fatti e opinioni di attualità

Opinioni su fatti d'attualità che possono essere condivise o meno ma sicuramente di personaggi che parlano bene o male indifferentemente sia della classe politica di destra,di  centro o di sinistra , sia di "Vip" che converrebbe avere come amici anzichè nemici (editori compresi )

A testimonianza le tante cause civili in cui questi opinionisti da me apprezzati incorrono; il più delle volte ne escono vincitori .

Tutto per poter continuare a dire la loro,a tenere la testa alta.

Sempre presenti in questa sezione i pensieri di Gomez,Costamagna,Grillo,Beha,Stella,Rizzo  accompagnati da altri più occasionali diciamo ,ma non meno importanti.

A Travaglio ,che io reputo il miglior giornalista italiano attuale tra coloro che trattano argomenti  di  "società" , è dedicata una sezione apposita con tutti i suoi ultimi articoli( http://oggi.jimdo.com/articoli-travaglio/ )

 


Peter Gomez

Peter Gomez – Il Fatto Quotidiano

La rimozione collettiva di B. il condannato (mer, 18 ott 2017)
Secondo una delle definizioni più in voga “la rimozione in psicanalisi è un meccanismo della mente che allontana dalla coscienza desideri, pensieri o residui mnestici considerati inaccettabili o intollerabili dall’Io, la cui presenza provocherebbe vergogna”. Proprio per questo non stupisce che in questi giorni, più o meno tutti, sui giornali e in politica, facciano finta […] L'articolo La rimozione collettiva di B. il condannato proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Sicilia, il silenzio di chi non sente l’odore della mafia (mer, 11 ott 2017)
C’è chi è stato condannato in primo grado per corruzione elettorale e chi è accusato in quattro diversi processi di ben 22 capi d’imputazione. Qualcuno conserva invece nell’album di famiglia fotografie scattate sottobraccio a boss che hanno fatto la storia di Cosa Nostra, oppure non esita a vantarsi, in pubblico e privato, della sua amicizia […] L'articolo Sicilia, il silenzio di chi non sente l’odore della mafia proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Mariano Rajoy, il pericoloso idiota che serve all’oligarchia (mer, 04 ott 2017)
Mariano Rajoy è un pericoloso idiota. E sarebbe il caso che i suoi amici del Partito popolare europeo se ne rendessero conto in fretta. Se davvero i democristiani del Vecchio continente, assieme ai socialisti un po’ ovunque loro alleati, vogliono essere il baluardo contro quello che definiscono la minaccia del vento populista dovrebbero affermare un […] L'articolo Mariano Rajoy, il pericoloso idiota che serve all’oligarchia proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Renzusconi, contro Bollorè il conflitto d’interessi risorge (mer, 27 set 2017)
Politica e finanza non sono uno sport da educande. Dirlo chiaro ogni tanto senza raccontare bugie ai cittadini su fantomatiche leggi sul conflitto d’interessi da “approvare entro cento giorni” o sulla ferma volontà di modernizzare il Paese rottamando le vecchie classi dirigenti potrebbe quindi essere finalmente una buona cosa. A suggerircelo sono le cronache economiche […] L'articolo Renzusconi, contro Bollorè il conflitto d’interessi risorge proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Luisella Costamagna – Il Fatto Quotidiano

Legge elettorale, non ci sarà tempo neanche per la consulta (gio, 12 ott 2017)
Sono arrabbiata. Perché sulla nuova legge elettorale, che dovrebbe essere di tutti gli italiani per rappresentarli al meglio, è stata posta la fiducia. Preparata da una parte, verrà votata da una parte. Di nuovo. Sono arrabbiata perché, come ricordato da Zagrebelsky e Travaglio sul Fatto, una raccomandazione del Consiglio d’Europa dice che non si devono […] L'articolo Legge elettorale, non ci sarà tempo neanche per la consulta proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Quando ci guarderemo in faccia? (ven, 06 ott 2017)
Quando ci guarderemo in faccia? È la domanda che mi frulla in testa da quando è stato approvato il nuovo Codice Antimafia con la presunta equiparazione tra mafia e corruzione, generando commenti tipo: “Meglio qualche corrotto di uno Stato rotto” (Ilaria D’Amico da Floris a Dimartedì, gelo in studio); “Così si equipara l’attività degli imprenditori […] L'articolo Quando ci guarderemo in faccia? proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Dalla sicurezza al lavoro: cosa farà ora il M5s? (mar, 26 set 2017)
Caro Luigi Di Maio, tanta paura di non farcela, ma ora è il candidato premier del M5S! Fiuu. Archiviata l’investitura, plebiscitaria e legittima ma in solitaria bulgara – era sicuro che vincesse, ma non per le rinunce degli altri – sono qui a sottoporle una serie di domande cui spero avrà la compiacenza di rispondere. […] L'articolo Dalla sicurezza al lavoro: cosa farà ora il M5s? proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Pubblicitari, spremete di più le meningi (ven, 22 set 2017)
Cari pubblicitari, ultimamente vi siete sbizzarriti. Cos’è, le ristrettezze della crisi aguzzano l’ingegno? Per risuscitare i consumatori tocca inventarsi la qualunque? Avete cominciato con lo spot-scandalo del Buondì Motta e la bella idea (senza ironia) dell’asteroide che colpisce prima la madre e poi il padre di una tenera bimba bionda (con ironia). Ora mica vorrete lasciarla […] L'articolo Pubblicitari, spremete di più le meningi proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Blog di Beppe Grillo

Col taglio dei nostri stipendi finanziamo la Sanità campana (mar, 17 ott 2017)
di MoVimento 5 Stelle Campania Attrezzature e strumenti diagnostici destinati ai disastrati ospedali della Campania e acquistati grazie al taglio volontario dei nostri stipendi di consiglieri regionali. E’ l’iniziativa #restituiamoperlasanità che abbiamo lanciato all’ospedale Loreto Mare di Napoli, dove, alla presenza del direttore sanitario dell’Asl e dell’ospedale, del responsabile del pronto soccorso, del nostro deputato Salvatore Micillo e di tanti cittadini, abbiamo donato e consegnato ufficialmente un ecografo e due concentratori di ossigeno, che serviranno per gli accertamenti diagnostici e l’assistenza dei quasi 70mila pazienti che ogni anno si rivolgono al pronto soccorso dell’ospedale partenopeo. In una regione come la Campania, ultima in Italia per i livelli essenziali di assistenza, con la sanità devastata dai continui tagli, con ospedali e reparti chiusi e quelli che restano in cui manca spesso anche l’essenziale, noi 7 consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle abbiamo voluto dare un contributo concreto per restituire dignità alla sanità pubblica. Col nostro esempio vogliamo dimostrare che con la rinuncia ai privilegi odiosi della politica si può fare tanto per la Campania, in questo caso per la sanità, le cui gravissime carenze ricadono su tutti i cittadini. Con l’ecografo donato oggi al Loreto Mare, ad esempio, si potranno accelerare i tempi per la diagnosi di lesioni interne ai pazienti politraumatizzati che arrivano al pronto soccorso e questo potrebbe voler dire salvare vite umane. Quella di oggi è solo la prima iniziativa per la sanità, a cui seguiranno delle altre, e che riguardi proprio il Loreto Mare, uno degli ospedali più bistrattati della Campania, dà al nostro gesto un significato ancora più forte: sulla sanità pubblica bisogna investire, tagliando non le risorse ma gli sprechi e mettendo gli operatori sanitari nelle condizioni di poter lavorare. Oggi negli ospedali campani manca di tutto, dai termometri alle apparecchiature più sofisticate, alle barelle, ma intanto De Luca ha aumentato di 2 milioni all’anno la spesa per i super stipendi dei suoi manager, invece di destinarli a migliorare l’assistenza. Con questo nostro gesto non crediamo di risolvere i problemi della sanità campana, ma vogliamo dare anzitutto un contributo concreto e poi lanciare un messaggio politico forte: mentre in questa Regione si lavora per smantellare la sanità pubblica, noi investiamo parte dei nostri stipendi per restituirle dignità. Per questo invitiamo i cittadini e gli operatori sanitari a segnalarci le carenze e gli interventi che potremmo effettuare in altri ospedali della Campania. Durante la conferenza stampa che si è tenuta davanti all’ospedale abbiamo inoltre consegnato simbolicamente ai cittadini campani un maxi assegno da oltre 428.000 euro, che è la cifra derivante dagli stipendi tagliati e accantonati fino ad aprile scorso in meno di due anni di lavoro in Consiglio regionale, di cui circa 106 mila euro già spesi e utilizzati per ripristinare i laboratori multimediali dell’istituto Rampone di Benevento devastato dall’alluvione del 2015, e altri 33mila euro per l’acquisto dell’ecografo e dei due concentratori di ossigeno per l’ospedale Loreto Mare di Napoli. Mentre De Luca, che con tutta la sua giunta e la sua maggioranza non si sono tagliati un solo euro di stipendio, sbraita dagli schermi tv buttando fango sul M5S, noi rispondiamo alle menzogne con fatti concreti, dimostrando che la politica può essere davvero un servizio nobile a tutta la collettività. Se anche gli altri consiglieri e assessori della Regione Campania facessero come il Movimento 5 Stelle in 5 anni di legislatura restituiremmo ai cittadini campani almeno 10 milioni di euro. Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it
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Da oggi non staremo più zitti #IoCiMettoLaFaccia (mar, 17 ott 2017)
di Luigi Di Maio Quando vi abbiamo detto in questi anni che sarebbe stata la campagna elettorale più scorretta della storia, non scherzavamo. Siamo sotto attacco, il MoVimento è sotto attacco. In questo momento stanno provando ad accerchiarci da tutti i lati: Tv e giornali, partiti e dirigenti pubblici lottizzati sanno che rischiano di perdere tutto: la Sicilia e il Paese. Ed è anche normale che provino a difendersi. Lo fanno in Parlamento con una legge elettorale fatta ad hoc per far valere meno il voto al MoVimento 5 Stelle, lo fanno in Sicilia con una schiera di impresentabili a destra e sinistra, lo fanno sui media coprendo ogni vergogna dei partiti (come il candidato di Musumeci arrestato a poche settimane dal voto) e inventando non-notizie contro di noi. Altro che OSCE, qui il quadro generale sta assumendo davvero dei contorni inquietanti. Ve ne rendete conto da soli. Il nostro è un Paese martoriato, ma senza colpevoli. O meglio, gli unici additati come colpevoli dei media siamo noi che non abbiamo mai governato l'Italia. L'obbiettivo è chiaro: vogliono impedirci con tutti i mezzi che hanno di andare a governare la Sicilia, perché sanno che se succederà, poi governeremo l'Italia qualsiasi legge elettorale si inventino. Da oggi però non staremo più zitti, ora si inizia a ribattere colpo su colpo. E' il momento di metterci la faccia. Io ce la metterò ogni qualvolta ci sarà da raccontare la verità, fatelo anche voi. Non solo per il MoVimento 5 Stelle, ma per il Paese. Perché i cittadini hanno il diritto di essere informati correttamente per poter scegliere correttamente. Oggi questo sistema attacca Chiara Appendino. A Torino, Fassino ha lasciato voragini nel bilancio del Comune e noi lo abbiamo denunciato, Chiara Appendino sta risanando i conti e il Pd l'ha denunciata. Il paradosso è che ad essere indagata su denuncia di chi ha sfasciato i conti del Comune è proprio chi lo sta risanando: Chiara Appendino. Sarebbe una notizia di poco conto se non fosse che la maggior parte dei media fa parte di quel sistema che sta provando a sopravvivere e quindi questa vicenda è diventata la notizia del giorno. Credono di aver trovato la clava con cui colpire il MoVimento: presentare esposti contro di noi per cui la magistratura è tenuta ad aprire dei fascicoli, per poi farci attaccare facendo dire ai media che siamo indagati. Sono passati a dare addosso a Chiara, dopo che le due richieste di archiviazione a Virginia Raggi hanno dimostrato che il "caso Raggi-Romeo" era una bolla di sapone, su cui però la magistratura era tenuta a fare chiarezza. Meno male che sappiamo di poter contare su una magistratura indipendente, che non si fa influenzare da questo sistema. Se aprirete un giornale a caso, troverete questa notizia in prima pagina. Sono gli stessi giornali che qualche giorno fa nascondevano la notizia dell'impresentabile Sindaco di Priolo candidato in Sicilia, arrestato per voto di scambio e ancora in lista per le elezioni regionali del 5 novembre, nonostante sia in cella. Vedrete anche oggi gli spazi che i Tg dedicheranno a questa notizia che è un atto dovuto, mentre continueranno il loro silenzio omertoso sugli impresentabili, arrestati e condannati, candidati in Sicilia. È raccapricciante. Quando Chiara Appendino ha denunciato Fassino per i debiti lasciati, erano distratti da altro. Di Sala indagato nessun italiano ne ha sentito parlare. Oggi tutti con i titoloni a nove colonne, solo per una denuncia del Pd. Riuscite a vedere cosa stanno combinando? Bene. E' ora di sottrarsi a questo gioco. La verità non esiste più, la notiziabilità non esiste più, l'informazione non esiste più. Qui esiste solo un imperativo categorico a cui i media obbediscono: dagli addosso al MoVimento 5 Stelle. È un sistema che si difende. Che sta provando tutto insieme a difendersi dai cittadini che si fanno Stato. Noi ce la metteremo tutta per mandarli a casa e restituire libertà di voto, di informazione e di partecipazione agli italiani. Ma chiediamo a tutti uno sforzo ulteriore, e lo faremo noi per primi. Diffondiamo noi le notizie e denunciamo ogni falsità dei media. Evidenziamo ogni titolo falso. Smascheriamo ogni servizio fazioso. Abbiamo la Rete e soprattutto la nostra parola di uomini e donne libere, raccontiamo a tutti come stanno le cose, discutiamone, mostriamo le prove della farsa a cui stiamo assistendo. E' il momento di metterci la faccia. La nostra, pulita, contro la loro, impresentabile. Presto li ringrazieremo per la visibilità che ci hanno dato. Ogni attacco è un'occasione per raccontare chi siamo. Forza! Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it
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Con la partecipazione si vince #IoSostengoRousseau (mar, 17 ott 2017)
di Paola Taverna La piattaforma Rousseau è uno strumento unico al mondo che consente ad ogni cittadino di partecipare - grazie alla democrazia diretta - alla realizzazione del programma politico del proprio Paese. Personalmente mi occupo della funzione di “activism” che ripercorre la storia del MoVimento 5 Stelle, focalizza quello che è il presente dell’attività parlamentare, dell’attività nei Comuni del MoVimento stesso e che da la possibilità ad ogni persona, che vorrà attivarsi sul proprio territorio, di inserirsi in un canale di condivisione e di collaborazione con tutto il M5S. Per fare questo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Un aiuto che vi consentirà di sentirvi parte integrante della realizzazione di un progetto che riguarda ognuno di voi: è un aiuto umano ed un aiuto economico. Puntiamo sul fatto che siamo tutti consapevoli di quanto è importante sentirsi parte fondamentale del proprio Paese. Grazie a tutti. CLICCA QUI E SOSTIENI ROUSSEAU CON UNA DONAZIONE Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it
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#TagliateIVitalizi, non la democrazia! (mar, 17 ott 2017)
asahaiaa.jpg di Vito Crimi Per ben due volte nei mesi scorsi abbiamo lanciato l’allarme: vogliono affossare in Senato la legge che abolisce i vitalizi dei parlamentari. Oggi preparatevi perchè potrebbe arrivare la prova del nove e i partiti potrebbero tentare il colpo di mano definitivo: decidere di portare in Aula non la legge sui vitalizi nell’interesse dei cittadini, ma la legge elettorale truffa appena uscita dalla Camera, che di interessi fa solo quelli di Pd, Forza Italia, Lega, Alfano e Verdini. L’appuntamento è oggi alle ore 13, quando la Conferenza dei capigruppo si riunirà per decidere quali provvedimenti calendarizzare in Aula. La maggioranza, sostenuta dai suoi sodali, proverà a far finire su un binario morto la legge sui vitalizi, lasciandola marcire in Commissione, e a dare la priorità al Rosatellum, che così potrà arrivare in Aula nel giro di pochi giorni ed essere approvato definitivamente e con una nuova fiducia prima della legge di bilancio, che terrà impegnato il Parlamento fine alla fine dell’anno. In sostanza, addio legge sull’abolizione dei vitalizi. Se i partiti volessero, la legge Richetti si potrebbe approvare in un batter d’occhio. Il punto è che non la vogliono: non la vuole il PD, che su questa legge ha fatto finta di metterci la firma e la faccia ingannando gli italiani. E non la vogliono gli altri grandi partiti. L’unica forza a sostenerla davvero è stata sempre e solo il MoVimento 5 Stelle. Al PD, Forza Italia, Alfano, Verdini e Lega interessa solo una cosa: approvarsi in fretta e furia una legge elettorale su misura con la speranza di far fuori il MoVimento 5 Stelle e impedirgli di andare al governo. Pazienza se poi la legge è una truffa che non garantisce né rappresentatività né governabilità e ignora tutte le precedenti sentenze della Consulta in materia. L’abolizione dei vitalizi dicono che è incostituzionale, però poi dell’incostituzionalità della loro legge elettorale se ne infischiano alla grande. Il vitalizio non lo tagliano, ma la democrazia sì. ll Rosatellum incentiva la formazione di ammucchiate e liste civetta, fa sì che il voto di un terzo degli elettori peserà meno di quello di tutti quanti gli altri, non ha le preferenze e lascia ai segretari di partito il potere assoluto di scelta sui candidati. Così anche alle elezioni politiche - proprio come sta avvenendo in Sicilia - ci ritroveremo con liste di impresentabili, senza però nemmeno la possibilità di scegliere se votarli o meno. Se oggi davvero avranno il coraggio di dare la priorità alla legge elettorale invece che a quella sui vitalizi, se davvero sceglieranno ancora una volta i loro interessi a scapito di quelli dei cittadini, sappiano che alle prossime elezioni raccoglieranno i frutti avvelenati della loro disonestà. Possono scriversi una legge elettorale su misura, possono provare a forzare le regole del gioco, ma il MoVimento 5 Stelle andrà in giro per le piazze e per le città a raccontare le loro porcate e chi ha a cuore la democrazia e il futuro di questo Paese non rimarrà indifferente. ------------------------------------------ Le tappe di oggi dello #SceglieteIlFuturo tour con Giancarlo Cancelleri e Luigi Di Maio Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it
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Olivero Beha

Oliviero Beha – Il Fatto Quotidiano

La gestione-Totti. È autolesionismo (lun, 08 mag 2017)
Ormai da qualche settimana il calcio giocato è poco più che un pretesto per la campagna acquisti per giocatori e allenatori che ci aspetta in forze, con centinaia di milioni cinesi in arrivo. Ma a buon diritto forse l’epilogo di questo discorso dovrebbe incentrarsi su Francesco Totti, in uscita a quarant’anni da quella che è […] L'articolo La gestione-Totti. È autolesionismo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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La politica vista da Parlato (e quella di Renzi e le comari) (mer, 03 mag 2017)
In un giorno qualunque, mentre commissariano Alitalia (pare…), dissanguano le donne con femminicidi inesausti, piovono dalle istituzioni numeri sempre più negativi sulla disoccupazione giovanile (quando è uscito il film Tanguy e quanto tempo è passato da Padoa-Schioppa e i “bamboccioni”?) e su quella a salire, Renzi festeggia le Primarie divorate, muore a 84 anni Valentino […] L'articolo La politica vista da Parlato (e quella di Renzi e le comari) proviene da Il Fatto Quotidiano.
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I buuu a Muntari: non è solo calcio (lun, 01 mag 2017)
Davvero non c’è verso: fumogeni, bengala e repertorio simile ci inseguono dal film famoso di Francis Ford Coppola fino all’erba di Marassi dove semplicemente giocano il Genoa di Juric ed il Chievo di Maran. Genitori che scappano con i bambini in braccio, commentatori che cercano di ridurne la portata, frasi secolari del tipo “sono cose […] L'articolo I buuu a Muntari: non è solo calcio proviene da Il Fatto Quotidiano.
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2017, siamo tutti partigiani o anche un po’ fascisti? (mer, 26 apr 2017)
Stendiamo subito un velo sulla impresentabile speculazione subpolitica di Palazzo, un Palazzo già di suo per lo più impresentabile, a proposito di ieri, della Festa della Liberazione, dell’Anpi, di ebrei e palestinesi ecc. ecc. Segnatamente perché non è una ricorrenza di Palazzo, ma di Piazza, e da sempre. Anzi, per mia avventura diretta e indiretta […] L'articolo 2017, siamo tutti partigiani o anche un po’ fascisti? proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Gianni Barbacetto

Gianni Barbacetto – Il Fatto Quotidiano

Appalti senza gara, Anac chiude l’indagine: indagati i magistrati? (mer, 18 ott 2017)
I nomi che è difficile fare sono Livia Pomodoro e Claudio Castelli. La prima, ora in pensione, era presidente del Tribunale di Milano; il secondo, oggi presidente della Corte d’appello di Brescia, era il responsabile dell’Ufficio innovazione del palazzo di giustizia milanese che seguiva la distribuzione dei fondi Expo per la giustizia. Adesso che l’Anac […] L'articolo Appalti senza gara, Anac chiude l’indagine: indagati i magistrati? proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Il Csm intervenga in difesa dell’autonomia dei pm” (sab, 14 ott 2017)
Il Consiglio superiore della magistratura sta discutendo un testo che potrebbe diventare una circolare per regolare i rapporti tra dirigenti e pm nelle Procure. Una corrente dei magistrati, quella di Autonomia e indipendenza di Piercamillo Davigo, ha lanciato l’allarme “deriva autoritaria”, segnalando che la bozza in discussione alla Settima commissione del Csm potrebbe avere l’esito […] L'articolo “Il Csm intervenga in difesa dell’autonomia dei pm” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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La mafia inquina le imprese del Nord Parola di “007” (ven, 13 ott 2017)
Le cronache ci hanno messo sotto il naso, negli ultimi anni, decine di casi in cui la sana e integerrima imprenditoria lombarda risulta compromessa con uomini vicini alla cosche, per lo più della ’ndrangheta. Molti casi li abbiamo analizzati e raccontati anche su queste pagine. Dunque pensavamo di essere preparati a tutto e di essere […] L'articolo La mafia inquina le imprese del Nord Parola di “007” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Perquisita Vivendi, si allarga l’indagine sul blitz a Mediaset (ven, 06 ott 2017)
Perquisizioni in trasferta, ieri, per i finanzieri del Nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza di Milano. Accompagnati dagli uomini della Gendarmeria francese, si sono presentati a Parigi, nelle sedi del gruppo Vivendi e della banca d’affari Natixis. A mandarli, i magistrati della Procura di Milano Fabio De Pasquale e Silvia Bonardi, che indagano […] L'articolo Perquisita Vivendi, si allarga l’indagine sul blitz a Mediaset proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Alessandro Gilioli

Piovono rane

Nulla di candido (mar, 17 ott 2017)
Se chiedete ai giornalisti perché scrivono “morti bianche” riferendosi a chi lascia la pelle sul lavoro, molti vi risponderanno con un “boh, si usa così”. Insomma abitudine, pigrizia intellettuale, conformismo, i soliti mali del nostro mestiere. Fu il linguista Giorgio De Rienzo a spiegare che «l’uso dell’aggettivo “bianco” allude all’assenza di una mano direttamente responsabile dell’incidente». Così, [...]
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I postumi del Rosatellum (ven, 13 ott 2017)
Si sa che una buona legge elettorale poggia su due colonne: rappresentanza e governabilità. Vale a dire: dovrebbe il più possibile rappresentare gli elettori e nel contempo dovrebbe il più possibile facilitare la successiva creazione di un governo stabile. Spesso si tratta di due obiettivi difficili da tenere insieme e quasi sempre le leggi elettorali pendono [...]
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Allargare (lun, 09 ott 2017)
"Allargare" è un verbo di facile significato ma che contiene tante cose diverse. Giuliano Pisapia l'aveva inteso come una sorta di virtuosa ricucitura di una sinistra (anzi di un centrosinistra, di un Ulivo, di un'Unione etc) che dalla fine del ventennio berlusconiano si era divisa in una continua diaspora. Una diaspora che era cominciata prima di [...]
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Minniti e Rodotà, trova le differenze (mer, 04 ott 2017)
Ha avuto scarsa eco il termine con cui il ministro Minniti 
ha definito («e non a caso») il suo modello di integrazione degli immigrati. Cioè: “assimilazione”. Finora in Italia nessun governo aveva esplicitamente scelto 
tra i diversi tipi di convivenza interetnica, variamente classificabili ma in sostanza riducibili a due correnti: quella del melting pot [...]
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Abbiamo solo meno diritti (mar, 03 ott 2017)
Durante l'estate appena trascorsa il quotidiano toscano il Tirreno ha meritoriamente chiesto ai suoi lettori di segnalare come sono cambiate le condizioni del lavoro stagionale in quella regione, specie nel settore turistico-alberghiero. Il quadro che ne è uscito è più o meno questo: tuttofare di ristoranti che lavorano 70 ore a settimana per tre euro [...]
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Dieci sinistre per me possono bastare (ven, 29 set 2017)
Prendetelo come un gioco. Ma questo è quello che ho capito di quello che sta succedendo nella "politique politicienne" della sinistra, di cui ultimamente mi sono occupato poco sul blog ma che ho continuato silenziosamente a seguire, per quanto riesco. Il post è in ordine alfabetico, per personaggi. Ovvio che posso sbagliare. Ovvio che mi [...]
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Stella e Rizzo

La Deriva

Parole, organizzazione, falsi miti: Nicaso spiega la mafia (mar, 16 nov 2010)
«Allibertatevi d’u cagnuleddu», liberatevi del cagnolino. Con queste parole, il 12 gennaio '96, Giovanni Brusca ordinò al fratello Enzo, Vincenzo Chiodo detto «Quaquarotto», Giuseppe Monticciolo e Salvatore Grigoli di ammazzare e di sciogliere nell’acido Giuseppe Di Matteo, il figlio di [...]
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Berlusconiano pentito, antighedinista convinto (mar, 16 nov 2010)
«Scusate, sapete dirmi a quest' ora come la pensa Buttiglione?» chiese un giorno Francesco Cossiga irridendo al modo in cui il leader neodc vagava un po' di qua e un po' di là. La battuta, però, potrebbe essere adattata a [...]
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Supercomputer e frigobar, indispensabili (mar, 16 nov 2010)
Non lo sapevano. Non avevano idea di quanto la situazione finanziaria della loro Regione, la Campania, fosse spaventosa. Che i debiti iscritti nel bilancio fossero schizzati del 90% in soli quattro anni. Che l' esposizione complessiva avesse raggiunto 11 miliardi [...]
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Pompei, fragile gioiello che perde 3 milioni l'anno (gio, 11 nov 2010)
L' architetto Luciano Di Sopra ricorda bene ciò che accadde nel 1981. Non fosse altro perché in quel periodo lui, l' autore del piano di ricostruzione del Friuli terremotato, era sulla cresta dell' onda. Ricorda che quando gli diedero l' [...]
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La Rai, Pio XII e la Bulgaria (gio, 04 nov 2010)
«Con sempre nuova freschezza di letizia e di pietà, diletti figli dell' universo...». Anche chi non è pregiudizialmente ostile a Pio XII, la cui figura è ancora molto discussa come dimostrano i giudizi del mondo ebraico sullo sceneggiato di Raiuno [...]
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10 leggi in un anno. Succede (gio, 04 nov 2010)
Alla Camera dicono che succede, qualche volta. Succede quando arriva la Finanziaria, che adesso si chiama «legge di stabilità». Allora si ferma tutto, in religiosa attesa che la commissione Bilancio partorisca. Ecco spiegato perché almeno per tutta la prossima [...]
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Riccardo Orioles

Riccardo Orioles – Il Fatto Quotidiano

Catania, cacciare i comunisti (che non ci sono più) e tenersi la mafia (lun, 09 ott 2017)
Da San Cristoforo, adesso, “dobbiamo cacciare i comunisti”. Lo dice un signore politico catanese durante il suo comizio, e siccome di comunisti non se ne vedono più da un pezzo dobbiamo pensare che i “comunisti” in questo caso siamo noi: il Gapa, i Siciliani giovani, quelli che lottano insieme ai poveri e combattono i ricchi, […] L'articolo Catania, cacciare i comunisti (che non ci sono più) e tenersi la mafia proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Giornalisti e non, la scuola di Enzo Baldoni (sab, 02 set 2017)
(Anche quest’anno, come ogni estate, ho acceso il vecchio iMac – il primissimo tipo, quello a caramella che mi regalò Enzo Baldoni prima di partire per Baghdad – ci ho riletto un paio di vecchie robe e l’ho rispento un’ora dopo. Di solito, ogni estate in quel giorno, scrivo pure qualcosa, ma stavolta non me […] L'articolo Giornalisti e non, la scuola di Enzo Baldoni proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Corteo antimafia a Catania, alla testa ci sono i figli dei quartieri (dom, 08 gen 2017)
Il bambino pedala allegramente una ventina di metri avanti al corteo e ogni tanto si ferma e mette in mano al passante una copia dei “Siciliani” che è fieramente impegnato a distribuire. E’ un bambino del Gapa, uno di San Cristoforo, uno del doposcuola. Lo guardano distrattamente i poliziotti, lui non fa caso a loro. […] L'articolo Corteo antimafia a Catania, alla testa ci sono i figli dei quartieri proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Costituzione, adesso cominciamo ad applicarla davvero (mar, 06 dic 2016)
Dovremmo ringraziare Renzi per averci ricordato, a modo suo, che avevamo una Costituzione. Una Costituzione mai applicata del tutto, o solo in una parte del Paese, e alla fine completamente cancellata. Il giovane che adesso ha vent’anni non ha mai vissuto un giorno della sua vita sotto una Repubblica; né ha mai conosciuto una Costituzione. […] L'articolo Costituzione, adesso cominciamo ad applicarla davvero proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Alexandre Stille

In un altro paese

Trump vuole essere il presidente? (lun, 21 ago 2017)
Ho scritto recentemente che l’impeachment di Donald Trump mi sembrava una mossa pericolosa o forse controproducente che rischiava di aggravare nell’elettorato di Trump la sensazione che il “sistema” è truccato contro di loro e il loro candidato. Meglio, dicevo, lasciare che si screditi da solo con incompetenza e un lungo elenco di promesse mancate e […]
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Impeachment per Trump? (lun, 26 giu 2017)
Una domanda che si sente molto spesso in questi giorni: può (oppure dovrebbe) il Congresso americano andare verso l’impeachment del presidente Donald Trump? Ci sono tre aspetti da considerare. Esistono gli elementi legali e fattuali per giustificare l’impeachment? Esiste la volontà politica per farlo? E poi, è una buona idea? Per ora, a mio avviso, […]
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Trump e le donne (ven, 03 giu 2016)
Un fattore chiave di questa elezione sarà il voto delle donne. Da almeno vent’anni, il partito repubblicano soffre per via del cosiddetto gender gap, il deficit del voto femminile. Nel 2008, Barack Obama vinse grazie al sostegno del 56 percento delle donne votanti, mentre solo il 49 percento degli uomini lo votò. In queste elezioni […]
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Una domanda al giorno: Può davvero vincere Trump? (mar, 31 mag 2016)
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Lezioni da Iowa (mar, 02 feb 2016)
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Iran: Tra Falchi e Colombe (mer, 04 mar 2015)
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Il buonsenso degli italiani (lun, 26 mag 2014)
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Lettera a The Guardian

Può un cane mordere la mano di chi gli porge da mangiare? No.

Cosa ci si poteva aspettare dall’editoria italiana che giusto ieri ha visto approvare, per il 2009 e 2010, 140 milioni di euro di finanziamenti pubblici in merito al mio appello pubblicato dall’Herald Tribune?

La stampa italiana è il cane a guinzaglio dei politici: abbaia a comando mentre i direttori di testata, i capo branco, gareggiano per chi riesce a compiacere meglio il proprio padrone. Si vergognino.

Silvio Berlusconi non ha affatto seppellito l’unica opposizione: l’Italia dei Valori, e sta utilizzando i riflettori del G8, che paga, per una propaganda a buon mercato. I suoi ospiti al G8 stanno facendo del loro meglio per evitare di essere coinvolti in qualche gaffe dell’impresentabile. E il loro obiettivo è uscire dal vertice con il minor danno possibile, non intaccando la loro immagine.

Ma finita la "festa G8" si spengneranno le luci e si tornerà alla realtà, a Termini Imerese, al nucleare in Veneto e Sicilia, al Lodo Alfano, al bavaglio alle intercettazioni, al -5% del Pil, alla stretta creditizia che soffoca le imprese.
I leader del G8 conoscono benissimo la biografia di Silvio Berlusconi, ben oltre la paginetta che gli è stata consegnata.

Riporto integralmente la lettera da me inviata, e pubblicata in parte nell'edizione cartacea, e per intero nel web, dal The Guardian, in cui rispondo all’affermazione del quotidiano inglese che si interrogava sul perché mai gli italiani assolvano sempre Silvio Berlusconi dalla sua inadeguatezza politica. Gli italiani, cara redazione, non riescono a scrollarsi di dosso un corruttore alla Presidenza del Consiglio poiché sono vittime di un enorme conflitto di interessi che, utilizzando soldi di Stato, ha portato in stallo l’informazione e la democrazia del Paese, addormentando le coscienze dei cittadini.

Testo della lettera:

"Cara redazione,
sono Antonio Di Pietro, deputato della XVI legislatura, presidente dell’Italia dei Valori ed ex magistrato che, negli anni ’90 di Tangentopoli, assicurò alla giustizia molti politici ed imprenditori corrotti. Oggi porto avanti quell’impegno e il rispetto delle istituzioni nell’Italia dei Valori, unico partito di minoranza che svolge il ruolo di opposizione politica, senza eccezioni e senza incertezze, a questo governo.
Mi scuso, a nome dell’Italia, con la redazione di The Guardian per la reazione prevedibile del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e del Ministro degli Esteri, Franco Frattini. The Guardian è un prestigioso giornale che svolge al meglio il suo lavoro e assolve al dovere di informare i cittadini. In Italia questo governo non è abituato al contraddittorio, né tanto meno a sentirsi dire la verità. Mentre sulla notizia della preparazione del G8 si può discutere, sul resto dell’articolo c’è poco da ribattere. Alle classifiche da voi riportate nell’articolo di ieri manca quella di Freedom House che assegna all’Italia il 73 esimo posto per libertà di stampa.
Il vero problema nel nostro Paese è quindi l’informazione, che oggi è in mano -nel più colossale conflitto di interessi mai visto in un paese occidentale- ad un solo uomo: il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Il controllo dei media da parte del signor Berlusconi è esercitato attraverso il primo gruppo editoriale italiano, La Mondadori, e sei televisioni: tre private in mano a Mediaset di sua proprietà, e tre pubbliche, La Rai, su cui esercita indirettamente e con rarissime eccezioni, l’influenza attraverso le nomine dello staff dirigenziale.
Il controllo dell’informazione gli consente di mantenere una posizione dominante e una fonte inesauribile di guadagni che consolidano il suo insediamento nelle istituzioni, attraverso un largo sistema clientelare. Questi guadagni in passato sono stati possibili soprattutto grazie al placet dei precedenti governi che non hanno voluto affrontare il conflitto di interessi. Oggi Silvio Berlusconi cede allo Stato italiano appena l’1% del fatturato per l’utilizzo delle concessioni delle frequenze radiotelevisive di Stato, su cui trasmette Mediaset.
Da quando si è insediato il governo di centrodestra le aziende pubbliche, come Eni e Poste, hanno dirottato ingenti investimenti pubblicitari dalle reti RAI a quelle private del Presidente del Consiglio italiano.
All’informazione si è aggiunta, con questo governo, la piaga delle riforme “incostituzionali”. La prima è stata la legge chiamata Lodo Alfano, voluta da Silvio Berlusconi e che lo rende improcessabile insieme ad altre tre cariche dello Stato.
Il signor Berlusconi ha subito fruito di questa legge in un processo che lo vede imputato di corruzione di un testimone. Grazie al Lodo Alfano, Berlusconi non può essere processato per corruzione, ma David Mills, suo avvocato ed ex-marito di un ministro del governo Blair, è stato condannato nel mese di febbraio a 4 anni e 6 mesi per falsa testimonianza. Il 6 ottobre i giudici della Corte Costituzionale si pronunceranno sulla costituzionalità del Lodo Alfano e, se il giudizio sarà negativo, Silvio Berlusconi sarà processato con l’accusa di corruzione di David Mills.
Concludo invitando The Guardian e la stampa estera a non spegnere i riflettori sull’Italia chiedendo loro di continuare a svolgere, come stanno facendo, l’importantissimo compito di informazione, ruolo che quasi tutti i nostri media hanno delegato vista l’impossibilità a svolgerlo.

Antonio Di Pietro

Roma 10/07/09"



"Criminalità, immigrazione clandestina, crisi, divorzio di berlusconi, inefficienza della pubblica amministrazione, processi a carico di berlusconi ,spesa pubblica eccessiva, tasse elevate, salari bassi, Milan che non vince lo scudetto, tutta colpa della sinistra. Abbiamo la sinistra più potente del mondo!“.

INTERESSANTE COMMENTO LETTO SUL WEB 25/05/09


INFLUENZA SUINA

si e' saputo della diffusione a partire da circa il 23 aprile ma evidentemente nell'aria c'era già qualcosa...... difficilmente e' una coincidenza l'annuncio qui sotto...

Mexico City (Messico), 9 marzo 2009 - Sanofi-aventis informa che oggi è stato raggiunto con le autorità messicane un accordo per la realizzazione in Messico di un impianto da 100 milioni di euro destinato alla produzione di vaccini antinfluenzali. L'annuncio è stato dato nel corso di una cerimonia alla presenza di Felipe Calderon, presidente del Messico, e Nicolas Sarkozy, presidente della Francia, a Mexico City per una visita di Stato. L'impianto sarà realizzato e gestito da sanofi pasteur, la divisione vaccinale del Gruppo sanofi-aventis, rappresentato alla cerimonia dal suo Direttore Generale Chris Viehbacher.
«Realizzando questo nuovo impianto, sanofi-aventis è orgogliosa di poter contribuire a consolidare l'infrastruttura sanitaria messicana ed è ansiosa di sostenere l'esemplare impegno del Messico per la salute pubblica tramite l'immunizzazione antinfluenzale e la preparazione a possibili pandemie» ha affermato Viehbacher. «Questo investimento testimonia l'approccio attento alle specificità di ogni Pese di sanofi-aventis alla salute globale. Lo stabilimento porterà benefici alla salute pubblica nel Messico e nell'intera regione latino-americana, nel contesto della preparazione a pandemie influenzali».
L'accordo è stato firmato dai rappresentanti di Birmex (Laboratorio de Biológicos y Reactivos de México) e sanofi-aventis alla presenza del Ministro della Salute messicano José Ángel Córdova Villalobos. In base ai termini dell'accordo, sanofi pasteur produrrà il vaccino antinfluenzale in collaborazione con Birmex, produttore messicano federale di vaccini. Birmex eseguirà alcune fasi della produzione e sarà responsabile della distribuzione al pubblico del vaccino antinfluenzale.

 

Barone Gabriele 06/05/09

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accordo casa farmaceutica-governo messicano
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CLEMENTINA FORLEO DISINNESCATA di Antonio Vulpio 02/05/09

 

Siamo un Paese meraviglioso, una delle più riuscite costruzioni geopolitiche alla rovescia. Solo da noi, per dirne una, è possibile, che tolgano la scorta al giudice Clementina Forleo e la mantengono ad Emilio Fede. In Italia, che per magistrati ammazzati è seconda soltanto alla Colombia, Forleo non ha la scorta, e nemmeno la più attenuata forma di protezione che si chiama tutela, mentre Fede ce l'ha.

Forleo e tanti altri magistrati a rischio, perché fanno bene e con onestà il proprio lavoro, non hanno nessuno che li protegge, mentre tanti altri magistrati e politici, a cui non serve, esibiscono questa forma di protezione come status symbol, come segno del potere.

Voi tutti sapete che Clementina Forleo è il giudice che si era occupata, quando era giudice per le indagini preliminari a Milano, delle scalate bancarie dei furbetti del quartierino Ricucci, Coppola, Fiorani, con la complicità dell'ex governatore della banca d'Italia Fazio, mentre Consorte, Latorre, Fassino e D'Alema da sinistra, Comincioli, Cicu e Grillo da destra.

Voi tutti sapete che in seguito a tutte queste vicende la Forleo è stata ingiustamente trasferita da Milano a Cremona. Ma non sapete però, e nessun giornale o TV ve lo ha raccontato e probabilmente non ve lo racconterà, che la presunta incompatibilità ambientale che le è costata il trasferimento, con una decisione del CSM che non ha nulla di giuridico ma sembra un referto medico visto che dice che la Forleo era emotiva, nasce il 6 giugno 2007 in una riunione “segreta” tenuta nella stanza di Anna Finocchiaro in Parlamento. In quella circostanza, testimonianza resa dall'ex parlamentare e magistrato di Cassazione Fernando Imposimato, si sono visti la stessa Finocchiaro, Mastella, Latorre, Guido Calvi (ex parlamentare e avvocato di D'Alema) e altre persone. Tra queste persone la più prudente sembrava essere Mastella, perché in quella circostanza si discuteva se predisporre o meno un'ispezione al Palazzo di Giustizia di Milano, ovviamente un'ispezione che avesse come obiettivo la Forleo, visto che certe telefonate che iniziavano ad essere trascritte preoccupavano diverse persone. Mastella è stato più prudente degli altri perché di fronte all'idea di predisporre un'ispezione avrebbe detto che era giusto attendere le determinazioni di altre e più alte cariche dello Stato. Tradotto dal politichese significava che Mastella riteneva che si potesse procedere soltanto con l'appoggio di altre figure istituzionali, un appello che non si è fatto attendere perché nella stessa giornata, 6 giugno 2007, è immediatamente arrivata una lettera, a firma del Presidente della Camera Bertinotti e del Presidente Senato Marini, che esprimeva la preoccupazione del Parlamento per queste telefonate sulle scalate bancarie.

L'ispezione poi viene eseguita e sappiamo tutti com'è andata a finire, ma in quell'estate caldissima del 2007 succedono altre cose: alla Forleo arrivano minacce, proiettili calibro 38, viene incendiato il raccolto dell'azienda agricola di famiglia in Puglia, e soprattutto che venga preannunciata la morte con una lettera anonima di entrambi i genitori della Forleo, cosa che avviene in uno strano incidente stradale nel quale i suoi genitori muoiono e il marito della stessa Forleo finisce addirittura in coma. Nello stesso periodo, la Forleo viene denunciata da un tenente dei carabinieri di Francavilla Fontana, comune popoloso della provincia di Brindisi in cui la Forleo è nata, per presunte offese nei confronti di questo tenente incaricato delle indagini sulla morte dei genitori del giudice. In questa vicenda accade un'altra cosa strana: a denunciarla, insieme al tenente dei carabinieri, è anche Alberto Santacaterina, pm della procura di Brindisi, che oggi, per questa vicenda, a sua volta denunciato dalla Forleo, è stato rinviato a giudizio a Potenza per abuso d'ufficio e falso ideologico.

Nonostante tutto questo e nonostante sia chiaro a tutti che con la Forleo sono in tanti a dover chiudere i conti, nonostante sia chiaro a tutti che sia stata disinnescata sul piano giudiziario adesso si vorrebbe annichilirla sul piano umano e personale, il 25 aprile arriva una telefonata da un maresciallo dei carabinieri che la informa di due provvedimenti. Non solo non si fa una notifica, come chiede la legge, personalmente nelle mani della Forleo, ma con una telefonata le si comunicano due cose: un provvedimento, a firma del prefetto di Milano Gianvalerio Lombardi, con il quale si revoca la tutela alla Forleo e si mantiene invece un servizio di vigilanza radiocomandata con l'abitazione di Milano; un altro provvedimento, che sembra contraddire il primo, con la quale il prefetto di Cremona, Bruno di Clarafond, comunica che non soltanto viene revocata la tutela ma viene mantenuto soltanto il servizio di sorveglianza radiocollegato con il tribunale di Cremona.

Tutto questo cosa significa? Che Clementina Forleo viene lasciata completamente sola, viene oscurata ogni informazione su ciò che la riguarda, oscurata ogni informazione su ciò che lega la necessaria protezione di questo magistrato, e abrogata ogni memoria recente e meno recente su tutte queste vicende che invece stanno producendo delle conseguenze incredibili e pericolose.

Perché non scriviamo al ministro dell'Interno Maroni, inondando il Ministero dell'Interno di mail, e chiediamo al ministro se non sia il caso di togliere la scorta a Vespa, a Fede, e a quei magistrati e politici a cui la scorta non serve assolutamente, e venga mantenuto il servizio di protezione per un magistrato come Clementina Forleo, soprattutto quando esce dal tribunale di Cremona e va in giro per l'Italia e magari torna nella sua Puglia nella quale sono diversi a non amarla e avere con lei dei conti in sospeso?

Poniamo questo semplice quesito, che possa valere anche per tutti quei magistrati e per tutte quelle persone che sono in prima linea e rischiano davvero senza alcuna scorta ne protezione da esibire come status symbol e segni del potere.


CONCERTO PRIMO MAGGIO 2009 

VASCO SEI GRANDE!!!!!!!!!!!!

"non credete a tutto quello che dicono in televisione e soprattutto ai telegiornali ...

MEDITATE GENTE  MEDITATE ... "

 

...E IO AGGIUNGEREI ATTENTI ANCHE A QUELLO CHE NON DICONO I TELEGIORNALI ....

ascoltare bene dal minuto 3:10


ANGELUCCI SI E' FATTO DA SE' di Antonio Borghesi IDV 27/04/09

 

In queste settimane si è parlato molto del terremoto che ha gravemente colpito l’Abruzzo e L’Aquila in particolare. Molti forse hanno già dimenticato che circa un anno fa l’Abruzzo era stato colpito da un “terremoto politico”, che aveva portato all’arresto del Presidente della Regione, Del Turco e di parecchi assessori e dirigenti. Si tratta della cosiddetta “Sanitopoli abruzzese”, una vicenda di corruzione in un desolante quadro di malcostume, di irregolarità amministrative, di raccomandazioni.

Nella poco edificante storia risulta implicata la famiglia Angelucci. Per altro nel mese di febbraio l'imprenditore delle cliniche, Giampaolo Angelucci, finisce agli arresti domiciliari, insieme ad altre 12 persone, tra cui alcuni funzionari della ASL di Frascati e altri della Regione Lazio, il direttore della Asl Roma H, nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla procura di Velletri per truffa e falso in danno delle Asl, per 170 milioni di euro. Le manette, invece, non sono scattate nei confronti di suo padre, Antonio, fondatore dell'impero economico che porta il suo nome, in quanto deputato del Popolo delle Libertà, per il quale la Procura ha chiesto alla Camera l'autorizzazione a procedere in base all'articolo 68 della Costituzione. Ebbene nei giorni scorsi, nell’assoluto silenzio dei mezzi di informazione, la Camera ha respinto la richiesta di procedere agli arresti domiciliari nei suoi confronti con 316 voti a favore, 30 contrari e 59 astenuti. Hanno votato per il suo arresto Italia dei Valori, i Radicali e qualche sparuto deputato del Pd. La stragrande maggioranza del Pd, il Pdl, la Lega Nord e l’Udc compatti hanno votato contro. E così ancora una volta il principio che “tutti sono uguali davanti alla legge” è stato fatto a pezzi e ridicolizzato per salvare un esponente della casta.

Ma chi è Antonio Angelucci? Dopo un’attività che lo vede iniziare come commesso di una farmacia e poi portantino presso l’Ospedale S.Camillo, lo troviamo improvvisamente imprenditore e proprietario di case di cura. Grazie all’appoggio di banchieri come Cesare Geronzi (proprio lui, quello che ha perso i requisiti di onorabilità per essere amministratore di banche!) diviene anche immobiliarista (compra il palazzo di Botteghe Oscure del ex Pci) ed editore (tra gli altri compra L’Unità ed è proprietario di Libero e de Il Riformista). Viene implicato nella vicenda del finanziamento illecito dell’allora Presidente della Puglia Raffaele Fitto (oggi Ministro per gli Affari regionali), per il quale il magistrato chiede l’arresto (anch’esso negato dalla Camera nella scorsa legislatura). E’ incredibile ma 200 mila euro vengono versati proprio attraverso “Libero”, che incassa milioni di euro dallo Stato come contributi all’editoria.

La famiglia Angelucci opera attraverso Tosinvest S.A., società residente in Lussemburgo, uno dei tanti paradisi fiscali che il governo dice di voler colpire. Tra i suoi dirigenti la società annovera anche il fratello del Presidente della Camera, Gianfranco Fini. Un vero “self made man”, di quelli che piacciono tanto a Berlusconi, e con tutti questi precedenti si capisce che Angelucci ha tutte le medaglie ed i requisiti per essere ammesso tra i “capitani coraggiosi”, “salvatori” di Alitalia. Ed infatti detiene circa il 7% di Cai.


ARTICOLO CONDIVISIBILE O MENO MA COMUNQUE INTERESSANTE inserito 18/4/09

"Ma io per il terremoto non do neanche un euro..."

Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo.
So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede.
Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.
Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera.

Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.
Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.
Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo.
Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese.
E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.
C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno?
Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente?
Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte.


Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è.
 

Io non lo do l'euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa?
A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.
Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata.
Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.
Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?
Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.
Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.
Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.
Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto.
Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.
Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.
Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico.
E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.
Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso.
Come la natura quando muove la terra, d’altronde.

Giacomo Di Girolamo

direttore del primo quotidiano marsalese indipendente online  www.marsala.it


TRAVAGLIO VINCE IL PREMIO "LIBERTA' DI STAMPA".IN GERMANIA inserito da Barone Gabriele 22/03/09

La Germania pare aver preso a cuore il destino degli italiani dissenzienti al Governo Berlusconi e così, dopo l'articolo su come i tedeschi vedono l'Italia di Berlusconi, ecco pronto un altro riconoscimento stavolta positivo al Paese. Il giornalista e scrittore Marco Travaglio ha vinto il Premio per la Libertà di Stampa assegnato dall'Associazione dei Giornalisti Tedeschi (DJV).

Ecco la traduzione dell'articolo originale, tratta dal sito italiadallestero.info.

Michael Konken, presidente federale della DJV, ha motivato la decisione dichiarando: “Assegnamo il premio a Marco Travaglio, un collega che si è contraddistinto per il coraggio critico e l’impegno dimostrato nel combattere per la libertà di stampa in Italia.”

Travaglio ha saputo denunciare pubblicamente i tentativi dei politici italiani, in particolare di Silvio Berlusconi, di influenzare il lavoro dei media e di ostacolare lo sviluppo di un giornalismo critico. Le critiche di Travaglio si sono orientate anche ai colleghi italiani con lo scopo di incoraggiarli a non sottomettersi alla censura. “Il premio della DJV per la libertà di stampa è il riconoscimento più adatto a Marco Travaglio,” ha dichiarato Konken. “Travaglio deve dare coraggio ai giornalisti italiani affinché possano svolgere la loro funzione di vigilanza e non cadano vittima di intimidazioni”.

Il premio della DJV per la libertà di stampa consiste in 7.500 Euro e sarà conferito a Marco Travaglio a Berlino alle 18:30 del 28 aprile 2009 presso il Palazzo della Bundespressekonferenz (ufficio stampa federale). I rappresentanti dei media sono invitati a partecipare alla cerimonia.

Con questo premio la DJV onora personalità o istituzioni che si impegnano in prima persona in battaglie per il mantenimento e la creazione della libertà di stampa. I precedente vincitori sono stati il giornalista serbo Miroslav Filipovic, la giornalista russa Olga Kitowa e la redazione del giornale “Berliner Zeitung”. Filipovic ha ricevuto il premio per aver scoperto i crimini di guerra serbi in Kosovo, Kitowa è stata premiata per la sua difficile battaglia contro la corruzione in Russia e la redazione del “Berliner Zeitung” per l’impegno dimostrato nel difendere la libertà di stampa in Germania e l’indipendenza editoriale da Mecom Group, la casa editrice che l’ha rilevata.


LO SCHEMA COLLAUDATO di Antonio Di Pietro febbr2009

In Italia oramai lo schema è collaudato: prima preparano il terreno mediaticamente, poi sfornano un provvedimento d’urgenza.
E’ avvenuto così, ad esempio, per la monnezza campana (che è ancora lì): il governo ha urlato all'emergenza, poi si è proposto come salvatore della Patria con il caro prezzo per gli italiani e per la loro salute, di sbloccare o avviare la costruzione di decine di inceneritori.
Sta succedendo con le intercettazioni: si snocciolano casi marginali, si pubblicano testi di intercettazioni irrilevanti, al limite del gossip, si scrivono due numeri su fantomatici costi (omettendone altri ben più importanti del beneficio per i cittadini), si urla all’indecenza e ne consegue un “necessario” bavaglio d’urgenza alle intercettazioni.

In queste ore sta accadendo con la violenza sulle donne, meglio se ad opera di extracomunitari, con il fine di varare soluzioni di grande eco mediatico, ma di scarsissima efficacia sul campo. Così come tutte le soluzioni adottate da questo governo, impronte ai bambini Rom comprese.
In Italia avvengono circa 13 stupri al giorno, uno su tre è compiuto da un extracomunitario, due su tre sono italiani. Avvengono maggiormente all’interno della coppia, ad opera di un fidanzato o del marito. Questo viene rimarcato con meno “insistenza”.
Il governo ha fallito sulla sicurezza con i militari nelle città e con tutte le altre "soluzioni spot" millantate in questi mesi. E sta aggravando questo fallimento anche sul campo giuridico, impedendo le intercettazioni, strumento fondamentale, a fronte di una denuncia da parte della vittima, per incastrare lo stupratore. Se, infatti, per intercettare ci dovranno essere “gravi indizi di colpevolezza”, di fatto sarà impossibile usarle per questo tipo di reato.
Tra le panacee di facciata rispunta anche l'allungamento dei tempi di prescrizione, proposta circoscritta, ovviamente, solo al reato di stupro. Ma il governo dimentica, anzi omette di ricordare ai cittadini, che questi tempi sono stati ridotti, senza troppi distinguo tra i reati, per evitare ora un processo, ora una condanna, per Silvio Berlusconi e per i suoi sodali.
Il carcere e la certezza della pena sono importanti per ogni reato, soprattutto per uno stupro, ma non saranno la soluzione al problema. Carcere e certezza della pena sì ma per tutti, stupratori d’importazione e nostrani, compresi quelli dediti al turismo sessuale, reato compiuto da migliaia di italiani.

Ma il governo Berlusconi cerca lo spot ad effetto ed è chiaro che non ha interesse a risolvere il problema, altrimenti non varerebbe mai un provvedimento che blocca le intercettazioni, anche nei confronti degli stupratori.

P.S.: riporto il titolo di una notizia di repubblica.it di oggi. Questo è il vero volto del governo in tema di sicurezza.

La polizia con le auto in garage "A Roma e Napoli 500 mezzi fermi"
Tagliati i fondi per la sicurezza, bloccata la manutenzione delle vetture
"Possiamo permetterci solo il rabbocco dell'olio e il cambio delle gomme"


ALTRI 400 MILIONI BRUCIATI di Silvana Mura IDV 26/2/09

Il 6 e 7 giugno 2009 gli Italiani saranno chiamati alle urne per eleggere i propri rappresentanti al Parlamento Europeo. Nella stessa data in tante province e comuni d’Italia si svolgeranno anche le elezioni amministrative.

Entro la fine di giugno si dovrà svolgere anche il referendum elettorale. Buon senso vorrebbe che anche questa consultazione si svolgesse nella stessa data delle precedenti. Invece non sarà così, ma per volere della Lega e del Pdl gli Italiani dovranno votare per il referendum il 15 di Giugno.

Il motivo? La Lega ha paura del referendum ed ha preteso che questo fosse relegato in una data in cui sarà difficile raggiungere il quorum. Questa scelta della Lega costerà agli italiani 400 milioni di euro che potevano essere risparmiati se il referendum fosse stato accorpato alle europee.

Una condotta assolutamente irresponsabile quella di Lega e Pdl, che in un momento in cui le famiglie stanno facendo grandi sacrifici a causa della più grave crisi economica del dopo guerra, si permette di gettare dalle finestra 400 milioni di euro che si potevano utilizzare in altra maniera.

Che credibilità possono avere due forze politiche che per i propri interessi di partito hanno il coraggio di effettuare un simile scempio? Come potranno da oggi andare a dire ai cittadini che per i servizi sociali non ci sono le risorse, che non bastano i soldi per i precari, che l’assistenza ai disabili costa troppo?

Si vergognino piuttosto. Ma questi 400 milioni che andranno in fumo per pagare le elezioni del referendum non potevano essere destinati ad incrementare quella Social Card che Lega e Pdl hanno inventato ma non hanno finanziato?


NUCLEARE LA STRATEGIA DEI PERDENTI di Costantini IDV 24/2/09

Ieri il Ministro dell'elettricita' iracheno Karim Wahid ha chiesto collaborazione alla Francia per la costruzione di centrali nucleari sul proprio territorio.

Oggi tocchera' a Berlusconi ed a Scajola, che firmeranno sempre con la Francia un accordo di cooperazione sull'energia nucleare.

Mentre gli Stati Uniti d'America si accingono ad abbandonare il nucleare e ad investire tutte le risorse disponibili sulle fonti rinnovabili e sul risparmio energetico, dando inizio ad un cambio di strategia che a breve sara' seguito dalla stragrande maggioanza dei paesi piu' industrializzati del mondo, Cina inclusa, Berlusconi costringe l'Italia e gli italiani a compiere una scelta diametralmente opposta, esattamente come l'Irak.

Diranno che servira' a restituire competitivita' alle imprese italiane, che negli anni hanno effettivamente pagato l'energia ad un prezzo superiore a quello pagato dalle imprese che producono in Paesi che hanno esercitato l'opzione nucleare.

Ma non diranno a nessuno che tra circa 10 anni, una volta completato il gigantesco affare legato alla costruzione delle centrali nucleari e prima ancora della loro entrata in funzione, ogni potenziale beneficio risultera' completamente azzerato.

Avremo semplicemente sostituito la nostra dipendenza dal petrolio con la dipendenza dall'uranio, il cui prezzo si e' decuplicato negli ultimi anni, a causa di una ormai cronica insufficenza delle estrazioni, che recentemente ha costretto gli stessi francesi a rifornirsi da vecchie testate nucleari sovietiche smantellate.

Avremo sottratto miliardi di euro agli investimenti sulle energie rinnovabili e sul risparmio energetico, che sulla base di valutazioni operate da esperti di tutto il mondo, generano per ogni miliardo di investimento pubblico due miliardi di investimento privato e determinano, rispetto allo stesso importo investito per la realizzazione di una centrale nucleare, la produzione del doppio di energia elettrica.

Avremo accumulato altri 10 anni di ritardo sulle nuove tecnologie rispetto a paesi come la Germania, il Giappone, gli Stati Uniti d'America e la stessa Cina, che hanno invece investito o che hanno deciso di investire seriamente sulle energie rinnovabili.

Avremo perduto l'unico beneficio che questi anni di sacrifici del nostro sistema produttivo ha lasciato in eredita' alle nuove generazioni: quello di non doversi fare carico dei costi giganteschi necessari per lo smaltimento delle scorie e lo smantellamento dei siti dei quali sono costretti a farsi carico i contribuenti francesi.

Avremo costretto le popolazioni dei territori che ospiteranno i siti a vivere nelle stesse condizioni dei cittadini francesi che negli ultimi anni hanno convissuto con una serie innumerevole di incidenti.

Il nucleare e' il passato; le energie rinnovabili ed il risparmio energetico sono il futuro.

E piuttosto che del futuro delle sole poche imprese amiche che parteciperanno all'immenso banchetto del nucleare in Italia, Berlusconi dovrebbe occuparsi, come Barak Obama, del futuro di tutto il paese.



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Commenti: 24
  • #1

    Betta (lunedì, 23 marzo 2009 21:27)

    Ciao Gabriele,
    complimenti per il sito hai fatto proprio un bel lavoro.E' accurato e con tante informazioni utili, sarebbe piaciuto anche a mio padre.Continua così
    Betta

  • #2

    Gabriele (martedì, 07 aprile 2009 14:27)

    grazie Betta!
    di meglio non potevi scrivere.
    continua così anche tu

  • #3

    Generic Viagra (venerdì, 08 luglio 2011 17:28)

    Tutto per poter continuare a dire la loro,a tenere la testa alta.

    Sempre presenti in questa sezione i pensieri di Gomez,Costamagna,Grillo,Beha,Stella,Rizzo accompagnati da altri più occasionali diciamo ,ma non meno importanti.

  • #4

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  • #5

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  • #6

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  • #7

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  • #8

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  • #9

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  • #12

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  • #18

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  • #20

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