fatti e opinioni di attualità

Opinioni su fatti d'attualità che possono essere condivise o meno ma sicuramente di personaggi che parlano bene o male indifferentemente sia della classe politica di destra,di  centro o di sinistra , sia di "Vip" che converrebbe avere come amici anzichè nemici (editori compresi )

A testimonianza le tante cause civili in cui questi opinionisti da me apprezzati incorrono; il più delle volte ne escono vincitori .

Tutto per poter continuare a dire la loro,a tenere la testa alta.

Sempre presenti in questa sezione i pensieri di Gomez,Costamagna,Grillo,Beha,Stella,Rizzo  accompagnati da altri più occasionali diciamo ,ma non meno importanti.

A Travaglio ,che io reputo il miglior giornalista italiano attuale tra coloro che trattano argomenti  di  "società" , è dedicata una sezione apposita con tutti i suoi ultimi articoli( http://oggi.jimdo.com/articoli-travaglio/ )

 


Peter Gomez

Peter Gomez – Il Fatto Quotidiano

Salva il governo, “Vota Antonio” il responsabile (mer, 24 mag 2017)
Tutti i sondaggisti sono concordi. L’Italia dal punto di vista elettorale è spaccata in tre e, almeno sulla carta, nella prossima legislatura potrebbe non avere un governo. La cosa, lo capiamo, preoccupa solo chi è appassionato di politica. Gli altri elettori sono invece tranquilli. Non tanto perché le esperienze belga e spagnola dimostrano che senza […] L'articolo Salva il governo, “Vota Antonio” il responsabile proviene da Il Fatto Quotidiano.
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M5S e Pd: il voto online e le primarie vanno certificati (dom, 07 mag 2017)
Ci sono due ottime ragioni per cui il Movimento 5 stelle dovrebbe finalmente farsi certificare da un ente esterno le votazioni on line. La prima è la promessa che Gianroberto Casaleggio fece in un’intervista a noi rilasciata nel 2014. Allora il cofondatore del Movimento disse che era alla ricerca di una società in grado di […] L'articolo M5S e Pd: il voto online e le primarie vanno certificati proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Con il Fatto c’è MillenniuM, trenta giorni per leggere tutto (ven, 05 mag 2017)
È un’idea folle. Forse per questo ci è piaciuta da subito e, speriamo, piacerà anche a voi: un mensile di carta in cui provare a recuperare il giornalismo che non c’è più. Un giornalismo fatto di lunghissimi reportage, analisi approfondite, servizi fotografici ben scattati e ben stampati, inchieste condotte con pazienza per settimane e settimane, […] L'articolo Con il Fatto c’è MillenniuM, trenta giorni per leggere tutto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Era un prerequisito. Ora l’onestà diventi programma politico (dom, 30 apr 2017)
Tutti ripetono che l’onestà in politica è un semplice prerequisito. Secondo questo punto di vista, ogni tentativo di trasformare l’onestà in programma di governo è destinato a fallire. Anche perché in qualsiasi maggioranza è inevitabile che prima o poi saltino fuori delle mele marce. E che quindi i sedicenti onesti finiscano per pagare conseguenze pesanti […] L'articolo Era un prerequisito. Ora l’onestà diventi programma politico proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Luisella Costamagna – Il Fatto Quotidiano

Banca Etruria, quello della Boschi è un silenzio-assenso (ven, 19 mag 2017)
Cara Maria Elena Boschi, a una settimana dalla rivelazione di De Bortoli sulla sua presunta richiesta all’ad di Unicredit di acquistare Banca Etruria (“Domanda inusuale da parte di un membro del governo all’amministratore delegato di una banca quotata”, scrive nel suo libro), il direttore conferma e si augura che la sua querela arrivi e non […] L'articolo Banca Etruria, quello della Boschi è un silenzio-assenso proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Più che maglie gialle sembrano camicie verdi (mar, 16 mag 2017)
In principio fu l’abolizione dell’art. 18. Nel 2002 il diritto dei lavoratori licenziati senza giusta causa doveva essere difeso dagli assalti del centrodestra berlusconiano e al Circo Massimo, gremito da tre milioni di persone, insieme alla Cgil c’era tutto il centrosinistra: Ds, Margherita e Rifondazione Comunista. Lo stesso sindaco Renzi, nel 2012, in vista delle […] L'articolo Più che maglie gialle sembrano camicie verdi proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Rifiuti a Roma, chi è senza peccato scagli il sacco nero (ven, 12 mag 2017)
Che Roma sia – per traffico, sporcizia, trasporti, strade – a livelli indegni di una Capitale europea è sotto gli occhi di tutti: di chi ci vive (come me) e di chi la visita come turista. Ma oggi è peggio di ieri? Siamo davvero di fronte a un’emergenza dovuta all’incapacità dell’amministrazione Raggi – come sembra […] L'articolo Rifiuti a Roma, chi è senza peccato scagli il sacco nero proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Renzi è tornato: fate finta di non averlo mai visto (sab, 06 mag 2017)
È ufficiale: Renzi è tornato (e – canta subito la Meli sul Corriere – “è determinato”). “Quando mi sono dimesso volevo davvero mollare tutto. (…) Sono stato circondato dall’affetto, dalla cura, dall’esigente attesa, anche dalla rabbia di tantissime donne e uomini. (…) Debbo molto a queste persone perché mi hanno costretto a guardarmi in faccia. […] L'articolo Renzi è tornato: fate finta di non averlo mai visto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Blog di Beppe Grillo

Una legge elettorale costituzionale per l'Italia (ven, 26 mag 2017)
movistelsh.jpg >>> Domani e domenica dalle 11 alle 19 si voterà online su Rousseau la proposta di legge elettorale del MoVimento 5 Stelle <<<</p> di MoVimento 5 Stelle Sulla legge elettorale il tempo è già abbondantemente scaduto e serve chiarezza. Il 4 dicembre il 60% dei cittadini che sono andati a votare hanno detto un chiaro “No” al Governo di Matteo Renzi: si sarebbe dovuti andare subito a votare e invece ci hanno rifilato un Governo fotocopia, uguale a quello di Renzi. Il MoVimento 5 Stelle aveva anche proposto una soluzione semplice ed efficace per risolvere il disastro costituzionale lasciato in eredità dal duo Renzi-Boschi: due leggi elettorali diverse per Camera e Senato, una delle quali per giunta incostituzionale. La soluzione era quella di applicare la legge vigente per la Camera al Senato, dopo la sentenza della Corte costituzionale che l’avrebbe resa legittima: un sistema che proprio per questo abbiamo chiamato “Legalicum”. Una legge che non è quella che il MoVimento 5 Stelle ha proposto nel 2014 ma che è stata proposta per dimostrare la nostra apertura, per senso di responsabilità e per togliere al PD l’alibi per rimandare le elezioni. Per cinque mesi la nostra proposta è stata ignorata perché il PD era troppo impegnato nel suo congresso per occuparsi della paralisi che aveva creato e ridare finalmente la parola al popolo. La nostra soluzione non solo era la più semplice e più giusta dal punto di vista della Costituzione, era anche quella più condivisa, quella su cui tutte le altre forze politiche convergevano, al punto che il Legalicum è stato anche il testo base proposto dal presidente della Commissione affari costituzionali (che non è certo del MoVimento 5 Stelle) come base per la discussione in grado di trovare ampia condivisione. Ma il Pd, dimenticando la lezione del 4 dicembre, ha deciso di azzerare tutto e di imporre ancora una volta una legge elettorale ritagliata sulle sue esigenze. Inizialmente hanno dichiarato di essere disponibili a una proposta simile al sistema in vigore in Germania, che, in effetti, da settant’anni, garantisce rappresentatività e governabilità. Si tratta di un sistema proporzionale, con una soglia di sbarramento nazionale al 5%, così in Parlamento sono ammessi pochi partiti ma rappresentativi. Dopo le elezioni, la soglia alta rende sconveniente le spaccature dei partiti e così i partiti e i governi tedeschi sono stabili, duraturi e supportati dal consenso popolare. Si tratta di una filosofia molto simile a quella del Democratellum, la proposta elettorale del MoVimento, che, non troppo diversamente, assicurava rappresentatività e governabilità, con un sistema proporzionale che favoriva le forze con più consensi a discapito di quelle meno votate dagli elettori. Alla prova dei fatti, però, il Pd spacciava per tedesco un imbroglio vero e proprio. Quando infatti è stato depositato il testo, il Pd ha presentato il Verdinellum, una legge elettorale che è stata ispirata dal gruppo parlamentare mai eletto da nessuno di Denis Verdini e che riunisce i peggiori difetti della Prima e della Seconda Repubblica, che è stata appositamente studiata per danneggiare il MoVimento 5 Stelle e che, come le loro precedenti proposte, è di nuovo incostituzionale. È una proposta, poi, che non garantisce la rappresentatività, tanto che un partito con meno voti può persino ottenere più seggi di chi ha più voti! Ȓ una proposta che nemmeno garantisce la governabilità: consente coalizioni pasticciate diverse collegio per collegio, destinate a sfarinarsi in Parlamento, e consente ai partitini di contrattare posti nei collegi uninominali e così ricattare le maggioranze in Parlamento. Consapevoli della necessità di una nuova legge elettorale per il Paese e della necessità di sciogliere rapidamente queste Camere elette con una legge incostituzionale e che ha prodotto maggioranze che troppi danni hanno già fatto al Paese, pensiamo di dover continuare a offrire la nostra disponibilità al confronto, sempre che ci si muova all’interno di proposte in armonia con la Costituzione e che non rischino di essere bocciate ancora una volta. Con questo preciso intento risponderemo alla richiesta di incontro in Parlamento del Partito democratico per il prossimo lunedì 29 maggio. Per le ragioni enunciate in quella sede vorremmo andare a proporre la nostra disponibilità al sistema tedesco, quello vero, però! Per avere un sistema pienamente tedesco, occorre assegnare a ogni partito sopra lo sbarramento il numero di seggi esattamente corrispondenti alla percentuale di voti ricevuti. Ciò significa che laddove dovesse capitare che il numero di seggi vinti da un partito nei collegi uninominali eccedesse il numero dei seggi ottenuti nel riparto proporzionale, quest’ultimo deve prevalere, al fine di garantire la piena proporzionalità del sistema come accade in Germania. In sostanza, dunque: voto subito, niente coalizioni elettorali, proporzionale rigoroso sulla totalità dei seggi della Camera e soglia di sbarramento al 5%, provando a chiedere al tempo stesso che si rafforzino le prospettive di governabilità nel rispetto della Costituzione (cioè con l’aggiunta di un premio di maggioranza per chi raggiunge la soglia del 40% o altri metodi di calcolo più selettivi che incrementino il numero dei seggi della prima forza politica). Su questo delicato e importante passaggio chiediamo a tutti i nostri iscritti di esprimersi: siete favorevoli all’approvazione di un sistema elettorale di impianto tedesco che sia rispettoso della Costituzione, eventualmente con l’introduzione di correttivi di governabilità costituzionalmente legittimi? La consultazione online sarà aperta domani e domenica dalle 11 alle 19 su Rousseau https://rousseau.movimento5stelle.it/main.php Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it
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Energia: i dati su calo produzione energia elettrica da rinnovabili e più CO2 sono corretti - ecco le prove (ven, 26 mag 2017)
amdhgs_.jpg di MoVimento 5 Stelle I dati diffusi dal Movimento 5 Stelle sul calo della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, il calo investimenti e l'aumento della CO2 prodotta relativa alla produzione di energia sono corretti. Il fact checking dell'Agenzia Agi (controllata Eni) ha utilizzato parametri diversi dai nostri. Mentre il M5S si riferiva chiaramente alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, l'agenzia Agi nello svolgere il fact-checking ha utilizzato altri criteri per la contabilizzazione tenendo presente anche il termico ed i trasporti. IL TRUCCO CON DATI ISTAT Agi, afferma correttamente che nel 2014 la produzione sale a 9,2 Mtep, nel 2015 sale ulteriormente a 9,43 Mtep. Attenzione però come ha spiegato il professor GB Zorzoli del Coordinamento FREE, è un dato più formale che sostanziale, raggiunto con un trucco (non imputabile certamente all' agenzia Agi ma al governo). Nel 2015 la produzione di energia da fonti rinnovabile sale a 9,43 Mtep successivamente ad un aggiornamento dei dati di Istat che come indicato da GB Zorzoli è stato clamorosamente corretto "al rialzo con i dati relativi alle biomasse rispetto a quelli su cui era basata la programmazione del governo. Si è così scoperto che la biomassa effettivamente bruciata sei-sette anni fa per produrre calore non differiva granché dall'obiettivo prefissato per il 2020." La legna effettivamente usata nel 2010 per produrre calore con l'aggiornamento del dato Istat è diventata due volte e mezza la cifra ricontabilizzata: 7,7 Mtep (mega tonnellata equivalente di petrolio) invece di 2,2. Questo trucco ha favorito il raggiungimento di un risultato complessivo ma la produzione di energia elettrica da impianti rinnovabili rimane negativa. Un artefizio sul quale Girotto ha presentato anche un'interrogazione che attende risposta dal Ministro dello sviluppo e dell'ambiente. AUMENTO DELLE EMISSIONI DI CO2 L'aumento delle emissioni di CO2 citato nel convegno dal professor Giacomo Bizzarri docente di fisica tecnica dell'Università di Ferrara, fa riferimento a dati Ispra-Terna sulle emissioni specifiche per la produzione di energia elettrica (grammi di anidride carbonica per ogni kWh elettrico prodotto). I dati riportano che le emissioni specifiche, riferite ai consumi elettrici ed alla produzione elettrica lorda sono in costante aumento dal 2014. Dopo aver toccato il minimo nel 2014 per le categorie di produzione elettrica lorda ( 323 g di CO2/kWh) e dei consumi elettrici ( 309,4 g CO2/kWh) queste sono via via aumentate nel 2015( 332,4 g di CO2 per la produzione elettrica lorda e 315 g di CO2 per i consumi elettrici) e nel 2016 con la stima dei dati Ispra di 337,1 g CO2/kWh per la produzione elettrica lorda e 330,6 g CO2/kWh per i consumi elettrici. Questi dati sono particolarmente preoccupanti, perché al di là della variabilità stagionale dell'idroelettrico, denotano uno stato di sofferenza generale per le nuove installazioni di impianti per fonti rinnovabili elettriche. E' la prima volta dal 1990 che il trend di emissioni per questi due fattori è di nuovo in crescita. DIMINUZIONE PRODUZIONE ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI I dati citati nella relazione del professor Bizzarri sono relativi al bilancio dell'energia elettrica ed il Gap sulle rinnovabili tra il 2013 ed il 2015 (dati Terna) ha visto il totale della produzione elettrica da rinnovabili calare del 7,5% (-7,3 TWh). Se nel 2013 era di 96,9 TWh (33% del totale) nel 2015 è sceso a 89,6 TWh. RIDUZIONE POTENZA INSTALLATA DA FONTI RINNOVABILI La riduzione della potenza installata da fonti rinnovabili è stata indicata sia dal professor Bizzarri, riprendendo dati Terna al 2015 che da altri relatori e confermata con la riduzione del 19% della potenza installata nel 2016 (-19% potenza installata di eolico, idroelettrico e fotovoltaico) dai dati pubblicatida Confindustria- Anie Energia. Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it
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Taranto fuori dall'illegalità con Francesco Nevoli sindaco (ven, 26 mag 2017)
nevohd.jpg di Francesco Nevoli, candidato sindaco Taranto MoVimento 5 Stelle Il Comune di Taranto si trova in una in una situazione di illegalità! La legge stabilisce che al 31 dicembre 2012 il Comune avrebbe dovuto raggiungere il 65% di raccolta differenziata: dopo oltre 4 anni, la quota è scandalosamente ancora al di sotto del 20%. Vi è poi una mancanza di trasparenza: l’Amministrazione di centrosinistra da giugno 2016 non fornisce i dati della raccolta differenziata alla Regione Puglia per la pubblicazione on line. Un danno per l’ambiente ma anche per le tasche dei cittadini: i costi del servizio a Taranto sono molto più alti rispetto ad altre città dove la raccolta differenziata supera il 65%. Non vi è stata alcuna iniziativa significativa da parte del Comune nel sensibilizzare la cittadinanza, a partire dalle scuole, al riutilizzo dei rifiuti e al decoro urbano. L’inceneritore - ferro vecchio - voluto dal centrosinistra, continua a bruciare soldi pubblici: vogliono spendere altri 4 milioni di euro per riattivarlo e bruciare materiali, producendo diossina e ceneri pericolose! Il M5S propone “Rifiuti Zero”: produrre meno rifiuti e massimo riciclo e recupero attraverso una raccolta differenziata spinta che possa fruttare entrate economiche dalla vendita dei materiali e quindi abbassare i costi per i cittadini, favorendo l’economia circolare che produce nuovi posti di lavoro. I rifiuti in discariche ed inceneritori saranno sempre meno. Sui rifiuti ci vuole la massima trasparenza per non esser preda delle ecomafie! Il M5S vuole fare chiarezza sulla gestione dell’AMIU e dell’inceneritore. Appena entrati nel consiglio comunale porteremo subito le carte alla Procura, esattamente come ha fatto il sindaco di Livorno del M5S Filippo Nogarin e rivedremo il contratto di servizio! Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it
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Questioni e visioni di giustizia: prospettive di Riforma (ven, 26 mag 2017)
di Alfonso Bonafede Il 31 maggio 2017, dalle ore 10, seguiremo in diretta il Convegno Istituzionale, organizzato dal Vice Presidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio denominato "Questioni e visioni di giustizia - Prospettive di Riforma" che si terrà nella sala dei Gruppi Parlamentari, presso la Camera dei Deputati, via di Campo Marzio 78, Roma. (qui il form per accreditarsi) Tra i vari interventi come relatori del Convegno, ci saranno, Raffaele Cantone (Presidente dell'ANAC), Piercamillo Davigo (Presidente della II Sezione Penale della Corte di Cassazione), Antonino Di Matteo (Sostituto procuratore di Palermo), Ugo De Siervo (Presidente emerito della Corte Costituzionale), Gioacchino Natoli (Capo Dipartimento Organizzazione Giudiziaria Ministero della Giustizia), Giuseppe Conte (Componente del Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa), Giacinto Della Cananea (Componente del Consiglio di Presidenza della giustizia contabile), Marco Travaglio (Direttore Il Fatto Quotidiano), Daniela Marchesi (Dirigente Istat), Liana Milella (Giornalista La Repubblica), Ester Perifano (Avvocato del Foro di Benevento), Francesco Grignetti (Giornalista La Stampa), Gian Antonio Stella (Editorialista Il Corriere della Sera), Luciano Eusebi (Ordinario di diritto penale dell’Università “Cattolica” di Milano), Mauro Palma (Presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale), Donatella Stasio (Giornalista). Ciascuno di loro descriverà il quadro attuale e ci darà anche la propria visione di come la giustizia si svilupperà nei prossimi anni. Sarà un dibattito pubblico, un momento di approfondimento, di confronto, di riflessione e, soprattutto, di ascolto, in cui ci saranno anche le sollecitazioni di alcuni giornalisti che si occupano di giustizia. Un contributo prezioso nell'interesse delle Istituzioni da parte di tutti coloro che ogni giorno operano nei settori della giustizia civile, penale, amministrativa, contabile e che, con passione e impegno, perseguono lo stesso ed unico obiettivo: garantire giustizia e legalità. Abbiamo il dovere di rendere la giustizia nel nostro Paese efficiente, veloce ed accessibile a tutti. Inoltre, le istituzioni devono contrastare con forza i fenomeni corruttivi e le gravi distorsioni che questi atti di malaffare hanno sulla società civile. E' necessario conoscere il presente per puntare a migliorare il futuro. La politica ha la responsabilità di ascoltare la voce di chi ogni giorno serve lo Stato e nello stesso tempo ha il dovere e l'obbligo di recepirne, con umiltà, le loro richieste per rendere il nostro Paese più efficiente ed efficace, nell'interesse esclusivo dei cittadini. Giustizia, legalità e uguaglianza rappresentano la forza del nostro Stato. Leggi e commenta il post su www.beppegrillo.it
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Olivero Beha

Oliviero Beha – Il Fatto Quotidiano

La gestione-Totti. È autolesionismo (lun, 08 mag 2017)
Ormai da qualche settimana il calcio giocato è poco più che un pretesto per la campagna acquisti per giocatori e allenatori che ci aspetta in forze, con centinaia di milioni cinesi in arrivo. Ma a buon diritto forse l’epilogo di questo discorso dovrebbe incentrarsi su Francesco Totti, in uscita a quarant’anni da quella che è […] L'articolo La gestione-Totti. È autolesionismo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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La politica vista da Parlato (e quella di Renzi e le comari) (mer, 03 mag 2017)
In un giorno qualunque, mentre commissariano Alitalia (pare…), dissanguano le donne con femminicidi inesausti, piovono dalle istituzioni numeri sempre più negativi sulla disoccupazione giovanile (quando è uscito il film Tanguy e quanto tempo è passato da Padoa-Schioppa e i “bamboccioni”?) e su quella a salire, Renzi festeggia le Primarie divorate, muore a 84 anni Valentino […] L'articolo La politica vista da Parlato (e quella di Renzi e le comari) proviene da Il Fatto Quotidiano.
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I buuu a Muntari: non è solo calcio (lun, 01 mag 2017)
Davvero non c’è verso: fumogeni, bengala e repertorio simile ci inseguono dal film famoso di Francis Ford Coppola fino all’erba di Marassi dove semplicemente giocano il Genoa di Juric ed il Chievo di Maran. Genitori che scappano con i bambini in braccio, commentatori che cercano di ridurne la portata, frasi secolari del tipo “sono cose […] L'articolo I buuu a Muntari: non è solo calcio proviene da Il Fatto Quotidiano.
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2017, siamo tutti partigiani o anche un po’ fascisti? (mer, 26 apr 2017)
Stendiamo subito un velo sulla impresentabile speculazione subpolitica di Palazzo, un Palazzo già di suo per lo più impresentabile, a proposito di ieri, della Festa della Liberazione, dell’Anpi, di ebrei e palestinesi ecc. ecc. Segnatamente perché non è una ricorrenza di Palazzo, ma di Piazza, e da sempre. Anzi, per mia avventura diretta e indiretta […] L'articolo 2017, siamo tutti partigiani o anche un po’ fascisti? proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Gianni Barbacetto

Gianni Barbacetto – Il Fatto Quotidiano

Va bene, adesso dobbiamo imparare a parlare alle paure (ven, 26 mag 2017)
“Dobbiamo imparare a parlare alle paure”. Lo dice Filippo Grandi, milanese tornato nella sua città a tenere una lectio magistralis all’università Statale, dopo essere andato in giro per il mondo ed essere diventato l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. La sua agenzia Onu, l’Unhcr, ha oggi il difficile compito di occuparsi di un […] L'articolo Va bene, adesso dobbiamo imparare a parlare alle paure proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Le manovre di Nanni (già incompatibile) per difendere il potere bresciano sulla banca (ven, 26 mag 2017)
Questa è una grande storia italiana che profuma di soldi, incenso e potere. Protagonisti: il banchiere Giovanni Bazoli e la sua famiglia, la figlia Francesca e il suo (ex) marito Gregorio Gitti, avvocato e politico. Prende l’avvio nel 2007, quando avvengono le nozze tra un istituto di credito bresciano, Bpl (Banca Lombarda e piemontese), e […] L'articolo Le manovre di Nanni (già incompatibile) per difendere il potere bresciano sulla banca proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Da “delinquente naturale” ad alleato abituale del Pd: ricordate chi è Berlusconi? (gio, 25 mag 2017)
Silvio torna. Sì, Berlusconi si prepara a essere di nuovo al centro della vita politica italiana. Come leader del suo schieramento, che non ha trovato un “federatore”. Ma anche come interlocutore privilegiato, anzi unico, del centrosinistra di Matteo Renzi, per fare la legge elettorale. Intendiamoci: nel centrosinistra per vent’anni hanno ripetuto che non bisognava demonizzarlo. […] L'articolo Da “delinquente naturale” ad alleato abituale del Pd: ricordate chi è Berlusconi? proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Dati sanitari: noi li diamo a Ibm. Londra li blocca (mer, 24 mag 2017)
L’accordo per regalare a Ibm i dati sanitari degli italiani prosegue il suo cammino sotterraneo e silenzioso. Malgrado le perplessità del Garante per la privacy e le domande di qualche politico in Parlamento (Pierpaolo Vargiu) e nel Consiglio regionale lombardo (Chiara Cremonesi). Con una novità: un accordo di utilizzo dei dati sanitari, stretto con Google, […] L'articolo Dati sanitari: noi li diamo a Ibm. Londra li blocca proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Alessandro Gilioli

Piovono Rane

Basta offshore, basta elusione fiscale (ven, 26 mag 2017)
Dall'amico e attivista Marco Grimaldi ricevo e molto volentieri pubblico: 240 miliardi di dollari: è il costo annuale dell’elusione fiscale delle multinazionali a danno dei Paesi in tutto il mondo secondo le stime di Oxfam International. 1.000 miliardi di euro: è la perdita totale stimata per gli Stati dell'Unione Europea derivante da pratiche di evasione ed [...]
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Due "populismi" a confronto (gio, 25 mag 2017)
Si è molto scherzato ieri sui social network per questa fotografia del papa accanto a Trump e alle sue donne, moglie e figlia, entrambe bardate tipo famiglia Addams, mentre Trump quasi sghignazzava e Bergoglio pareva voler stare da un'altra parte. Ma oltre all'espressione cupissima, Francesco ha regalato al presidente americano non “un suo libro sull'ambiente”, come [...]
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Dietro Tommaso Youssef e altri (sab, 20 mag 2017)
La disgraziatissima biografia di Tommaso Youssef Hosni, l'accoltellatore della stazione centrale di Milano, sembra inventata apposta per dare ragione a Oliver Roy, l'orientalista francese. Il quale da tempo ci avvisa: guardate che la maggior parte di quelli che simpatizzano per l'Isis in Europa non sono tanto islamici radicalizzati quanto radicali islamizzati. Laddove per 'radicali' s'intende [...]
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Cosa ci ammanniscono con il Rosatellum (gio, 18 mag 2017)
Martedì 9 maggio 2017, 9 e 40 del mattino: dopo mesi di silenzio e traversie in tribunale, Denis Verdini entra nel palazzo dei gruppi di Montecitorio, in via del Vicario. Imbocca l’ascensore, sale al terzo piano e si infila nella stanza di Ettore Rosato, capogruppo democratico alla Camera. È quel giorno e in quella stanza che [...]
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La Cassazione e la teocrazia (mar, 16 mag 2017)
Mi rendo conto che l'argomento è complicato - perfino un po' filosofico, quindi magari palloso. Ma la questione posta dalla sentenza della Cassazione sul sikh che voleva girare con un coltello in realtà non parla di un sikh che voleva girare con un coltello: porta dritti a temi come l'ontologia, il relativismo, la teocrazia, perfino [...]
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Uno che si chiama Gucci (ven, 12 mag 2017)
Oggi una storia minore, molto minore. In cui non muore nessuno, né vi è grave sofferenza umana, insomma leggera. Ma rende lo stesso l'idea del problema più grande nei nostri tempi, così come in molti di quelli passati: l'arroganza del più forte e la sua imposizione sul più debole. Accade a Prato, dove da un anno [...]
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Stella e Rizzo

La Deriva

Parole, organizzazione, falsi miti: Nicaso spiega la mafia (mar, 16 nov 2010)
«Allibertatevi d’u cagnuleddu», liberatevi del cagnolino. Con queste parole, il 12 gennaio '96, Giovanni Brusca ordinò al fratello Enzo, Vincenzo Chiodo detto «Quaquarotto», Giuseppe Monticciolo e Salvatore Grigoli di ammazzare e di sciogliere nell’acido Giuseppe Di Matteo, il figlio di [...]
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Berlusconiano pentito, antighedinista convinto (mar, 16 nov 2010)
«Scusate, sapete dirmi a quest' ora come la pensa Buttiglione?» chiese un giorno Francesco Cossiga irridendo al modo in cui il leader neodc vagava un po' di qua e un po' di là. La battuta, però, potrebbe essere adattata a [...]
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Supercomputer e frigobar, indispensabili (mar, 16 nov 2010)
Non lo sapevano. Non avevano idea di quanto la situazione finanziaria della loro Regione, la Campania, fosse spaventosa. Che i debiti iscritti nel bilancio fossero schizzati del 90% in soli quattro anni. Che l' esposizione complessiva avesse raggiunto 11 miliardi [...]
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Pompei, fragile gioiello che perde 3 milioni l'anno (gio, 11 nov 2010)
L' architetto Luciano Di Sopra ricorda bene ciò che accadde nel 1981. Non fosse altro perché in quel periodo lui, l' autore del piano di ricostruzione del Friuli terremotato, era sulla cresta dell' onda. Ricorda che quando gli diedero l' [...]
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La Rai, Pio XII e la Bulgaria (gio, 04 nov 2010)
«Con sempre nuova freschezza di letizia e di pietà, diletti figli dell' universo...». Anche chi non è pregiudizialmente ostile a Pio XII, la cui figura è ancora molto discussa come dimostrano i giudizi del mondo ebraico sullo sceneggiato di Raiuno [...]
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10 leggi in un anno. Succede (gio, 04 nov 2010)
Alla Camera dicono che succede, qualche volta. Succede quando arriva la Finanziaria, che adesso si chiama «legge di stabilità». Allora si ferma tutto, in religiosa attesa che la commissione Bilancio partorisca. Ecco spiegato perché almeno per tutta la prossima [...]
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Riccardo Orioles

Riccardo Orioles – Il Fatto Quotidiano

Corteo antimafia a Catania, alla testa ci sono i figli dei quartieri (dom, 08 gen 2017)
Il bambino pedala allegramente una ventina di metri avanti al corteo e ogni tanto si ferma e mette in mano al passante una copia dei “Siciliani” che è fieramente impegnato a distribuire. E’ un bambino del Gapa, uno di San Cristoforo, uno del doposcuola. Lo guardano distrattamente i poliziotti, lui non fa caso a loro. […] L'articolo Corteo antimafia a Catania, alla testa ci sono i figli dei quartieri proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Costituzione, adesso cominciamo ad applicarla davvero (mar, 06 dic 2016)
Dovremmo ringraziare Renzi per averci ricordato, a modo suo, che avevamo una Costituzione. Una Costituzione mai applicata del tutto, o solo in una parte del Paese, e alla fine completamente cancellata. Il giovane che adesso ha vent’anni non ha mai vissuto un giorno della sua vita sotto una Repubblica; né ha mai conosciuto una Costituzione. […] L'articolo Costituzione, adesso cominciamo ad applicarla davvero proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Pino Maniaci, caro amico: riprenditi dall’ubriacatura e torna come prima (gio, 05 mag 2016)
Masaniello, Pancho Villa, il contadino o il brigante che dopo anni di ribellione viene infine scoperto dai nobili, dalla corte. “Ha visto com’è spontaneo, don Alonzo? Mangia colle mani! Es un hombre del pueblo, poco da fare…”. “È un campesino, si vede. Un liberal campesino. Però potrebbe anche farsi la barba ogni giorno”. “Ed ecco […] L'articolo Pino Maniaci, caro amico: riprenditi dall’ubriacatura e torna come prima proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Renzi, il podestà e la marcia su Catania (sab, 30 apr 2016)
“Per ordine del Comando della Mvsn ai redattori e fotografi dei fogli antipatriottici e bolscevichi come I Siciliani è fatto divieto di riprendere, intervistare o altrimenti accostarsi alla visita di S.E. il Capo del Renzismo alla città di Catania”. Cari lettori, volevamo fare un servizio su Renzi e Bianco a teatro, ma come vedete non […] L'articolo Renzi, il podestà e la marcia su Catania proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Alexandre Stille

In un altro paese

Trump e le donne (ven, 03 giu 2016)
Un fattore chiave di questa elezione sarà il voto delle donne. Da almeno vent’anni, il partito repubblicano soffre per via del cosiddetto gender gap, il deficit del voto femminile. Nel 2008, Barack Obama vinse grazie al sostegno del 56 percento delle donne votanti, mentre solo il 49 percento degli uomini lo votò. In queste elezioni […]
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Una domanda al giorno: Può davvero vincere Trump? (mar, 31 mag 2016)
  Per molti è inimmaginabile che Donald Trump, un uomo impreparato che ha insultato intere categorie di elettori – donne, messicani, musulmani – possa diventare il prossimo presidente degli Usa. I siti di scommesse on line danno Hillary  Clinton favorita, dandole una probabilità del 65 percento di vincere. Gli ultimi sondaggi, in effetti, li danno […]
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Massimalisti contro riformisti americani? (sab, 06 feb 2016)
Ho guardato ieri sera il dibattito tra Hillary Clinton e Bernie Sanders, i due sfidanti per la nomination democratica. Bernie Sanders, in questa campagna elettorale, è stata una rivelazione. Bisogna dirlo. All’inizio molti, compreso me, hanno dato poco peso alla sua candidatura: sembrava utopico e poco realista che un sedicente socialista, di un piccolo stato […]
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Lezioni da Iowa (mar, 02 feb 2016)
Che pensare dei risultati della “caucus” di Iowa? Da una parte è un sondaggio poco rappresentativo dell’elettorato nazionale. La forma del “caucus” – dove gli elettori partecipano a un dibattito prima di votare -- limita la partecipazione al 10 percento del potenziale elettorato, la parte più motivata. Poi, lo stato di Iowa è anomalo: è […]
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Iran: Tra Falchi e Colombe (mer, 04 mar 2015)
  Dopo settimane di polemiche il primo ministro Israeliano Benjamin Netanyahu ha pronunciato il suo tanto atteso discorso, interrotto oltre venti volte dagli applausi dalla maggioranza repubblicana al congresso americano. “Ecco come parla un vero leader,” ha commentato uno dei tanti osservatori su Twitter che ha approvato il tono fermo e implacabile del leader israeliano. […]
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Protesta a New York: "Le vite nere contano." (ven, 05 dic 2014)
L’altro ieri sera a New York, ci sono state manifestazioni spontanee un po’ in tutta la città per protestare contro il mancato rinvio a giudizio del poliziotto newyorkese che aveva soffocato un uomo di colore di Staten Island che stava vendendo illegalmente sigarette per strada. Questa esplosione di collera collettiva arriva pochi giorni dopo la decisione […]
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Le strane creature del nuovo populismo (dom, 02 nov 2014)
Gli ultimi sondaggi danno come vincitrice del seggio al Senato dello Stato di Iowa una certa Joni Ernst, la cui principale qualifica sarebbe quella di allevare e castrare maiali. Veterana della guerra in Iraq e deputato nel Senato locale, la Ernst mette in evidenza le esperienze maturate nella fattoria di famiglia. “Quando arriverò a Washington […]
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Il buonsenso degli italiani (lun, 26 mag 2014)
C’è una tendenza naturale di considerare il popolo intelligente quando vota come vogliamo e di chiamarlo “popolo bue” quando va nella direzione opposta. Ciò non m’impedisce di vedere una chiara logica e un eccezionale buonsenso nel voto dell’Italia nelle elezioni europee di questo weekend – nel premio straordinario dato al Partito Democratico di Matteo Renzi, […]
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Renzi, un’occasione da non sprecare (lun, 05 mag 2014)
  Sento tra molti italiani di sinistra un forte scetticismo se non di ostilità verso Matteo Renzi. Per ragioni comprensibili, sono ormai scettici sulla possibilità che dal mondo politico esca qualcosa di buono. C’è chi non ha apprezzato il suo modo di far fuori Enrico Letta – troppo machiavellico. C’è chi non ama le sue […]
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Scandali del sesso: Liscia, Gassata o Ferrarelle? (gio, 30 gen 2014)
Mi scuso con i lettori di Repubblica per il mio lungo silenzio. Mi sono spostato da New York a Parigi e trovandomi in un paese nuovo non sapevo cosa scrivere. Per molto tempo mi sono abituato a vedere il mondo da un’angolazione particolare: di uno che si muoveva tra gli Stati Uniti e l’Italia. Aggiungere […]
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Lettera a The Guardian

Può un cane mordere la mano di chi gli porge da mangiare? No.

Cosa ci si poteva aspettare dall’editoria italiana che giusto ieri ha visto approvare, per il 2009 e 2010, 140 milioni di euro di finanziamenti pubblici in merito al mio appello pubblicato dall’Herald Tribune?

La stampa italiana è il cane a guinzaglio dei politici: abbaia a comando mentre i direttori di testata, i capo branco, gareggiano per chi riesce a compiacere meglio il proprio padrone. Si vergognino.

Silvio Berlusconi non ha affatto seppellito l’unica opposizione: l’Italia dei Valori, e sta utilizzando i riflettori del G8, che paga, per una propaganda a buon mercato. I suoi ospiti al G8 stanno facendo del loro meglio per evitare di essere coinvolti in qualche gaffe dell’impresentabile. E il loro obiettivo è uscire dal vertice con il minor danno possibile, non intaccando la loro immagine.

Ma finita la "festa G8" si spengneranno le luci e si tornerà alla realtà, a Termini Imerese, al nucleare in Veneto e Sicilia, al Lodo Alfano, al bavaglio alle intercettazioni, al -5% del Pil, alla stretta creditizia che soffoca le imprese.
I leader del G8 conoscono benissimo la biografia di Silvio Berlusconi, ben oltre la paginetta che gli è stata consegnata.

Riporto integralmente la lettera da me inviata, e pubblicata in parte nell'edizione cartacea, e per intero nel web, dal The Guardian, in cui rispondo all’affermazione del quotidiano inglese che si interrogava sul perché mai gli italiani assolvano sempre Silvio Berlusconi dalla sua inadeguatezza politica. Gli italiani, cara redazione, non riescono a scrollarsi di dosso un corruttore alla Presidenza del Consiglio poiché sono vittime di un enorme conflitto di interessi che, utilizzando soldi di Stato, ha portato in stallo l’informazione e la democrazia del Paese, addormentando le coscienze dei cittadini.

Testo della lettera:

"Cara redazione,
sono Antonio Di Pietro, deputato della XVI legislatura, presidente dell’Italia dei Valori ed ex magistrato che, negli anni ’90 di Tangentopoli, assicurò alla giustizia molti politici ed imprenditori corrotti. Oggi porto avanti quell’impegno e il rispetto delle istituzioni nell’Italia dei Valori, unico partito di minoranza che svolge il ruolo di opposizione politica, senza eccezioni e senza incertezze, a questo governo.
Mi scuso, a nome dell’Italia, con la redazione di The Guardian per la reazione prevedibile del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e del Ministro degli Esteri, Franco Frattini. The Guardian è un prestigioso giornale che svolge al meglio il suo lavoro e assolve al dovere di informare i cittadini. In Italia questo governo non è abituato al contraddittorio, né tanto meno a sentirsi dire la verità. Mentre sulla notizia della preparazione del G8 si può discutere, sul resto dell’articolo c’è poco da ribattere. Alle classifiche da voi riportate nell’articolo di ieri manca quella di Freedom House che assegna all’Italia il 73 esimo posto per libertà di stampa.
Il vero problema nel nostro Paese è quindi l’informazione, che oggi è in mano -nel più colossale conflitto di interessi mai visto in un paese occidentale- ad un solo uomo: il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Il controllo dei media da parte del signor Berlusconi è esercitato attraverso il primo gruppo editoriale italiano, La Mondadori, e sei televisioni: tre private in mano a Mediaset di sua proprietà, e tre pubbliche, La Rai, su cui esercita indirettamente e con rarissime eccezioni, l’influenza attraverso le nomine dello staff dirigenziale.
Il controllo dell’informazione gli consente di mantenere una posizione dominante e una fonte inesauribile di guadagni che consolidano il suo insediamento nelle istituzioni, attraverso un largo sistema clientelare. Questi guadagni in passato sono stati possibili soprattutto grazie al placet dei precedenti governi che non hanno voluto affrontare il conflitto di interessi. Oggi Silvio Berlusconi cede allo Stato italiano appena l’1% del fatturato per l’utilizzo delle concessioni delle frequenze radiotelevisive di Stato, su cui trasmette Mediaset.
Da quando si è insediato il governo di centrodestra le aziende pubbliche, come Eni e Poste, hanno dirottato ingenti investimenti pubblicitari dalle reti RAI a quelle private del Presidente del Consiglio italiano.
All’informazione si è aggiunta, con questo governo, la piaga delle riforme “incostituzionali”. La prima è stata la legge chiamata Lodo Alfano, voluta da Silvio Berlusconi e che lo rende improcessabile insieme ad altre tre cariche dello Stato.
Il signor Berlusconi ha subito fruito di questa legge in un processo che lo vede imputato di corruzione di un testimone. Grazie al Lodo Alfano, Berlusconi non può essere processato per corruzione, ma David Mills, suo avvocato ed ex-marito di un ministro del governo Blair, è stato condannato nel mese di febbraio a 4 anni e 6 mesi per falsa testimonianza. Il 6 ottobre i giudici della Corte Costituzionale si pronunceranno sulla costituzionalità del Lodo Alfano e, se il giudizio sarà negativo, Silvio Berlusconi sarà processato con l’accusa di corruzione di David Mills.
Concludo invitando The Guardian e la stampa estera a non spegnere i riflettori sull’Italia chiedendo loro di continuare a svolgere, come stanno facendo, l’importantissimo compito di informazione, ruolo che quasi tutti i nostri media hanno delegato vista l’impossibilità a svolgerlo.

Antonio Di Pietro

Roma 10/07/09"



"Criminalità, immigrazione clandestina, crisi, divorzio di berlusconi, inefficienza della pubblica amministrazione, processi a carico di berlusconi ,spesa pubblica eccessiva, tasse elevate, salari bassi, Milan che non vince lo scudetto, tutta colpa della sinistra. Abbiamo la sinistra più potente del mondo!“.

INTERESSANTE COMMENTO LETTO SUL WEB 25/05/09


INFLUENZA SUINA

si e' saputo della diffusione a partire da circa il 23 aprile ma evidentemente nell'aria c'era già qualcosa...... difficilmente e' una coincidenza l'annuncio qui sotto...

Mexico City (Messico), 9 marzo 2009 - Sanofi-aventis informa che oggi è stato raggiunto con le autorità messicane un accordo per la realizzazione in Messico di un impianto da 100 milioni di euro destinato alla produzione di vaccini antinfluenzali. L'annuncio è stato dato nel corso di una cerimonia alla presenza di Felipe Calderon, presidente del Messico, e Nicolas Sarkozy, presidente della Francia, a Mexico City per una visita di Stato. L'impianto sarà realizzato e gestito da sanofi pasteur, la divisione vaccinale del Gruppo sanofi-aventis, rappresentato alla cerimonia dal suo Direttore Generale Chris Viehbacher.
«Realizzando questo nuovo impianto, sanofi-aventis è orgogliosa di poter contribuire a consolidare l'infrastruttura sanitaria messicana ed è ansiosa di sostenere l'esemplare impegno del Messico per la salute pubblica tramite l'immunizzazione antinfluenzale e la preparazione a possibili pandemie» ha affermato Viehbacher. «Questo investimento testimonia l'approccio attento alle specificità di ogni Pese di sanofi-aventis alla salute globale. Lo stabilimento porterà benefici alla salute pubblica nel Messico e nell'intera regione latino-americana, nel contesto della preparazione a pandemie influenzali».
L'accordo è stato firmato dai rappresentanti di Birmex (Laboratorio de Biológicos y Reactivos de México) e sanofi-aventis alla presenza del Ministro della Salute messicano José Ángel Córdova Villalobos. In base ai termini dell'accordo, sanofi pasteur produrrà il vaccino antinfluenzale in collaborazione con Birmex, produttore messicano federale di vaccini. Birmex eseguirà alcune fasi della produzione e sarà responsabile della distribuzione al pubblico del vaccino antinfluenzale.

 

Barone Gabriele 06/05/09

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accordo casa farmaceutica-governo messicano
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CLEMENTINA FORLEO DISINNESCATA di Antonio Vulpio 02/05/09

 

Siamo un Paese meraviglioso, una delle più riuscite costruzioni geopolitiche alla rovescia. Solo da noi, per dirne una, è possibile, che tolgano la scorta al giudice Clementina Forleo e la mantengono ad Emilio Fede. In Italia, che per magistrati ammazzati è seconda soltanto alla Colombia, Forleo non ha la scorta, e nemmeno la più attenuata forma di protezione che si chiama tutela, mentre Fede ce l'ha.

Forleo e tanti altri magistrati a rischio, perché fanno bene e con onestà il proprio lavoro, non hanno nessuno che li protegge, mentre tanti altri magistrati e politici, a cui non serve, esibiscono questa forma di protezione come status symbol, come segno del potere.

Voi tutti sapete che Clementina Forleo è il giudice che si era occupata, quando era giudice per le indagini preliminari a Milano, delle scalate bancarie dei furbetti del quartierino Ricucci, Coppola, Fiorani, con la complicità dell'ex governatore della banca d'Italia Fazio, mentre Consorte, Latorre, Fassino e D'Alema da sinistra, Comincioli, Cicu e Grillo da destra.

Voi tutti sapete che in seguito a tutte queste vicende la Forleo è stata ingiustamente trasferita da Milano a Cremona. Ma non sapete però, e nessun giornale o TV ve lo ha raccontato e probabilmente non ve lo racconterà, che la presunta incompatibilità ambientale che le è costata il trasferimento, con una decisione del CSM che non ha nulla di giuridico ma sembra un referto medico visto che dice che la Forleo era emotiva, nasce il 6 giugno 2007 in una riunione “segreta” tenuta nella stanza di Anna Finocchiaro in Parlamento. In quella circostanza, testimonianza resa dall'ex parlamentare e magistrato di Cassazione Fernando Imposimato, si sono visti la stessa Finocchiaro, Mastella, Latorre, Guido Calvi (ex parlamentare e avvocato di D'Alema) e altre persone. Tra queste persone la più prudente sembrava essere Mastella, perché in quella circostanza si discuteva se predisporre o meno un'ispezione al Palazzo di Giustizia di Milano, ovviamente un'ispezione che avesse come obiettivo la Forleo, visto che certe telefonate che iniziavano ad essere trascritte preoccupavano diverse persone. Mastella è stato più prudente degli altri perché di fronte all'idea di predisporre un'ispezione avrebbe detto che era giusto attendere le determinazioni di altre e più alte cariche dello Stato. Tradotto dal politichese significava che Mastella riteneva che si potesse procedere soltanto con l'appoggio di altre figure istituzionali, un appello che non si è fatto attendere perché nella stessa giornata, 6 giugno 2007, è immediatamente arrivata una lettera, a firma del Presidente della Camera Bertinotti e del Presidente Senato Marini, che esprimeva la preoccupazione del Parlamento per queste telefonate sulle scalate bancarie.

L'ispezione poi viene eseguita e sappiamo tutti com'è andata a finire, ma in quell'estate caldissima del 2007 succedono altre cose: alla Forleo arrivano minacce, proiettili calibro 38, viene incendiato il raccolto dell'azienda agricola di famiglia in Puglia, e soprattutto che venga preannunciata la morte con una lettera anonima di entrambi i genitori della Forleo, cosa che avviene in uno strano incidente stradale nel quale i suoi genitori muoiono e il marito della stessa Forleo finisce addirittura in coma. Nello stesso periodo, la Forleo viene denunciata da un tenente dei carabinieri di Francavilla Fontana, comune popoloso della provincia di Brindisi in cui la Forleo è nata, per presunte offese nei confronti di questo tenente incaricato delle indagini sulla morte dei genitori del giudice. In questa vicenda accade un'altra cosa strana: a denunciarla, insieme al tenente dei carabinieri, è anche Alberto Santacaterina, pm della procura di Brindisi, che oggi, per questa vicenda, a sua volta denunciato dalla Forleo, è stato rinviato a giudizio a Potenza per abuso d'ufficio e falso ideologico.

Nonostante tutto questo e nonostante sia chiaro a tutti che con la Forleo sono in tanti a dover chiudere i conti, nonostante sia chiaro a tutti che sia stata disinnescata sul piano giudiziario adesso si vorrebbe annichilirla sul piano umano e personale, il 25 aprile arriva una telefonata da un maresciallo dei carabinieri che la informa di due provvedimenti. Non solo non si fa una notifica, come chiede la legge, personalmente nelle mani della Forleo, ma con una telefonata le si comunicano due cose: un provvedimento, a firma del prefetto di Milano Gianvalerio Lombardi, con il quale si revoca la tutela alla Forleo e si mantiene invece un servizio di vigilanza radiocomandata con l'abitazione di Milano; un altro provvedimento, che sembra contraddire il primo, con la quale il prefetto di Cremona, Bruno di Clarafond, comunica che non soltanto viene revocata la tutela ma viene mantenuto soltanto il servizio di sorveglianza radiocollegato con il tribunale di Cremona.

Tutto questo cosa significa? Che Clementina Forleo viene lasciata completamente sola, viene oscurata ogni informazione su ciò che la riguarda, oscurata ogni informazione su ciò che lega la necessaria protezione di questo magistrato, e abrogata ogni memoria recente e meno recente su tutte queste vicende che invece stanno producendo delle conseguenze incredibili e pericolose.

Perché non scriviamo al ministro dell'Interno Maroni, inondando il Ministero dell'Interno di mail, e chiediamo al ministro se non sia il caso di togliere la scorta a Vespa, a Fede, e a quei magistrati e politici a cui la scorta non serve assolutamente, e venga mantenuto il servizio di protezione per un magistrato come Clementina Forleo, soprattutto quando esce dal tribunale di Cremona e va in giro per l'Italia e magari torna nella sua Puglia nella quale sono diversi a non amarla e avere con lei dei conti in sospeso?

Poniamo questo semplice quesito, che possa valere anche per tutti quei magistrati e per tutte quelle persone che sono in prima linea e rischiano davvero senza alcuna scorta ne protezione da esibire come status symbol e segni del potere.


CONCERTO PRIMO MAGGIO 2009 

VASCO SEI GRANDE!!!!!!!!!!!!

"non credete a tutto quello che dicono in televisione e soprattutto ai telegiornali ...

MEDITATE GENTE  MEDITATE ... "

 

...E IO AGGIUNGEREI ATTENTI ANCHE A QUELLO CHE NON DICONO I TELEGIORNALI ....

ascoltare bene dal minuto 3:10


ANGELUCCI SI E' FATTO DA SE' di Antonio Borghesi IDV 27/04/09

 

In queste settimane si è parlato molto del terremoto che ha gravemente colpito l’Abruzzo e L’Aquila in particolare. Molti forse hanno già dimenticato che circa un anno fa l’Abruzzo era stato colpito da un “terremoto politico”, che aveva portato all’arresto del Presidente della Regione, Del Turco e di parecchi assessori e dirigenti. Si tratta della cosiddetta “Sanitopoli abruzzese”, una vicenda di corruzione in un desolante quadro di malcostume, di irregolarità amministrative, di raccomandazioni.

Nella poco edificante storia risulta implicata la famiglia Angelucci. Per altro nel mese di febbraio l'imprenditore delle cliniche, Giampaolo Angelucci, finisce agli arresti domiciliari, insieme ad altre 12 persone, tra cui alcuni funzionari della ASL di Frascati e altri della Regione Lazio, il direttore della Asl Roma H, nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla procura di Velletri per truffa e falso in danno delle Asl, per 170 milioni di euro. Le manette, invece, non sono scattate nei confronti di suo padre, Antonio, fondatore dell'impero economico che porta il suo nome, in quanto deputato del Popolo delle Libertà, per il quale la Procura ha chiesto alla Camera l'autorizzazione a procedere in base all'articolo 68 della Costituzione. Ebbene nei giorni scorsi, nell’assoluto silenzio dei mezzi di informazione, la Camera ha respinto la richiesta di procedere agli arresti domiciliari nei suoi confronti con 316 voti a favore, 30 contrari e 59 astenuti. Hanno votato per il suo arresto Italia dei Valori, i Radicali e qualche sparuto deputato del Pd. La stragrande maggioranza del Pd, il Pdl, la Lega Nord e l’Udc compatti hanno votato contro. E così ancora una volta il principio che “tutti sono uguali davanti alla legge” è stato fatto a pezzi e ridicolizzato per salvare un esponente della casta.

Ma chi è Antonio Angelucci? Dopo un’attività che lo vede iniziare come commesso di una farmacia e poi portantino presso l’Ospedale S.Camillo, lo troviamo improvvisamente imprenditore e proprietario di case di cura. Grazie all’appoggio di banchieri come Cesare Geronzi (proprio lui, quello che ha perso i requisiti di onorabilità per essere amministratore di banche!) diviene anche immobiliarista (compra il palazzo di Botteghe Oscure del ex Pci) ed editore (tra gli altri compra L’Unità ed è proprietario di Libero e de Il Riformista). Viene implicato nella vicenda del finanziamento illecito dell’allora Presidente della Puglia Raffaele Fitto (oggi Ministro per gli Affari regionali), per il quale il magistrato chiede l’arresto (anch’esso negato dalla Camera nella scorsa legislatura). E’ incredibile ma 200 mila euro vengono versati proprio attraverso “Libero”, che incassa milioni di euro dallo Stato come contributi all’editoria.

La famiglia Angelucci opera attraverso Tosinvest S.A., società residente in Lussemburgo, uno dei tanti paradisi fiscali che il governo dice di voler colpire. Tra i suoi dirigenti la società annovera anche il fratello del Presidente della Camera, Gianfranco Fini. Un vero “self made man”, di quelli che piacciono tanto a Berlusconi, e con tutti questi precedenti si capisce che Angelucci ha tutte le medaglie ed i requisiti per essere ammesso tra i “capitani coraggiosi”, “salvatori” di Alitalia. Ed infatti detiene circa il 7% di Cai.


ARTICOLO CONDIVISIBILE O MENO MA COMUNQUE INTERESSANTE inserito 18/4/09

"Ma io per il terremoto non do neanche un euro..."

Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo.
So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede.
Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.
Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera.

Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.
Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.
Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo.
Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese.
E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.
C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno?
Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente?
Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte.


Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è.
 

Io non lo do l'euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa?
A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.
Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata.
Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.
Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?
Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.
Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.
Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.
Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto.
Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.
Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.
Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico.
E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.
Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso.
Come la natura quando muove la terra, d’altronde.

Giacomo Di Girolamo

direttore del primo quotidiano marsalese indipendente online  www.marsala.it


TRAVAGLIO VINCE IL PREMIO "LIBERTA' DI STAMPA".IN GERMANIA inserito da Barone Gabriele 22/03/09

La Germania pare aver preso a cuore il destino degli italiani dissenzienti al Governo Berlusconi e così, dopo l'articolo su come i tedeschi vedono l'Italia di Berlusconi, ecco pronto un altro riconoscimento stavolta positivo al Paese. Il giornalista e scrittore Marco Travaglio ha vinto il Premio per la Libertà di Stampa assegnato dall'Associazione dei Giornalisti Tedeschi (DJV).

Ecco la traduzione dell'articolo originale, tratta dal sito italiadallestero.info.

Michael Konken, presidente federale della DJV, ha motivato la decisione dichiarando: “Assegnamo il premio a Marco Travaglio, un collega che si è contraddistinto per il coraggio critico e l’impegno dimostrato nel combattere per la libertà di stampa in Italia.”

Travaglio ha saputo denunciare pubblicamente i tentativi dei politici italiani, in particolare di Silvio Berlusconi, di influenzare il lavoro dei media e di ostacolare lo sviluppo di un giornalismo critico. Le critiche di Travaglio si sono orientate anche ai colleghi italiani con lo scopo di incoraggiarli a non sottomettersi alla censura. “Il premio della DJV per la libertà di stampa è il riconoscimento più adatto a Marco Travaglio,” ha dichiarato Konken. “Travaglio deve dare coraggio ai giornalisti italiani affinché possano svolgere la loro funzione di vigilanza e non cadano vittima di intimidazioni”.

Il premio della DJV per la libertà di stampa consiste in 7.500 Euro e sarà conferito a Marco Travaglio a Berlino alle 18:30 del 28 aprile 2009 presso il Palazzo della Bundespressekonferenz (ufficio stampa federale). I rappresentanti dei media sono invitati a partecipare alla cerimonia.

Con questo premio la DJV onora personalità o istituzioni che si impegnano in prima persona in battaglie per il mantenimento e la creazione della libertà di stampa. I precedente vincitori sono stati il giornalista serbo Miroslav Filipovic, la giornalista russa Olga Kitowa e la redazione del giornale “Berliner Zeitung”. Filipovic ha ricevuto il premio per aver scoperto i crimini di guerra serbi in Kosovo, Kitowa è stata premiata per la sua difficile battaglia contro la corruzione in Russia e la redazione del “Berliner Zeitung” per l’impegno dimostrato nel difendere la libertà di stampa in Germania e l’indipendenza editoriale da Mecom Group, la casa editrice che l’ha rilevata.


LO SCHEMA COLLAUDATO di Antonio Di Pietro febbr2009

In Italia oramai lo schema è collaudato: prima preparano il terreno mediaticamente, poi sfornano un provvedimento d’urgenza.
E’ avvenuto così, ad esempio, per la monnezza campana (che è ancora lì): il governo ha urlato all'emergenza, poi si è proposto come salvatore della Patria con il caro prezzo per gli italiani e per la loro salute, di sbloccare o avviare la costruzione di decine di inceneritori.
Sta succedendo con le intercettazioni: si snocciolano casi marginali, si pubblicano testi di intercettazioni irrilevanti, al limite del gossip, si scrivono due numeri su fantomatici costi (omettendone altri ben più importanti del beneficio per i cittadini), si urla all’indecenza e ne consegue un “necessario” bavaglio d’urgenza alle intercettazioni.

In queste ore sta accadendo con la violenza sulle donne, meglio se ad opera di extracomunitari, con il fine di varare soluzioni di grande eco mediatico, ma di scarsissima efficacia sul campo. Così come tutte le soluzioni adottate da questo governo, impronte ai bambini Rom comprese.
In Italia avvengono circa 13 stupri al giorno, uno su tre è compiuto da un extracomunitario, due su tre sono italiani. Avvengono maggiormente all’interno della coppia, ad opera di un fidanzato o del marito. Questo viene rimarcato con meno “insistenza”.
Il governo ha fallito sulla sicurezza con i militari nelle città e con tutte le altre "soluzioni spot" millantate in questi mesi. E sta aggravando questo fallimento anche sul campo giuridico, impedendo le intercettazioni, strumento fondamentale, a fronte di una denuncia da parte della vittima, per incastrare lo stupratore. Se, infatti, per intercettare ci dovranno essere “gravi indizi di colpevolezza”, di fatto sarà impossibile usarle per questo tipo di reato.
Tra le panacee di facciata rispunta anche l'allungamento dei tempi di prescrizione, proposta circoscritta, ovviamente, solo al reato di stupro. Ma il governo dimentica, anzi omette di ricordare ai cittadini, che questi tempi sono stati ridotti, senza troppi distinguo tra i reati, per evitare ora un processo, ora una condanna, per Silvio Berlusconi e per i suoi sodali.
Il carcere e la certezza della pena sono importanti per ogni reato, soprattutto per uno stupro, ma non saranno la soluzione al problema. Carcere e certezza della pena sì ma per tutti, stupratori d’importazione e nostrani, compresi quelli dediti al turismo sessuale, reato compiuto da migliaia di italiani.

Ma il governo Berlusconi cerca lo spot ad effetto ed è chiaro che non ha interesse a risolvere il problema, altrimenti non varerebbe mai un provvedimento che blocca le intercettazioni, anche nei confronti degli stupratori.

P.S.: riporto il titolo di una notizia di repubblica.it di oggi. Questo è il vero volto del governo in tema di sicurezza.

La polizia con le auto in garage "A Roma e Napoli 500 mezzi fermi"
Tagliati i fondi per la sicurezza, bloccata la manutenzione delle vetture
"Possiamo permetterci solo il rabbocco dell'olio e il cambio delle gomme"


ALTRI 400 MILIONI BRUCIATI di Silvana Mura IDV 26/2/09

Il 6 e 7 giugno 2009 gli Italiani saranno chiamati alle urne per eleggere i propri rappresentanti al Parlamento Europeo. Nella stessa data in tante province e comuni d’Italia si svolgeranno anche le elezioni amministrative.

Entro la fine di giugno si dovrà svolgere anche il referendum elettorale. Buon senso vorrebbe che anche questa consultazione si svolgesse nella stessa data delle precedenti. Invece non sarà così, ma per volere della Lega e del Pdl gli Italiani dovranno votare per il referendum il 15 di Giugno.

Il motivo? La Lega ha paura del referendum ed ha preteso che questo fosse relegato in una data in cui sarà difficile raggiungere il quorum. Questa scelta della Lega costerà agli italiani 400 milioni di euro che potevano essere risparmiati se il referendum fosse stato accorpato alle europee.

Una condotta assolutamente irresponsabile quella di Lega e Pdl, che in un momento in cui le famiglie stanno facendo grandi sacrifici a causa della più grave crisi economica del dopo guerra, si permette di gettare dalle finestra 400 milioni di euro che si potevano utilizzare in altra maniera.

Che credibilità possono avere due forze politiche che per i propri interessi di partito hanno il coraggio di effettuare un simile scempio? Come potranno da oggi andare a dire ai cittadini che per i servizi sociali non ci sono le risorse, che non bastano i soldi per i precari, che l’assistenza ai disabili costa troppo?

Si vergognino piuttosto. Ma questi 400 milioni che andranno in fumo per pagare le elezioni del referendum non potevano essere destinati ad incrementare quella Social Card che Lega e Pdl hanno inventato ma non hanno finanziato?


NUCLEARE LA STRATEGIA DEI PERDENTI di Costantini IDV 24/2/09

Ieri il Ministro dell'elettricita' iracheno Karim Wahid ha chiesto collaborazione alla Francia per la costruzione di centrali nucleari sul proprio territorio.

Oggi tocchera' a Berlusconi ed a Scajola, che firmeranno sempre con la Francia un accordo di cooperazione sull'energia nucleare.

Mentre gli Stati Uniti d'America si accingono ad abbandonare il nucleare e ad investire tutte le risorse disponibili sulle fonti rinnovabili e sul risparmio energetico, dando inizio ad un cambio di strategia che a breve sara' seguito dalla stragrande maggioanza dei paesi piu' industrializzati del mondo, Cina inclusa, Berlusconi costringe l'Italia e gli italiani a compiere una scelta diametralmente opposta, esattamente come l'Irak.

Diranno che servira' a restituire competitivita' alle imprese italiane, che negli anni hanno effettivamente pagato l'energia ad un prezzo superiore a quello pagato dalle imprese che producono in Paesi che hanno esercitato l'opzione nucleare.

Ma non diranno a nessuno che tra circa 10 anni, una volta completato il gigantesco affare legato alla costruzione delle centrali nucleari e prima ancora della loro entrata in funzione, ogni potenziale beneficio risultera' completamente azzerato.

Avremo semplicemente sostituito la nostra dipendenza dal petrolio con la dipendenza dall'uranio, il cui prezzo si e' decuplicato negli ultimi anni, a causa di una ormai cronica insufficenza delle estrazioni, che recentemente ha costretto gli stessi francesi a rifornirsi da vecchie testate nucleari sovietiche smantellate.

Avremo sottratto miliardi di euro agli investimenti sulle energie rinnovabili e sul risparmio energetico, che sulla base di valutazioni operate da esperti di tutto il mondo, generano per ogni miliardo di investimento pubblico due miliardi di investimento privato e determinano, rispetto allo stesso importo investito per la realizzazione di una centrale nucleare, la produzione del doppio di energia elettrica.

Avremo accumulato altri 10 anni di ritardo sulle nuove tecnologie rispetto a paesi come la Germania, il Giappone, gli Stati Uniti d'America e la stessa Cina, che hanno invece investito o che hanno deciso di investire seriamente sulle energie rinnovabili.

Avremo perduto l'unico beneficio che questi anni di sacrifici del nostro sistema produttivo ha lasciato in eredita' alle nuove generazioni: quello di non doversi fare carico dei costi giganteschi necessari per lo smaltimento delle scorie e lo smantellamento dei siti dei quali sono costretti a farsi carico i contribuenti francesi.

Avremo costretto le popolazioni dei territori che ospiteranno i siti a vivere nelle stesse condizioni dei cittadini francesi che negli ultimi anni hanno convissuto con una serie innumerevole di incidenti.

Il nucleare e' il passato; le energie rinnovabili ed il risparmio energetico sono il futuro.

E piuttosto che del futuro delle sole poche imprese amiche che parteciperanno all'immenso banchetto del nucleare in Italia, Berlusconi dovrebbe occuparsi, come Barak Obama, del futuro di tutto il paese.



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Commenti: 14
  • #1

    Betta (lunedì, 23 marzo 2009 21:27)

    Ciao Gabriele,
    complimenti per il sito hai fatto proprio un bel lavoro.E' accurato e con tante informazioni utili, sarebbe piaciuto anche a mio padre.Continua così
    Betta

  • #2

    Gabriele (martedì, 07 aprile 2009 14:27)

    grazie Betta!
    di meglio non potevi scrivere.
    continua così anche tu

  • #3

    Generic Viagra (venerdì, 08 luglio 2011 17:28)

    Tutto per poter continuare a dire la loro,a tenere la testa alta.

    Sempre presenti in questa sezione i pensieri di Gomez,Costamagna,Grillo,Beha,Stella,Rizzo accompagnati da altri più occasionali diciamo ,ma non meno importanti.

  • #4

    u=15589 (lunedì, 22 aprile 2013 14:10)

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  • #5

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