chiara. Come funziona il reddito di cittadinanza La proposta del Movimento 5 Stelle (Ddl n. 1148/2013) prevede un trasferimento pari alla differenza tra la soglia di povertà e il reddito familiare effettivamente percepito. La misura usa l’indice di povertà monetaria individuato dall’Unione Europea nel 2014, corrispondente al 60 per cento del reddito mediano netto (in Italia 780 euro mensili, 9.360 all’anno, per un adulto single), ponderato per la composizione del nucleo familiare. In sostanza, si individuano redditi minimi per tutte le diverse composizioni familiari. Se un particolare nucleo familiare non arrivasse a quella soglia, lo stato verserebbe un contributo pari alla differenza tra i due valori (il cosiddetto poverty gap). Secondo l’audizione dell’Istat sul Ddl, in base ai dati 2015, le famiglie beneficiarie sarebbero 2 milioni e 759 mila, per un totale di circa 8,3 milioni di persone. Il costo stimato dall’Istituto nazionale di statistica è di 14,9 miliardi. Mentre per l’Inps sarebbe di 30 miliardi (audizione del presidente Tito Boeri alla commissione Lavoro del Senato). Un’altra stima è stata data su lavoce.info da Francesco Daveri e Massimo Baldini, secondo cui le famiglie beneficiarie della misura sarebbero 4,9 milioni con un costo per lo stato di circa 29 miliardi di euro. Vediamo allora qual è l’errore in cui è incappato Yoram Gutgeld. Un errore di fondo L’errore principale commesso dal commissario alla spending review è quello di considerare quale destinatario del reddito di cittadinanza il singolo individuo e non il nucleo familiare. La proposta pentastellata, però, è di integrare il reddito della famiglia (e non quello dei singoli soggetti) quando questo sia inferiore a una determinata soglia, che varia in base alla composizione del nucleo familiare. Dal primo errore, derivano le altre inesattezze. Dal momento che l’unità rilevante è la famiglia, non si può determinare la platea dei destinatari attraverso le dichiarazioni dei redditi, che sono individuali. Veniamo poi ai calcoli che Gutgeld ha fatto nel secondo tweet. Ha preso come platea di riferimento tutti i contribuenti con un reddito inferiore ai 10 mila euro, che sono 12,8 milioni. Perché proprio questa cifra? Pensiamo che il motivo sia che la proposta del M5S comporterebbe l’erogazione fino a 9.360 euro all’anno per un adulto single (780 euro al mese), quindi ipotizziamo un arrotondamento per eccesso a 10 mila. Ma si tratta solo di un possibile ammontare di integrazione di reddito perché le soglie variano in base a quanto percepito dalla famiglia e alla sua composizione. Quindi, è come se Gutgeld avesse ipotizzato che tutti i 12,8 milioni con reddito minore di 10 mila euro siano esclusivamente adulti single. Una volta individuati i beneficiari, ne ha moltiplicato il numero per l’integrazione media di reddito, secondo lui di 5.550 euro, di cui non conosciamo l’origine (nonostante il commissario inviti tutti alla trasparenza). Il costo stimato da Gutgeld è quindi per forza di cose in eccesso rispetto alle altre stime, perché individua beneficiari individuali e non interi nuclei familiari. Il verdetto La stima di Gutgeld ha un vizio di fondo perché non riflette il reale funzionamento del reddito di cittadinanza indicato nel Ddl depositato. Un disegno di legge di cui si parla da anni e sul quale sarebbero necessarie chiarezza e trasparenza, sia da parte dei proponenti che dei detrattori. Tanto più quando i commenti sono del commissario del governo alla spending review, che dovrebbe fondare la propria credibilità sulla correttezza dei numeri, e che invece sbaglia in modo elementare la quantificazione della spesa richiesta. Perché la dichiarazione di Gutgeld non può essere altro che FALSA. Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it
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Petroliera affondata: è ora di cambiare visione energetica (mar, 16 gen 2018)
petrolieraSanchiCina.jpg dei portavoce MoVimento 5 Stelle Camera e Senato delle commissioni, Attività produttive, Ambiente e Industria Un altro disastro ambientale, un altro ecosistema compromesso, tra i più ricchi e produttivi del pianeta. E ancora una volta sotto accusa è il petrolio. La petroliera affondata nel mar Giallo è un danno ambientale di proporzioni non ancora definibili. Ma quello che fin da adesso possiamo definire e ricordare è il pericolo e il rischio connesso al trasporto dei combustibili fossili. Lo abbiamo detto molte volte: è ora di cambiare visione energetica, è ora di voltare pagina. Il Pianeta non può più permettersi di correre questi rischi. Con il nostro programma e con il MoVimento 5 Stelle al governo, l’Italia entro il 2050 sarà libera dalle fossili, alimentata con energie rinnovabili e tecnologia all’avanguardia. Proprio venerdì scorso l’Agenzia internazionale per le fonti rinnovabili in occasione dell’assemblea annuale nel rapporto “Renewable Power Generation Costs in 2017” ha diffuso i dati sui nuovi progetti e le ultime aste indicano che entro il 2020 tutte le tecnologie rinnovabili attualmente commercializzate saranno competitive, e persino più economiche, delle fonti fossili. In linea con il nostro programma di governo. L’Italia non può più aspettare. Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it
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Iniziano le #Parlamentarie del MoVimento 5 Stelle: buon voto a tutti! (mar, 16 gen 2018)
rousseau_parlamentarie.jpg di MoVimento 5 Stelle Iniziano le parlamentarie del MoVimento 5 Stelle! Mentre tutti i partiti decidono nelle segrete stanze chi mettere nelle liste bloccate che si sono approvati con il Rosatellum, noi utilizziamo un metodo democratico e all'avanguardia in tutto il mondo: la votazione online e diretta da parte dei nostri iscritti. Tutti i candidati che troverete nelle liste hanno accettato il nostro Statuto e il nostro Codice Etico, che definisce regole chiare per evitare i voltagabbana e gli approfittatori, e ne rispettano i prerequisiti. Si vota su Rousseau oggi martedì 16 gennaio e domani mercoledì 17 gennaio dalle ore 10 alle ore 21. Nel caso si creasse, per la grande partecipazione, l'effetto di coda virtuale ai seggi nelle ultime ore che potrebbe causare difficoltà ad accedere al sito, la scadenza sarà prorogata e sarà possibile votare dalle 10 alle 14 di giovedì 18 gennaio. In ogni caso si suggerisce di non aspettare all'ultimo per votare. VOTA SUBITO! Ogni iscritto potrà esprimere tre preferenze per i candidati nel proprio collegio plurinominale alla Camera e tre preferenze per quelli nel proprio collegio plurinominale al Senato. Possono partecipare alle votazioni tutti gli iscritti alla nuova Associazione MoVimento 5 Stelle con documento certificato. Gli iscritti non possono più fare modifiche al profilo fino alla fine delle votazioni. Non verranno certificati ulteriori documenti per nuove iscrizioni. Partecipate, partecipate, partecipate! Buon voto a tutti! REGOLAMENTO PER LA SELEZIONE DEI CANDIDATI NEI COLLEGI PLURINOMINALI E UNINOMINALI Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it
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Olivero Beha

Oliviero Beha – Il Fatto Quotidiano

La gestione-Totti. È autolesionismo (lun, 08 mag 2017)
Ormai da qualche settimana il calcio giocato è poco più che un pretesto per la campagna acquisti per giocatori e allenatori che ci aspetta in forze, con centinaia di milioni cinesi in arrivo. Ma a buon diritto forse l’epilogo di questo discorso dovrebbe incentrarsi su Francesco Totti, in uscita a quarant’anni da quella che è […] L'articolo La gestione-Totti. È autolesionismo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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La politica vista da Parlato (e quella di Renzi e le comari) (mer, 03 mag 2017)
In un giorno qualunque, mentre commissariano Alitalia (pare…), dissanguano le donne con femminicidi inesausti, piovono dalle istituzioni numeri sempre più negativi sulla disoccupazione giovanile (quando è uscito il film Tanguy e quanto tempo è passato da Padoa-Schioppa e i “bamboccioni”?) e su quella a salire, Renzi festeggia le Primarie divorate, muore a 84 anni Valentino […] L'articolo La politica vista da Parlato (e quella di Renzi e le comari) proviene da Il Fatto Quotidiano.
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I buuu a Muntari: non è solo calcio (lun, 01 mag 2017)
Davvero non c’è verso: fumogeni, bengala e repertorio simile ci inseguono dal film famoso di Francis Ford Coppola fino all’erba di Marassi dove semplicemente giocano il Genoa di Juric ed il Chievo di Maran. Genitori che scappano con i bambini in braccio, commentatori che cercano di ridurne la portata, frasi secolari del tipo “sono cose […] L'articolo I buuu a Muntari: non è solo calcio proviene da Il Fatto Quotidiano.
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2017, siamo tutti partigiani o anche un po’ fascisti? (mer, 26 apr 2017)
Stendiamo subito un velo sulla impresentabile speculazione subpolitica di Palazzo, un Palazzo già di suo per lo più impresentabile, a proposito di ieri, della Festa della Liberazione, dell’Anpi, di ebrei e palestinesi ecc. ecc. Segnatamente perché non è una ricorrenza di Palazzo, ma di Piazza, e da sempre. Anzi, per mia avventura diretta e indiretta […] L'articolo 2017, siamo tutti partigiani o anche un po’ fascisti? proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Gianni Barbacetto

Gianni Barbacetto – Il Fatto Quotidiano

“Rien ne va plus”, il casinò di Campione rischia di chiudere per fallimento (mar, 16 gen 2018)
Rien ne va plus. Il casinò di Campione d’Italia potrebbe chiudere per fallimento: lo ha chiesto la Procura di Como, al termine di un’inchiesta che ha concluso che la casa da gioco è in stato di insolvenza. Les jeux sont faits: la casa da gioco da anni chiude i bilanci in perdita e vede diminuire […] L'articolo “Rien ne va plus”, il casinò di Campione rischia di chiudere per fallimento proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Milan “cinese”, ai magistrati le segnalazioni di Bankitalia (dom, 14 gen 2018)
È di certo l’operazione finanziaria più fumosa e contorta degli ultimi anni. Ma la cessione del Milan di Berlusconi all’imprenditore cinese Yonghong Li è anche oggetto di un’inchiesta per riciclaggio aperta dalla Procura di Milano? Sì, scrive ieri La Stampa. No, risponde la Procura di Milano. Sì, abbiamo fatto le nostre verifiche, ribadisce il quotidiano […] L'articolo Milan “cinese”, ai magistrati le segnalazioni di Bankitalia proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Processo spese pazze: cinque anni e niente sentenza (gio, 11 gen 2018)
Ricordate l’inchiesta sulle “spese pazze” dei consiglieri regionali? Fece tremare la politica e indignare i cittadini. Avviata a Milano alla fine del 2012 dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e poi dalle Procure di tante altre città d’Italia, aveva svelato dappertutto lo stesso scenario: con i soldi pubblici, i consiglieri dei diversi partiti, dalla Lega a […] L'articolo Processo spese pazze: cinque anni e niente sentenza proviene da Il Fatto Quotidiano.
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B. si prende Fontana per avere Gasparri (gio, 11 gen 2018)
Arimetterci, per ora, è stato Dudù: “Ha fatto ‘cai, cai’, qualcuno lo ha schiacciato mentre facevamo la foto finale… mi pare Matteo Salvini”. Così Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, racconta il finale della riunione di Arcore in cui è stato avviato il grande risiko delle candidature del centrodestra. Sarà una partita lunga. Intanto l’unica […] L'articolo B. si prende Fontana per avere Gasparri proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Alessandro Gilioli

Piovono rane

Perché fioriscono le "liste 1 per cento" (mar, 16 gen 2018)
Tra le pieghe più grottesche del Rosatellum c'è la questione dell'uno per cento, che un po' fa ridere e un po' fa piangere, ma in ogni caso sta avendo diverse conseguenze su queste elezioni (e ne avrà sul dopo). La legge infatti prevede che i partiti in coalizione ottengono rappresentanza parlamentare propria se raggiungono il tre [...]
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I "nuovi volti" di Berlusconi e Renzi (lun, 15 gen 2018)
Ieri è cominciata di fatto la campagna elettorale, con la performance di Berlusconi dalla D’Urso e il comizio a Milano, al teatro Parenti, di Renzi con Sala e Gori. La cosa più interessante, se si guardano i due eventi con spirito entomologico, è notare il tentativo di riposizionamento dei due ex premier. Intanto Berlusconi. Lo avete [...]
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Di Gori, alleanze e domande da farsi (sab, 13 gen 2018)
È del tutto possibile - come sostengono oggi Giorgio Gori e diversi esponenti del Pd - che la decisione di Leu di non appoggiare in Lombardia lo stesso Gori sia stata «dettata dall'odio» e «dalla voglia di far perdere Renzi». Voglio dire: non sono nella testa dei delegati di Leu che in un'assemblea hanno fatto per [...]
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Ti va un gelato da Fassi? (gio, 11 gen 2018)
L'estate scorsa uno dei miei figli, raggiunta l'adolescenza, mi chiedeva qualche consiglio su come "provarci" con una ragazza. Cosa dirle, come fare capire il suo interessamento senza risultare sgradevole. Banalmente, gli ho consigliato di iniziare dicendole: «Ti va dopo scuola di prendere un gelato con me da Fassi?», che è un po' il loro locale [...]
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I sacchetti, il lavoro e la coscienza di sé (gio, 04 gen 2018)
C'è un filo rosso che collega la furiosa polemica sui sacchetti di frutta e verdura con la questione della grande distribuzione aperta anche nei giorni di festa. Un filo rosso che attraversa tanti altri temi: la precarizzazione, il dumping salariale, le condizioni di lavoro (dalla logistica ai call center dai cantieri al terziario etc). Un [...]
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2018, si porta molto il pacatismo (ven, 29 dic 2017)
A leggere l'intervista che Berlusconi ha dato al Corriere di oggi, sembra di avere davanti un autorevole e moderato statista di centrodestra: di Gentiloni dice che è stato «insufficiente» ma ne elogia «la cortesia», su Grasso si limita all'aggettivo «inelegante», poi cita John Kennedy, ipotizza uno Ius soli seppur più temperato di quello appena cestinato [...]
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Stella e Rizzo

La Deriva

Parole, organizzazione, falsi miti: Nicaso spiega la mafia (mar, 16 nov 2010)
«Allibertatevi d’u cagnuleddu», liberatevi del cagnolino. Con queste parole, il 12 gennaio '96, Giovanni Brusca ordinò al fratello Enzo, Vincenzo Chiodo detto «Quaquarotto», Giuseppe Monticciolo e Salvatore Grigoli di ammazzare e di sciogliere nell’acido Giuseppe Di Matteo, il figlio di [...]
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Berlusconiano pentito, antighedinista convinto (mar, 16 nov 2010)
«Scusate, sapete dirmi a quest' ora come la pensa Buttiglione?» chiese un giorno Francesco Cossiga irridendo al modo in cui il leader neodc vagava un po' di qua e un po' di là. La battuta, però, potrebbe essere adattata a [...]
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Supercomputer e frigobar, indispensabili (mar, 16 nov 2010)
Non lo sapevano. Non avevano idea di quanto la situazione finanziaria della loro Regione, la Campania, fosse spaventosa. Che i debiti iscritti nel bilancio fossero schizzati del 90% in soli quattro anni. Che l' esposizione complessiva avesse raggiunto 11 miliardi [...]
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Pompei, fragile gioiello che perde 3 milioni l'anno (gio, 11 nov 2010)
L' architetto Luciano Di Sopra ricorda bene ciò che accadde nel 1981. Non fosse altro perché in quel periodo lui, l' autore del piano di ricostruzione del Friuli terremotato, era sulla cresta dell' onda. Ricorda che quando gli diedero l' [...]
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La Rai, Pio XII e la Bulgaria (gio, 04 nov 2010)
«Con sempre nuova freschezza di letizia e di pietà, diletti figli dell' universo...». Anche chi non è pregiudizialmente ostile a Pio XII, la cui figura è ancora molto discussa come dimostrano i giudizi del mondo ebraico sullo sceneggiato di Raiuno [...]
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10 leggi in un anno. Succede (gio, 04 nov 2010)
Alla Camera dicono che succede, qualche volta. Succede quando arriva la Finanziaria, che adesso si chiama «legge di stabilità». Allora si ferma tutto, in religiosa attesa che la commissione Bilancio partorisca. Ecco spiegato perché almeno per tutta la prossima [...]
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Riccardo Orioles

Riccardo Orioles – Il Fatto Quotidiano

Ferdinando Imposimato, servitore di ideali che meritavano di essere serviti (mer, 03 gen 2018)
Ai tempi della Repubblica, Ferdinando Imposimato fu magistrato, e in questa veste cercò di difenderla – conforme al giuramento – e di far luce sui tentativi di ucciderla, che allora non andarono – per il momento – a segno. Non era fra i magistrati che io vedevo più spesso, quindi non mi aspettavo – un […] L'articolo Ferdinando Imposimato, servitore di ideali che meritavano di essere serviti proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Sicilia, arriva l’Oriolellum: un voto, 100 euro. Paga la Regione (gio, 09 nov 2017)
In Sicilia ci sono 4 milioni e seicentomila elettori, di cui alle Regionali 2.203.885 esercitano il loro diritto di voto. Circa un quarto di questi votano in base a considerazioni di interesse personale, senza particolare interesse per questa o quella piattaforma politica. Possiamo quantizzarne il numero in circa 550mila unità. Ciascuno di questi 550mila elettori costa al proprio notabile, boss, […] L'articolo Sicilia, arriva l’Oriolellum: un voto, 100 euro. Paga la Regione proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Regionali Sicilia, le vere elezioni cominciano ora (mar, 07 nov 2017)
Di dieci siciliani che incontri, due hanno votato per Silvio Berlusconi (uno con la pistola in tasca), due per Beppe Grillo e uno per Giulio Andreotti. I primi due se ne vanno soddisfatti e in fretta per gli affari loro, che non occorre sapere, i grillini si guardano in giro fra incazzati e orgogliosi, e il democristiano […] L'articolo Regionali Sicilia, le vere elezioni cominciano ora proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Elezioni Sicilia 2017, il mio partito (ven, 03 nov 2017)
In Sicilia, in realtà, le elezioni si sono tenute due mesi fa. I senatori romani, che votavano spostandosi da un lato o dall’altro dell’aula, dicevano pedibus ire in sentenziam, “votare con i piedi”. Così è andata in Sicilia, almeno per i ragazzi al primo voto. I giovani appena diplomati (quelli laureati lo facevano già da qualche […] L'articolo Elezioni Sicilia 2017, il mio partito proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Alexandre Stille

In un altro paese

Trump vuole essere il presidente? (lun, 21 ago 2017)
Ho scritto recentemente che l’impeachment di Donald Trump mi sembrava una mossa pericolosa o forse controproducente che rischiava di aggravare nell’elettorato di Trump la sensazione che il “sistema” è truccato contro di loro e il loro candidato. Meglio, dicevo, lasciare che si screditi da solo con incompetenza e un lungo elenco di promesse mancate e […]
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Impeachment per Trump? (lun, 26 giu 2017)
Una domanda che si sente molto spesso in questi giorni: può (oppure dovrebbe) il Congresso americano andare verso l’impeachment del presidente Donald Trump? Ci sono tre aspetti da considerare. Esistono gli elementi legali e fattuali per giustificare l’impeachment? Esiste la volontà politica per farlo? E poi, è una buona idea? Per ora, a mio avviso, […]
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Trump e le donne (ven, 03 giu 2016)
Un fattore chiave di questa elezione sarà il voto delle donne. Da almeno vent’anni, il partito repubblicano soffre per via del cosiddetto gender gap, il deficit del voto femminile. Nel 2008, Barack Obama vinse grazie al sostegno del 56 percento delle donne votanti, mentre solo il 49 percento degli uomini lo votò. In queste elezioni […]
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Una domanda al giorno: Può davvero vincere Trump? (mar, 31 mag 2016)
  Per molti è inimmaginabile che Donald Trump, un uomo impreparato che ha insultato intere categorie di elettori – donne, messicani, musulmani – possa diventare il prossimo presidente degli Usa. I siti di scommesse on line danno Hillary  Clinton favorita, dandole una probabilità del 65 percento di vincere. Gli ultimi sondaggi, in effetti, li danno […]
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Massimalisti contro riformisti americani? (sab, 06 feb 2016)
Ho guardato ieri sera il dibattito tra Hillary Clinton e Bernie Sanders, i due sfidanti per la nomination democratica. Bernie Sanders, in questa campagna elettorale, è stata una rivelazione. Bisogna dirlo. All’inizio molti, compreso me, hanno dato poco peso alla sua candidatura: sembrava utopico e poco realista che un sedicente socialista, di un piccolo stato […]
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Lezioni da Iowa (mar, 02 feb 2016)
Che pensare dei risultati della “caucus” di Iowa? Da una parte è un sondaggio poco rappresentativo dell’elettorato nazionale. La forma del “caucus” – dove gli elettori partecipano a un dibattito prima di votare -- limita la partecipazione al 10 percento del potenziale elettorato, la parte più motivata. Poi, lo stato di Iowa è anomalo: è […]
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Iran: Tra Falchi e Colombe (mer, 04 mar 2015)
  Dopo settimane di polemiche il primo ministro Israeliano Benjamin Netanyahu ha pronunciato il suo tanto atteso discorso, interrotto oltre venti volte dagli applausi dalla maggioranza repubblicana al congresso americano. “Ecco come parla un vero leader,” ha commentato uno dei tanti osservatori su Twitter che ha approvato il tono fermo e implacabile del leader israeliano. […]
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Protesta a New York: "Le vite nere contano." (ven, 05 dic 2014)
L’altro ieri sera a New York, ci sono state manifestazioni spontanee un po’ in tutta la città per protestare contro il mancato rinvio a giudizio del poliziotto newyorkese che aveva soffocato un uomo di colore di Staten Island che stava vendendo illegalmente sigarette per strada. Questa esplosione di collera collettiva arriva pochi giorni dopo la decisione […]
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Le strane creature del nuovo populismo (dom, 02 nov 2014)
Gli ultimi sondaggi danno come vincitrice del seggio al Senato dello Stato di Iowa una certa Joni Ernst, la cui principale qualifica sarebbe quella di allevare e castrare maiali. Veterana della guerra in Iraq e deputato nel Senato locale, la Ernst mette in evidenza le esperienze maturate nella fattoria di famiglia. “Quando arriverò a Washington […]
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Il buonsenso degli italiani (lun, 26 mag 2014)
C’è una tendenza naturale di considerare il popolo intelligente quando vota come vogliamo e di chiamarlo “popolo bue” quando va nella direzione opposta. Ciò non m’impedisce di vedere una chiara logica e un eccezionale buonsenso nel voto dell’Italia nelle elezioni europee di questo weekend – nel premio straordinario dato al Partito Democratico di Matteo Renzi, […]
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Lettera a The Guardian

Può un cane mordere la mano di chi gli porge da mangiare? No.

Cosa ci si poteva aspettare dall’editoria italiana che giusto ieri ha visto approvare, per il 2009 e 2010, 140 milioni di euro di finanziamenti pubblici in merito al mio appello pubblicato dall’Herald Tribune?

La stampa italiana è il cane a guinzaglio dei politici: abbaia a comando mentre i direttori di testata, i capo branco, gareggiano per chi riesce a compiacere meglio il proprio padrone. Si vergognino.

Silvio Berlusconi non ha affatto seppellito l’unica opposizione: l’Italia dei Valori, e sta utilizzando i riflettori del G8, che paga, per una propaganda a buon mercato. I suoi ospiti al G8 stanno facendo del loro meglio per evitare di essere coinvolti in qualche gaffe dell’impresentabile. E il loro obiettivo è uscire dal vertice con il minor danno possibile, non intaccando la loro immagine.

Ma finita la "festa G8" si spengneranno le luci e si tornerà alla realtà, a Termini Imerese, al nucleare in Veneto e Sicilia, al Lodo Alfano, al bavaglio alle intercettazioni, al -5% del Pil, alla stretta creditizia che soffoca le imprese.
I leader del G8 conoscono benissimo la biografia di Silvio Berlusconi, ben oltre la paginetta che gli è stata consegnata.

Riporto integralmente la lettera da me inviata, e pubblicata in parte nell'edizione cartacea, e per intero nel web, dal The Guardian, in cui rispondo all’affermazione del quotidiano inglese che si interrogava sul perché mai gli italiani assolvano sempre Silvio Berlusconi dalla sua inadeguatezza politica. Gli italiani, cara redazione, non riescono a scrollarsi di dosso un corruttore alla Presidenza del Consiglio poiché sono vittime di un enorme conflitto di interessi che, utilizzando soldi di Stato, ha portato in stallo l’informazione e la democrazia del Paese, addormentando le coscienze dei cittadini.

Testo della lettera:

"Cara redazione,
sono Antonio Di Pietro, deputato della XVI legislatura, presidente dell’Italia dei Valori ed ex magistrato che, negli anni ’90 di Tangentopoli, assicurò alla giustizia molti politici ed imprenditori corrotti. Oggi porto avanti quell’impegno e il rispetto delle istituzioni nell’Italia dei Valori, unico partito di minoranza che svolge il ruolo di opposizione politica, senza eccezioni e senza incertezze, a questo governo.
Mi scuso, a nome dell’Italia, con la redazione di The Guardian per la reazione prevedibile del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e del Ministro degli Esteri, Franco Frattini. The Guardian è un prestigioso giornale che svolge al meglio il suo lavoro e assolve al dovere di informare i cittadini. In Italia questo governo non è abituato al contraddittorio, né tanto meno a sentirsi dire la verità. Mentre sulla notizia della preparazione del G8 si può discutere, sul resto dell’articolo c’è poco da ribattere. Alle classifiche da voi riportate nell’articolo di ieri manca quella di Freedom House che assegna all’Italia il 73 esimo posto per libertà di stampa.
Il vero problema nel nostro Paese è quindi l’informazione, che oggi è in mano -nel più colossale conflitto di interessi mai visto in un paese occidentale- ad un solo uomo: il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Il controllo dei media da parte del signor Berlusconi è esercitato attraverso il primo gruppo editoriale italiano, La Mondadori, e sei televisioni: tre private in mano a Mediaset di sua proprietà, e tre pubbliche, La Rai, su cui esercita indirettamente e con rarissime eccezioni, l’influenza attraverso le nomine dello staff dirigenziale.
Il controllo dell’informazione gli consente di mantenere una posizione dominante e una fonte inesauribile di guadagni che consolidano il suo insediamento nelle istituzioni, attraverso un largo sistema clientelare. Questi guadagni in passato sono stati possibili soprattutto grazie al placet dei precedenti governi che non hanno voluto affrontare il conflitto di interessi. Oggi Silvio Berlusconi cede allo Stato italiano appena l’1% del fatturato per l’utilizzo delle concessioni delle frequenze radiotelevisive di Stato, su cui trasmette Mediaset.
Da quando si è insediato il governo di centrodestra le aziende pubbliche, come Eni e Poste, hanno dirottato ingenti investimenti pubblicitari dalle reti RAI a quelle private del Presidente del Consiglio italiano.
All’informazione si è aggiunta, con questo governo, la piaga delle riforme “incostituzionali”. La prima è stata la legge chiamata Lodo Alfano, voluta da Silvio Berlusconi e che lo rende improcessabile insieme ad altre tre cariche dello Stato.
Il signor Berlusconi ha subito fruito di questa legge in un processo che lo vede imputato di corruzione di un testimone. Grazie al Lodo Alfano, Berlusconi non può essere processato per corruzione, ma David Mills, suo avvocato ed ex-marito di un ministro del governo Blair, è stato condannato nel mese di febbraio a 4 anni e 6 mesi per falsa testimonianza. Il 6 ottobre i giudici della Corte Costituzionale si pronunceranno sulla costituzionalità del Lodo Alfano e, se il giudizio sarà negativo, Silvio Berlusconi sarà processato con l’accusa di corruzione di David Mills.
Concludo invitando The Guardian e la stampa estera a non spegnere i riflettori sull’Italia chiedendo loro di continuare a svolgere, come stanno facendo, l’importantissimo compito di informazione, ruolo che quasi tutti i nostri media hanno delegato vista l’impossibilità a svolgerlo.

Antonio Di Pietro

Roma 10/07/09"



"Criminalità, immigrazione clandestina, crisi, divorzio di berlusconi, inefficienza della pubblica amministrazione, processi a carico di berlusconi ,spesa pubblica eccessiva, tasse elevate, salari bassi, Milan che non vince lo scudetto, tutta colpa della sinistra. Abbiamo la sinistra più potente del mondo!“.

INTERESSANTE COMMENTO LETTO SUL WEB 25/05/09


INFLUENZA SUINA

si e' saputo della diffusione a partire da circa il 23 aprile ma evidentemente nell'aria c'era già qualcosa...... difficilmente e' una coincidenza l'annuncio qui sotto...

Mexico City (Messico), 9 marzo 2009 - Sanofi-aventis informa che oggi è stato raggiunto con le autorità messicane un accordo per la realizzazione in Messico di un impianto da 100 milioni di euro destinato alla produzione di vaccini antinfluenzali. L'annuncio è stato dato nel corso di una cerimonia alla presenza di Felipe Calderon, presidente del Messico, e Nicolas Sarkozy, presidente della Francia, a Mexico City per una visita di Stato. L'impianto sarà realizzato e gestito da sanofi pasteur, la divisione vaccinale del Gruppo sanofi-aventis, rappresentato alla cerimonia dal suo Direttore Generale Chris Viehbacher.
«Realizzando questo nuovo impianto, sanofi-aventis è orgogliosa di poter contribuire a consolidare l'infrastruttura sanitaria messicana ed è ansiosa di sostenere l'esemplare impegno del Messico per la salute pubblica tramite l'immunizzazione antinfluenzale e la preparazione a possibili pandemie» ha affermato Viehbacher. «Questo investimento testimonia l'approccio attento alle specificità di ogni Pese di sanofi-aventis alla salute globale. Lo stabilimento porterà benefici alla salute pubblica nel Messico e nell'intera regione latino-americana, nel contesto della preparazione a pandemie influenzali».
L'accordo è stato firmato dai rappresentanti di Birmex (Laboratorio de Biológicos y Reactivos de México) e sanofi-aventis alla presenza del Ministro della Salute messicano José Ángel Córdova Villalobos. In base ai termini dell'accordo, sanofi pasteur produrrà il vaccino antinfluenzale in collaborazione con Birmex, produttore messicano federale di vaccini. Birmex eseguirà alcune fasi della produzione e sarà responsabile della distribuzione al pubblico del vaccino antinfluenzale.

 

Barone Gabriele 06/05/09

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accordo casa farmaceutica-governo messicano
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CLEMENTINA FORLEO DISINNESCATA di Antonio Vulpio 02/05/09

 

Siamo un Paese meraviglioso, una delle più riuscite costruzioni geopolitiche alla rovescia. Solo da noi, per dirne una, è possibile, che tolgano la scorta al giudice Clementina Forleo e la mantengono ad Emilio Fede. In Italia, che per magistrati ammazzati è seconda soltanto alla Colombia, Forleo non ha la scorta, e nemmeno la più attenuata forma di protezione che si chiama tutela, mentre Fede ce l'ha.

Forleo e tanti altri magistrati a rischio, perché fanno bene e con onestà il proprio lavoro, non hanno nessuno che li protegge, mentre tanti altri magistrati e politici, a cui non serve, esibiscono questa forma di protezione come status symbol, come segno del potere.

Voi tutti sapete che Clementina Forleo è il giudice che si era occupata, quando era giudice per le indagini preliminari a Milano, delle scalate bancarie dei furbetti del quartierino Ricucci, Coppola, Fiorani, con la complicità dell'ex governatore della banca d'Italia Fazio, mentre Consorte, Latorre, Fassino e D'Alema da sinistra, Comincioli, Cicu e Grillo da destra.

Voi tutti sapete che in seguito a tutte queste vicende la Forleo è stata ingiustamente trasferita da Milano a Cremona. Ma non sapete però, e nessun giornale o TV ve lo ha raccontato e probabilmente non ve lo racconterà, che la presunta incompatibilità ambientale che le è costata il trasferimento, con una decisione del CSM che non ha nulla di giuridico ma sembra un referto medico visto che dice che la Forleo era emotiva, nasce il 6 giugno 2007 in una riunione “segreta” tenuta nella stanza di Anna Finocchiaro in Parlamento. In quella circostanza, testimonianza resa dall'ex parlamentare e magistrato di Cassazione Fernando Imposimato, si sono visti la stessa Finocchiaro, Mastella, Latorre, Guido Calvi (ex parlamentare e avvocato di D'Alema) e altre persone. Tra queste persone la più prudente sembrava essere Mastella, perché in quella circostanza si discuteva se predisporre o meno un'ispezione al Palazzo di Giustizia di Milano, ovviamente un'ispezione che avesse come obiettivo la Forleo, visto che certe telefonate che iniziavano ad essere trascritte preoccupavano diverse persone. Mastella è stato più prudente degli altri perché di fronte all'idea di predisporre un'ispezione avrebbe detto che era giusto attendere le determinazioni di altre e più alte cariche dello Stato. Tradotto dal politichese significava che Mastella riteneva che si potesse procedere soltanto con l'appoggio di altre figure istituzionali, un appello che non si è fatto attendere perché nella stessa giornata, 6 giugno 2007, è immediatamente arrivata una lettera, a firma del Presidente della Camera Bertinotti e del Presidente Senato Marini, che esprimeva la preoccupazione del Parlamento per queste telefonate sulle scalate bancarie.

L'ispezione poi viene eseguita e sappiamo tutti com'è andata a finire, ma in quell'estate caldissima del 2007 succedono altre cose: alla Forleo arrivano minacce, proiettili calibro 38, viene incendiato il raccolto dell'azienda agricola di famiglia in Puglia, e soprattutto che venga preannunciata la morte con una lettera anonima di entrambi i genitori della Forleo, cosa che avviene in uno strano incidente stradale nel quale i suoi genitori muoiono e il marito della stessa Forleo finisce addirittura in coma. Nello stesso periodo, la Forleo viene denunciata da un tenente dei carabinieri di Francavilla Fontana, comune popoloso della provincia di Brindisi in cui la Forleo è nata, per presunte offese nei confronti di questo tenente incaricato delle indagini sulla morte dei genitori del giudice. In questa vicenda accade un'altra cosa strana: a denunciarla, insieme al tenente dei carabinieri, è anche Alberto Santacaterina, pm della procura di Brindisi, che oggi, per questa vicenda, a sua volta denunciato dalla Forleo, è stato rinviato a giudizio a Potenza per abuso d'ufficio e falso ideologico.

Nonostante tutto questo e nonostante sia chiaro a tutti che con la Forleo sono in tanti a dover chiudere i conti, nonostante sia chiaro a tutti che sia stata disinnescata sul piano giudiziario adesso si vorrebbe annichilirla sul piano umano e personale, il 25 aprile arriva una telefonata da un maresciallo dei carabinieri che la informa di due provvedimenti. Non solo non si fa una notifica, come chiede la legge, personalmente nelle mani della Forleo, ma con una telefonata le si comunicano due cose: un provvedimento, a firma del prefetto di Milano Gianvalerio Lombardi, con il quale si revoca la tutela alla Forleo e si mantiene invece un servizio di vigilanza radiocomandata con l'abitazione di Milano; un altro provvedimento, che sembra contraddire il primo, con la quale il prefetto di Cremona, Bruno di Clarafond, comunica che non soltanto viene revocata la tutela ma viene mantenuto soltanto il servizio di sorveglianza radiocollegato con il tribunale di Cremona.

Tutto questo cosa significa? Che Clementina Forleo viene lasciata completamente sola, viene oscurata ogni informazione su ciò che la riguarda, oscurata ogni informazione su ciò che lega la necessaria protezione di questo magistrato, e abrogata ogni memoria recente e meno recente su tutte queste vicende che invece stanno producendo delle conseguenze incredibili e pericolose.

Perché non scriviamo al ministro dell'Interno Maroni, inondando il Ministero dell'Interno di mail, e chiediamo al ministro se non sia il caso di togliere la scorta a Vespa, a Fede, e a quei magistrati e politici a cui la scorta non serve assolutamente, e venga mantenuto il servizio di protezione per un magistrato come Clementina Forleo, soprattutto quando esce dal tribunale di Cremona e va in giro per l'Italia e magari torna nella sua Puglia nella quale sono diversi a non amarla e avere con lei dei conti in sospeso?

Poniamo questo semplice quesito, che possa valere anche per tutti quei magistrati e per tutte quelle persone che sono in prima linea e rischiano davvero senza alcuna scorta ne protezione da esibire come status symbol e segni del potere.


CONCERTO PRIMO MAGGIO 2009 

VASCO SEI GRANDE!!!!!!!!!!!!

"non credete a tutto quello che dicono in televisione e soprattutto ai telegiornali ...

MEDITATE GENTE  MEDITATE ... "

 

...E IO AGGIUNGEREI ATTENTI ANCHE A QUELLO CHE NON DICONO I TELEGIORNALI ....

ascoltare bene dal minuto 3:10


ANGELUCCI SI E' FATTO DA SE' di Antonio Borghesi IDV 27/04/09

 

In queste settimane si è parlato molto del terremoto che ha gravemente colpito l’Abruzzo e L’Aquila in particolare. Molti forse hanno già dimenticato che circa un anno fa l’Abruzzo era stato colpito da un “terremoto politico”, che aveva portato all’arresto del Presidente della Regione, Del Turco e di parecchi assessori e dirigenti. Si tratta della cosiddetta “Sanitopoli abruzzese”, una vicenda di corruzione in un desolante quadro di malcostume, di irregolarità amministrative, di raccomandazioni.

Nella poco edificante storia risulta implicata la famiglia Angelucci. Per altro nel mese di febbraio l'imprenditore delle cliniche, Giampaolo Angelucci, finisce agli arresti domiciliari, insieme ad altre 12 persone, tra cui alcuni funzionari della ASL di Frascati e altri della Regione Lazio, il direttore della Asl Roma H, nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla procura di Velletri per truffa e falso in danno delle Asl, per 170 milioni di euro. Le manette, invece, non sono scattate nei confronti di suo padre, Antonio, fondatore dell'impero economico che porta il suo nome, in quanto deputato del Popolo delle Libertà, per il quale la Procura ha chiesto alla Camera l'autorizzazione a procedere in base all'articolo 68 della Costituzione. Ebbene nei giorni scorsi, nell’assoluto silenzio dei mezzi di informazione, la Camera ha respinto la richiesta di procedere agli arresti domiciliari nei suoi confronti con 316 voti a favore, 30 contrari e 59 astenuti. Hanno votato per il suo arresto Italia dei Valori, i Radicali e qualche sparuto deputato del Pd. La stragrande maggioranza del Pd, il Pdl, la Lega Nord e l’Udc compatti hanno votato contro. E così ancora una volta il principio che “tutti sono uguali davanti alla legge” è stato fatto a pezzi e ridicolizzato per salvare un esponente della casta.

Ma chi è Antonio Angelucci? Dopo un’attività che lo vede iniziare come commesso di una farmacia e poi portantino presso l’Ospedale S.Camillo, lo troviamo improvvisamente imprenditore e proprietario di case di cura. Grazie all’appoggio di banchieri come Cesare Geronzi (proprio lui, quello che ha perso i requisiti di onorabilità per essere amministratore di banche!) diviene anche immobiliarista (compra il palazzo di Botteghe Oscure del ex Pci) ed editore (tra gli altri compra L’Unità ed è proprietario di Libero e de Il Riformista). Viene implicato nella vicenda del finanziamento illecito dell’allora Presidente della Puglia Raffaele Fitto (oggi Ministro per gli Affari regionali), per il quale il magistrato chiede l’arresto (anch’esso negato dalla Camera nella scorsa legislatura). E’ incredibile ma 200 mila euro vengono versati proprio attraverso “Libero”, che incassa milioni di euro dallo Stato come contributi all’editoria.

La famiglia Angelucci opera attraverso Tosinvest S.A., società residente in Lussemburgo, uno dei tanti paradisi fiscali che il governo dice di voler colpire. Tra i suoi dirigenti la società annovera anche il fratello del Presidente della Camera, Gianfranco Fini. Un vero “self made man”, di quelli che piacciono tanto a Berlusconi, e con tutti questi precedenti si capisce che Angelucci ha tutte le medaglie ed i requisiti per essere ammesso tra i “capitani coraggiosi”, “salvatori” di Alitalia. Ed infatti detiene circa il 7% di Cai.


ARTICOLO CONDIVISIBILE O MENO MA COMUNQUE INTERESSANTE inserito 18/4/09

"Ma io per il terremoto non do neanche un euro..."

Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo.
So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede.
Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.
Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera.

Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.
Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.
Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo.
Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese.
E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.
C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno?
Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente?
Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte.


Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è.
 

Io non lo do l'euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa?
A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.
Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata.
Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.
Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?
Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.
Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.
Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.
Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto.
Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.
Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.
Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico.
E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.
Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso.
Come la natura quando muove la terra, d’altronde.

Giacomo Di Girolamo

direttore del primo quotidiano marsalese indipendente online  www.marsala.it


TRAVAGLIO VINCE IL PREMIO "LIBERTA' DI STAMPA".IN GERMANIA inserito da Barone Gabriele 22/03/09

La Germania pare aver preso a cuore il destino degli italiani dissenzienti al Governo Berlusconi e così, dopo l'articolo su come i tedeschi vedono l'Italia di Berlusconi, ecco pronto un altro riconoscimento stavolta positivo al Paese. Il giornalista e scrittore Marco Travaglio ha vinto il Premio per la Libertà di Stampa assegnato dall'Associazione dei Giornalisti Tedeschi (DJV).

Ecco la traduzione dell'articolo originale, tratta dal sito italiadallestero.info.

Michael Konken, presidente federale della DJV, ha motivato la decisione dichiarando: “Assegnamo il premio a Marco Travaglio, un collega che si è contraddistinto per il coraggio critico e l’impegno dimostrato nel combattere per la libertà di stampa in Italia.”

Travaglio ha saputo denunciare pubblicamente i tentativi dei politici italiani, in particolare di Silvio Berlusconi, di influenzare il lavoro dei media e di ostacolare lo sviluppo di un giornalismo critico. Le critiche di Travaglio si sono orientate anche ai colleghi italiani con lo scopo di incoraggiarli a non sottomettersi alla censura. “Il premio della DJV per la libertà di stampa è il riconoscimento più adatto a Marco Travaglio,” ha dichiarato Konken. “Travaglio deve dare coraggio ai giornalisti italiani affinché possano svolgere la loro funzione di vigilanza e non cadano vittima di intimidazioni”.

Il premio della DJV per la libertà di stampa consiste in 7.500 Euro e sarà conferito a Marco Travaglio a Berlino alle 18:30 del 28 aprile 2009 presso il Palazzo della Bundespressekonferenz (ufficio stampa federale). I rappresentanti dei media sono invitati a partecipare alla cerimonia.

Con questo premio la DJV onora personalità o istituzioni che si impegnano in prima persona in battaglie per il mantenimento e la creazione della libertà di stampa. I precedente vincitori sono stati il giornalista serbo Miroslav Filipovic, la giornalista russa Olga Kitowa e la redazione del giornale “Berliner Zeitung”. Filipovic ha ricevuto il premio per aver scoperto i crimini di guerra serbi in Kosovo, Kitowa è stata premiata per la sua difficile battaglia contro la corruzione in Russia e la redazione del “Berliner Zeitung” per l’impegno dimostrato nel difendere la libertà di stampa in Germania e l’indipendenza editoriale da Mecom Group, la casa editrice che l’ha rilevata.


LO SCHEMA COLLAUDATO di Antonio Di Pietro febbr2009

In Italia oramai lo schema è collaudato: prima preparano il terreno mediaticamente, poi sfornano un provvedimento d’urgenza.
E’ avvenuto così, ad esempio, per la monnezza campana (che è ancora lì): il governo ha urlato all'emergenza, poi si è proposto come salvatore della Patria con il caro prezzo per gli italiani e per la loro salute, di sbloccare o avviare la costruzione di decine di inceneritori.
Sta succedendo con le intercettazioni: si snocciolano casi marginali, si pubblicano testi di intercettazioni irrilevanti, al limite del gossip, si scrivono due numeri su fantomatici costi (omettendone altri ben più importanti del beneficio per i cittadini), si urla all’indecenza e ne consegue un “necessario” bavaglio d’urgenza alle intercettazioni.

In queste ore sta accadendo con la violenza sulle donne, meglio se ad opera di extracomunitari, con il fine di varare soluzioni di grande eco mediatico, ma di scarsissima efficacia sul campo. Così come tutte le soluzioni adottate da questo governo, impronte ai bambini Rom comprese.
In Italia avvengono circa 13 stupri al giorno, uno su tre è compiuto da un extracomunitario, due su tre sono italiani. Avvengono maggiormente all’interno della coppia, ad opera di un fidanzato o del marito. Questo viene rimarcato con meno “insistenza”.
Il governo ha fallito sulla sicurezza con i militari nelle città e con tutte le altre "soluzioni spot" millantate in questi mesi. E sta aggravando questo fallimento anche sul campo giuridico, impedendo le intercettazioni, strumento fondamentale, a fronte di una denuncia da parte della vittima, per incastrare lo stupratore. Se, infatti, per intercettare ci dovranno essere “gravi indizi di colpevolezza”, di fatto sarà impossibile usarle per questo tipo di reato.
Tra le panacee di facciata rispunta anche l'allungamento dei tempi di prescrizione, proposta circoscritta, ovviamente, solo al reato di stupro. Ma il governo dimentica, anzi omette di ricordare ai cittadini, che questi tempi sono stati ridotti, senza troppi distinguo tra i reati, per evitare ora un processo, ora una condanna, per Silvio Berlusconi e per i suoi sodali.
Il carcere e la certezza della pena sono importanti per ogni reato, soprattutto per uno stupro, ma non saranno la soluzione al problema. Carcere e certezza della pena sì ma per tutti, stupratori d’importazione e nostrani, compresi quelli dediti al turismo sessuale, reato compiuto da migliaia di italiani.

Ma il governo Berlusconi cerca lo spot ad effetto ed è chiaro che non ha interesse a risolvere il problema, altrimenti non varerebbe mai un provvedimento che blocca le intercettazioni, anche nei confronti degli stupratori.

P.S.: riporto il titolo di una notizia di repubblica.it di oggi. Questo è il vero volto del governo in tema di sicurezza.

La polizia con le auto in garage "A Roma e Napoli 500 mezzi fermi"
Tagliati i fondi per la sicurezza, bloccata la manutenzione delle vetture
"Possiamo permetterci solo il rabbocco dell'olio e il cambio delle gomme"


ALTRI 400 MILIONI BRUCIATI di Silvana Mura IDV 26/2/09

Il 6 e 7 giugno 2009 gli Italiani saranno chiamati alle urne per eleggere i propri rappresentanti al Parlamento Europeo. Nella stessa data in tante province e comuni d’Italia si svolgeranno anche le elezioni amministrative.

Entro la fine di giugno si dovrà svolgere anche il referendum elettorale. Buon senso vorrebbe che anche questa consultazione si svolgesse nella stessa data delle precedenti. Invece non sarà così, ma per volere della Lega e del Pdl gli Italiani dovranno votare per il referendum il 15 di Giugno.

Il motivo? La Lega ha paura del referendum ed ha preteso che questo fosse relegato in una data in cui sarà difficile raggiungere il quorum. Questa scelta della Lega costerà agli italiani 400 milioni di euro che potevano essere risparmiati se il referendum fosse stato accorpato alle europee.

Una condotta assolutamente irresponsabile quella di Lega e Pdl, che in un momento in cui le famiglie stanno facendo grandi sacrifici a causa della più grave crisi economica del dopo guerra, si permette di gettare dalle finestra 400 milioni di euro che si potevano utilizzare in altra maniera.

Che credibilità possono avere due forze politiche che per i propri interessi di partito hanno il coraggio di effettuare un simile scempio? Come potranno da oggi andare a dire ai cittadini che per i servizi sociali non ci sono le risorse, che non bastano i soldi per i precari, che l’assistenza ai disabili costa troppo?

Si vergognino piuttosto. Ma questi 400 milioni che andranno in fumo per pagare le elezioni del referendum non potevano essere destinati ad incrementare quella Social Card che Lega e Pdl hanno inventato ma non hanno finanziato?


NUCLEARE LA STRATEGIA DEI PERDENTI di Costantini IDV 24/2/09

Ieri il Ministro dell'elettricita' iracheno Karim Wahid ha chiesto collaborazione alla Francia per la costruzione di centrali nucleari sul proprio territorio.

Oggi tocchera' a Berlusconi ed a Scajola, che firmeranno sempre con la Francia un accordo di cooperazione sull'energia nucleare.

Mentre gli Stati Uniti d'America si accingono ad abbandonare il nucleare e ad investire tutte le risorse disponibili sulle fonti rinnovabili e sul risparmio energetico, dando inizio ad un cambio di strategia che a breve sara' seguito dalla stragrande maggioanza dei paesi piu' industrializzati del mondo, Cina inclusa, Berlusconi costringe l'Italia e gli italiani a compiere una scelta diametralmente opposta, esattamente come l'Irak.

Diranno che servira' a restituire competitivita' alle imprese italiane, che negli anni hanno effettivamente pagato l'energia ad un prezzo superiore a quello pagato dalle imprese che producono in Paesi che hanno esercitato l'opzione nucleare.

Ma non diranno a nessuno che tra circa 10 anni, una volta completato il gigantesco affare legato alla costruzione delle centrali nucleari e prima ancora della loro entrata in funzione, ogni potenziale beneficio risultera' completamente azzerato.

Avremo semplicemente sostituito la nostra dipendenza dal petrolio con la dipendenza dall'uranio, il cui prezzo si e' decuplicato negli ultimi anni, a causa di una ormai cronica insufficenza delle estrazioni, che recentemente ha costretto gli stessi francesi a rifornirsi da vecchie testate nucleari sovietiche smantellate.

Avremo sottratto miliardi di euro agli investimenti sulle energie rinnovabili e sul risparmio energetico, che sulla base di valutazioni operate da esperti di tutto il mondo, generano per ogni miliardo di investimento pubblico due miliardi di investimento privato e determinano, rispetto allo stesso importo investito per la realizzazione di una centrale nucleare, la produzione del doppio di energia elettrica.

Avremo accumulato altri 10 anni di ritardo sulle nuove tecnologie rispetto a paesi come la Germania, il Giappone, gli Stati Uniti d'America e la stessa Cina, che hanno invece investito o che hanno deciso di investire seriamente sulle energie rinnovabili.

Avremo perduto l'unico beneficio che questi anni di sacrifici del nostro sistema produttivo ha lasciato in eredita' alle nuove generazioni: quello di non doversi fare carico dei costi giganteschi necessari per lo smaltimento delle scorie e lo smantellamento dei siti dei quali sono costretti a farsi carico i contribuenti francesi.

Avremo costretto le popolazioni dei territori che ospiteranno i siti a vivere nelle stesse condizioni dei cittadini francesi che negli ultimi anni hanno convissuto con una serie innumerevole di incidenti.

Il nucleare e' il passato; le energie rinnovabili ed il risparmio energetico sono il futuro.

E piuttosto che del futuro delle sole poche imprese amiche che parteciperanno all'immenso banchetto del nucleare in Italia, Berlusconi dovrebbe occuparsi, come Barak Obama, del futuro di tutto il paese.



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Commenti: 24
  • #1

    Betta (lunedì, 23 marzo 2009 21:27)

    Ciao Gabriele,
    complimenti per il sito hai fatto proprio un bel lavoro.E' accurato e con tante informazioni utili, sarebbe piaciuto anche a mio padre.Continua così
    Betta

  • #2

    Gabriele (martedì, 07 aprile 2009 14:27)

    grazie Betta!
    di meglio non potevi scrivere.
    continua così anche tu

  • #3

    Generic Viagra (venerdì, 08 luglio 2011 17:28)

    Tutto per poter continuare a dire la loro,a tenere la testa alta.

    Sempre presenti in questa sezione i pensieri di Gomez,Costamagna,Grillo,Beha,Stella,Rizzo accompagnati da altri più occasionali diciamo ,ma non meno importanti.

  • #4

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  • #5

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  • #6

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  • #7

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  • #9

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  • #12

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